Epistemologia

Pedagogia Clinica

La pedagogia clinica è una scienza che trova nei fondamenti epistemologici i criteri di validità del sapere scientifico e nelle tecniche e metodologie che sono proprie di questa disciplina, le risposte necessarie al vasto panorama dei bisogni della persona.
Le basi epistemologiche, i metodi e le strategie che sostanziano questa nuova scienza sono il risultato dello studio e della ricerca di quanti, assieme al suo fondatore Prof. Dr. Guido Pesci, si impegnano a garantirne i presupposti teorici e pratici.

Epistemologia

(Tratto dall’intervento del Prof. Guido Pesci in occasione del Congresso su “Pedagogia clinica e Pedagogisti clinici” tenutosi a Firenze il 31 ottobre – 1 novembre 1998)

Lontano da ogni idealismo secondo cui la pedagogia è vocazione, intendo dimostrare che le basi scientifiche della Pedagogia Clinica si ritrovano in un lontano passato, nella filosofia, nella teologia, nel diritto e nella medicina, poiché essa era ed è la sintesi coronatrice di tutte le scienze. Perciò il compito della Pedagogia Clinica è quello di recuperare da queste discipline tutti i dati e i risultati delle esperienze pedagogiche per ridefinirle in un conoscere capace di rispondere finalmente con concretezza alle esigenze dell’uomo, di civiltà e di cultura. La pedagogia clinica è un settore oggettivamente privilegiato dell’attività umana che nei secoli ha risentito e forse ancora risente degli umori delle scienze coese. Ciò che possiamo dire senza possibilità di smentita é che in nessuna epoca storica è mancata la sensibilità per il fatto educativo. Anche se non sempre fu scientificamente impostato e tecnicamente risolto, esso ha, comunque, lasciato testimonianze, influssi e importanti suggestioni nel nostro pensiero, che siamo tenuti ad accogliere. Si tratta di definire l’evoluzione di fasi e di perfezionamenti attraverso cui siamo giunti fino ad oggi e trovare ragione dei più aggiornati metodi e delle particolari tecniche educative che sono prodromo della Pedagogia Clinica. Nel rivolgermi al passato non è mia intenzione ripercorrere lo sviluppo storico del pensiero pedagogico, bensì rivolto nella mia analisi alla Pedagogia Clinica, sono le tecniche e le metodologie utilizzate nel tempo per sviluppare abilità e fronteggiare stati di difficoltà e di disagio nell’uomo che mi interessa cogliere o raccogliere. Sono interessato a tutto ciò che si faceva, che si è fatto e che trova un giustificato coniugio con ciò che si fa e si intende fare d’ora in avanti. Un fare nel “dare”. Quel “dare” nell’azione del “fare” che a me come al prof. Andrea Canevaro è tanto caro. E’ per soddisfare l’intento del voler “dare” alla persona, che la Pedagogia Clinica vuole ritrovare, fin dal suo lontano passato, le origini della prevenzione e degli impulsi ad una personalità equilibrata e armonica.
Con questo intento l’indagine storico-scientifica non può trascurare di conoscere i presupposti educativi delle posizioni rituali richieste dai sacerdoti taoisti nel 2700 a.C., quelle tecniche di rilassamento che conducevano progressivamente al controllo dei movimenti e di conseguenza alla disponibilità di tutto l’essere. Del pari attenzione e riflessione richiedono tutte quelle tecniche che più tardi, in India, verso il 1000 a.C., venivano utilizzate per favorire lo sviluppo del pensiero e il conseguimento dell’equilibrio psico-fisico. Tra i principi pedagogici e le prassi educative non sono da sottovalutare gli insegnamenti di Platone, quando nel libro terzo della “Repubblica”, sollecita alle pratiche fisiche ed espone orientamenti disciplinari e modalità per realizzarle. E Aristotele (384-322)non ha apportato forse un grande contributo nel campo pedagogico clinico quando prospettava una completa e ordinata attuazione di tutte le potenzialità dell’uomo tramite una “euritmia” della paideia greca con cui realizzare armonico sviluppo e perfezione? Anche Erodico, maestro di Ippocrate, ci ha ben indirizzati sulla conquista degli equilibri psico-fisici per mezzo del massaggio; a proposito egli scrisse: “Gli organi conservano le loro capacità funzionali solo grazie ad un uso ed un esercizio appropriato. Tutti coloro che se ne approprieranno e se ne serviranno si assicureranno la buona salute, uno sviluppo armonico e una buona giovinezza”.

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