Musicopedagogia

di Marta Mani*

 

La Musicopedagogia® è l’arte dell’organizzazione di ogni contributo sonoro e ritmico, canto o semplici strumenti musicali che, attraverso i principi dell’acustica, provocano la percezione uditiva e generano esperienze emotive. Per questo l’utilizzo del metodo richiede al Pedagogista Clinico® una conoscenza delle funzioni deputate al complesso fenomeno, fra cui la percezione uditiva, la disponibilità e l’intenzionalità all’ascolto, il rumore, il suono, ritmo, la melodia e l’armonia, la voce e il canto, e come incentivare con esse le esperienze e realizzare risposte significative per uno sviluppo  funzionale ed emozionale. Il metodo richiede allo specialista di avere conoscenza degli organi e delle funzioni deputate al complesso fenomeno neurofisiologico che comprende le funzioni fisiologiche uditive e un’attenzione rivolta verso la tele-recezione uditiva e come questa consente di differenziare la tonalità, l’intensità e la durata dei suoni. Una risposta selettiva a suoni con caratteristiche diverse, al fine di svilupparne le potenzialità e la disponibilità all’ascolto. Grammatica delle senso-percezioni uditive che si avvale di tutte le proprietà che emergono dall’analisi e dalla sintesi dello stimolo uditivo che, attraverso l’individuazione, la discriminazione, l’identificazione e la categorizzazione continuano ad aumentare fino a comprendere, grazie all’interpretazione semantica e la componente emotiva audio-cinestetica. Un canale selettore che se attivato presenta risultati assai significativi con risposte valide per quanti sono ostacolati da dispercezione sonora per scarsa capacità di analisi  e sintesi dello stimolo uditivo, scarsa concentrazione, scarsa resistenza agli stimoli esterni, disequilibri emozionali-affettivi, condizioni particolari che trovano nei diversi ausiliari stimolatori della Musicopedagogia condizioni adatte al recupero di capacità a mantenere l’attenzione focalizzata, resistendo all’affaticamento su stimoli specifici e, contemporaneamente, l’abilità di resistere alla distrazione esercitata da altri stimoli, con fluttuazioni del livello energetico direttamente legate alla soddisfazione dei bisogni, che incide sulle attitudini e le caratteristiche emotive. Un ascolto, una disponibilità ricettiva e perciò un’attività derivata dalla capacità di porre attenzione uditiva espressa per mezzo di intenzionalità, un esserci, in modo polidinamico e polisinergico, attivato dai ricchi e intensi scambi interattivi che il metodo destina con musiche e suoni. Percezione uditiva a cui è legato particolarmente il dinamismo dell’ organizzazione temporale consolidata da esperienze condotte su ritmi proporzionati alla varietà del movimento in cui il corpo diviene strumento di una conoscenza profonda e si sviluppano le abilità organizzativo-ritmiche, e con movimenti dissimmetrici, asimmetrici e in contrasto si stimolano le abilità relazionali. Opportunità suggerite dal metodo e che  danno significato alla concezione dinamica del concerto musicale. Nel metodo l’arte di combinare tra loro suoni e rumori ritmati non si limita ai soli mezzi strumentali, essi vengono integrati dall’universo semiotico dei rumori extralinguistici ed extrastrumentali, per un percorso metodologico itinerante tra suono, corporeità e movimento che consentono di raggiungere obiettivi rivolti alla crescita globale e armonica della persona. Il suono con la sua altezza, intensità e ritmo, durata, timbro e colore figura le differenti esigenze comunicative vocali e le loro modificazioni quantitative e qualitative, sottolineate da un atto fonatorio sincronizzato dalle fasi respiratorie e dai meccanismi di produzione degli elementi fonetici. C’è uno stretto legame tra musica e produzione fonetica e ogni ordito sonoro di cui l’udito è precursore, e il metodo indica come risvegliare e far tornare a vivere i sistemi di suoni orali prodotti dall’apparato fonatorio, consapevole vantaggio di coinvolgere nella dinamica l’uso in esperienza delle prime  manifestazioni melodiche aspecifiche, della melodia verbale, il mugolio, modulazioni e cantilene, considerati musica ritmica e cori parlati che trovano connotazioni nel recupero, anima della musica, movimento e vitalità. Imitazioni tonematiche che seguono il suono articolato nelle varie combinazioni di parole emesse, avvalorate dal ritmo organizzativo-motorio e respiratorio,  accompagnate dall’espressione mimico-gestuale  e la carica effettiva che lo determina, hanno dimostrato una riuscita espansione dei caratteri espressivo-comunicazionali, tonalità, emozione, sentimenti ed effetti di tipo suggestivo nell’interazione.  