Scala di Valutazione del Riadattamento Sociale

Strumento derivato dalla sperimentazione condotta presso il Centro di Ricerca dell’ISFAR di Firenze

isfar test

Negli anni venti Walter Cannon iniziò a interessarsi del rapporto causa-effetto tra i periodi di stress nella vita di un individuo e la comparsa di problemi di salute. Un decennio più tardi, Adolf Meyer stilò una “Tabella esistenziale” che correlava specificamente i problemi di salute con particolari circostanze esistenziali del soggetto in quel momento.

Questo approccio alla malattia venne ulteriormente perfezionato nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta e approdò all’elaborazione della cosiddetta “Scala di Valutazione del Riadattamento Sociale”, stilata nel 1964 da T.H. Holmes e T.H. Rahe, la quale considerava 43 situazioni di disagio esistenziale in base alle “Unità di Cambiamento Esistenziale”.

La Scala è stata aggiornata nel 2005 in modo da rispecchiare i mutamenti di valori intercorsi in questi decenni e le differenze interculturali.

Alle valutazioni si è pervenuti attraverso una serie di interviste condotte su un campione di oltre 5000 individui in Europa, Stati Uniti, Giappone, Oceania; nel complesso si è riscontrato una significativa uniformità di risultati, a prescindere dalla nazionalità e dal livello socio-economico.

          I ricercatori fautori della Scala sostengono che vi sia una diretta correlazione tra Unità di Cambiamento Esistenziale e gli stati di disagio legati allo stress.

Holmes e Rahe utilizzano il termine “livello” come strumento di misura, modalità per ordinare secondo una graduatoria fenomeni e dati ottenuti da indagini e per catalogare aspetti settoriali con la pretesa di mettere a confronto gli individui. I “livelli” sono una misurazione e derivano da un procedimento che si consolida convenzionalmente nell’ottenere la descrizione quantitativa, un valore numerico da cui scaturisce un criterio di giudizio, valutazioni misurabili in cifre rispondenti a tabelle o a classificazioni che la Pedagogia Clinica non accoglie.

La Scala di Holmes-Rahe per renderla utile e utilizzabile dal Pedagogista Clinico® ed essere inserita negli strumentari conoscitivi dell’ISFAR, ha subito un riadattamento a cura di Sergio Gaiffi e Elena Gaiffi.

Il soggetto, a partire dai 14 anni, è invitato a contrassegnare tutti quegli eventi che ha vissuto negli ultimi dodici mesi, tra i tanti esposti in un elenco che gli viene dato.

La somma dei punteggi riportati a fianco degli eventi ha l’intento di orientare sul livello di stress sofferto. L’adattamento di questo test ha reso possibile per i pedagogisti clinici l’utilizzo di questo strumento di verifica al fine di individuare la correlazione tra Unità di Cambiamento Esistenziale e gli stati di disagio legati allo stress.

Gli eventi indicati come stressanti nella scala Holme-Rahe sono tenuti presenti dal Pedagogista Clinico per avere un arricchimento delle conoscenze, la visione d’insieme, la globalità della persona in rapporto e nel confronto con l’ambiente. In particolare il Pedagogista Clinico potrà tener presenti le situazioni narrate per accompagnare la persona negli incerti sentieri e con la disciplina del Reflecting® aiutarla ad utilizzare le proprie risorse personali per svelare la propria verità e sviluppare i propri confini. Significa utilizzare i principi della Nuova Maieutica (G. Pesci, Il tavolo di cristallo, Edizioni Magi, 2008, Roma) per aiutare la persona a conoscersi, a scandagliare ogni piano dell’edificio della propria personalità, ogni momento della sua vita, ogni aspetto di sé, ogni contenuto interiore e sapienziale. Un aiuto che non trascura quel sentirsi, parteciparsi e conoscersi che affiora ed emerge con fertili flussi come una linfa produttiva, e che permette di far vedere le rovine che la persona ha in sé e intorno a sé, ma che la portano ugualmente a infiammarsi di entusiasmi, a sentirsi padrona di se stessa orientata verso orizzonti estesi con nuovi desideri e vitalità. Con questa Nuova Maieutica proposta dal Reflecting, l’esortazione conosci te stesso si arricchisce anche di senso; l’individuo, aiutato a riflettere, riesce infine a tenere in mano le redini della propria esistenza e a guidare se stesso verso nuovi e più ampi traguardi.

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