Angiolina Cetica

Sono già passati quasi cinquant’anni e mi sembra ieri quando, dopo aver interrotto gli studi di architettura al terzo anno per sposarmi e dopo essermi dedicata alla famiglia per venticinque anni, la vita mi pose davanti a nuove scelte. Sentii che dovevo riprendere gli studi, il mio interesse però era ora la psicologia. Avevo frequentato alcuni corsi di Psicosintesi e decisi di seguire a Padova la scuola di Psicoterapia autogena diretta dal Prof. Peresson che era stato allievo di Assagioli. Lì potei seguire i corsi di Training autogeno e Training autogeno superiore e poi di Logoterapia e di Logoanalisi esistenziale, corsi che avevano come presidente onorario lo stesso Victor Frankl.
A questo punto il direttore della scuola di specializzazione di Padova mi consigliò di laurearmi per poi poter utilizzare professionalmente i corsi conseguiti.
Abitando a Firenze mi iscrissi a Pedagogia, con la convinzione di poter poi entrare nell’albo degli psicologi, appena lo avessero costituito. Cosa, però, che avvenne troppo presto, quando ero ancora ai primi anni di Pedagogia e conseguentemente non in grado di usufruire di questa opportunità.
Saltata questa possibilità, io portai avanti il mio corso di studi godendomi tutto quello che stavo imparando. Fu davvero un tuffo in una cultura che amavo, storia, filosofia, sicuramente fu un tempo speso bene. Ma poi? Cosa fare dei corsi di psicoterapia che tanto mi avevano appassionato, tanto da intraprendere un corso universitario per utilizzarli?
Fu allora che una collega di università mi parlò in maniera entusiastica di un Master in Pedagogia Clinica che era nato da poco e che lei stava seguendo da un anno. Un Corso post lauream che forniva nuove possibilità di applicazione di aiuto alla persona.
Quel Master, ideato e portato avanti dalla mente straordinaria e creativa del Prof: Guido Pesci, segnò la svolta della mia vita e l’inizio della mia vita professionale.
Non pensate mai che sia troppo tardi, sono ormai passati quarant’anni dall’inizio di questa avventura, ora ne ho ottantasei e a tutt’oggi sono piena di interesse per la mia professione.
Da quando ripresi a studiare, posso dire di non avere più smesso. Dopo il Master in Pedagogia Clinica ho avuto anche l’opportunità di fare l’Esame di Stato per l’iscrizione all’Albo degli Psicologi, ma in tutta onestà, debbo riconoscere che tutto ciò che ho messo in atto nella professione lo ho imparato nel corso del Master in Pedagogia Clinica. Lo ho imparato sperimentando su di me tutte le tecniche educative, in particolare attraverso il Disegno Onirico e lo Psicodramma Olistico che ho approfondito ai vari livelli e poi con i gruppi, sviluppando sempre più questo sapere attraverso una continua introspezione.
Uno dei primi lavori importanti che feci insieme a Marta Mani e che ha interessato la RAITV con un servizio che si trova in YouTube-pedagogisti clinici, fu con un gruppo di anziani, che per svariati motivi abbastanza casuali, comprendeva anche diverse persone giovani, compresa una ragazzina di dodici anni che la madre aveva chiesto di portare con sé per non lasciarla sola. L’interazione tra anziani e persone più giovani e addirittura con la ragazzina di dodici anni fu determinante. Ricordo che questa, nella sua spontaneità, faceva domande al più anziano del gruppo, un signore sugli ottant’anni che, avendo subito un’intervento alle corde vocali, parlava con voce metallica. Questo dialogo coinvolse tutto il gruppo e sapemmo cose di cui nessuno di noi era a conoscenza. Il risultato fu una particolare coesione di tutto il gruppo, un interesse sincero per la persona coinvolta e per quello che faceva per aiutare gli altri con lo stesso problema.
Ottenuto il clima giusto fu conseguentemente anche più facile applicare tutte le tecniche studiate per dare all’anziano nuova scioltezza e autostima.Portammo questo lavoro al secondo congresso di Pedagogia Clinica del 2002, dedicato all’aiuto alla persona in tutto l’arco della vita.
Da allora ho lavorato molto con i gruppi, alcuni di questi sponsorizzati e sovvenzionati dai vari quartieri della città di Firenze a favore dei cittadini. Uno di questi, rivolto ai genitori in difficoltà, fu portato al quarto congresso internazionale di Pedagogia Clinica del 2004.
Considerando tutto l’arco della vita con i suoi momenti difficili e i momenti di forte realizzazione, sento la Pedagogia Clinica come il luogo dove ho sperimentato e imparato tecniche che nessun corso universitario da solo può fornire. Questo ha determinato una crescita professionale continua avvenuta nell’aiuto reciproco.
Finché potrò continuerò a portare avanti questa attività e a crescere insieme alle persone che si rivolgono a me.
Ringrazio il Direttore e Fondatore della Scuola Internazionale di Pedagogia Clinica Prof. Guido Pesci per questi ultimi cinquant’anni di conoscenza, di aiuto e di amicizia.
Con gratitudine, Angiolina Cetica