Successi che vengono ancor più ampliati grazie al metodo, offrendo alla persona risposte utili per fronteggiare l’alterazione dinamica fra il ritmo personale dell’individuo, l’espressione cinetica per scarsa conoscenza del Sé, e i ritmi vitali, in particolare il ritmo respiratorio. La Musicopedagogia, metodo esclusivo  dei Pedagogisti Clinici, ha dimostrato in ricerca e sperimentazione di portare con sé l’affidabilità per esperienze edificanti la percezione corporea e la definizione di appartenenza personalogica, che consentono di viversi in quanto corpo che delimita e situato nello spazio, stimolato nella presa di coscienza di Sé, nella scoperta del proprio ritmo vitale, nella conoscenza delle potenzialità di espressione e di comunicazione e delle capacità gnosico-prassiche che le permettono di agire nell’ambiente in cui vive e realizzare nel miglior modo se stessa. La Musicopedagogia ha provato di permettere la riconquista di una realtà corporea, dimensionata sull’investimento affettivo-emozionale positivo, da cui si generano, grazie alle sollecitazioni sonoro-musicali, propulsioni verso un’azione integrata dai valori di efficacia da rintracciare in ogni momento poiché appartenenti a un Sé. Esperienze con singoli o collettive ausiliarie del dialogo sviluppato e arricchito con ritmi-musicali, timbri e intensità guidate dal potenziamento delle sensibilità ricettive. La Musicopedagogia che in Pedagogia Clinica significa divenire parte integrante di progetti educativi rivolti ad accordare armonicamente l’energia dei moti, al ritmo e a una fidata sintonia con il corpo, all’aggiustamento posturale e spazio-temporale, alla relazione e cooperazione,  ne conferma gli orientamenti  consentendo  ai coloriti ritmici elaborazioni ed espressioni corporee tradotte in un sincronismo ritmo-melodico-gestuale. Tessiture di una trama che consolidare gli obiettivi e le mete del Pedagogista in aiuto alla persona (Clinico) con il significato di soddisfare con il contributo del ritmo e del suono  un’introduzione allo spazio e al tempo, una nuova grammatica che consenta di esprimere coerentemente se stessi e la propria realtà, conquistare un equilibrio generale dell’organismo e in particolare dello psichismo; tutti presupposti creativi, plastici e flessibili nel trovare soluzioni adeguate a situazioni problematiche attraverso relazioni positive in un mutuo rapporto interpersonale in senso creativo e sociale. Positive reazioni alle situazioni esistenti giungono anche dalla melodia e armonia che, assieme al ritmo si propongono nel metodo come insostituibili realtà esperienziali da perseguire, strutture di un comportamento e sviluppo  sia fisico che psichico conveniente di una persona.

Il lavoro con ritmo, melodia e armonia si è attestato importante per agevolare la coordinazione motoria; permettere l’espressione diretta delle emozioni senza la mediazione del linguaggio parlato; promuovere il contatto sociale attraverso l’acquisizione di movimenti corporei più liberi, sviluppare il senso del ritmo rendendolo sempre più in sintonia con i molteplici ritmi dell’ambiente circostante.

La percezione e la sincronizzazione ad un ritmo vengono sviluppate con esperienze perseguite con un criterio di spiralizzazione, proposte con modalità individuale, a coppie o a gruppi, momenti significativi attraverso i quali giunge offerta l’opportunità di affinare le capacità organizzative e liberarsi da ogni faticabilità frenante per aggiustarsi alle stimolazioni ritmiche e indulgere in disponibilità a vivere l’armonia, consonanza di voci e suoni e loro funzione all’interno della tonalità, e la melodia che insieme a ritmo e armonia costituiscono le componenti fondamentali della musica.

*Tratto da: Mani, M. (2014). Musicopedagogia®. Firenze. Edizioni scientifiche ISFAR Firenze.

 

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