Anna Maria Furnari

Lavorando come esperto esterno presso l’Istituto comprensivo “Don Bosco” del mio paese, Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania, ho sentito l’esigenza di avere una formazione che mi fornisse degli strumenti utili a lavorare in maniera scientifica. Ero stanca di dover progettare autonomamente percorsi di aiuto ai minori con diverse difficoltà (autismo, ritardo mentale, ADHD…) oltretutto senza potermi confrontare, essendo la prima professionista nel mio paese a presentare progetti al Comune con i fondi della L. 285/97 e poi con la 328/2000.
Con la laurea in Scienze dell’Educazione conseguita nel 2003 ho sempre avuto l’opportunità di lavorare ma con il desiderio di far parte di un’associazione a cui attingere risposte alle mie domande e superare le mie insicurezze, cosi, ricordandomi di una locandina presso la mia Facoltà a Catania, cerco i contatti su internet ed effettuo l’iscrizione alla Scuola internazionale di pedagogia clinica nel 2010.
La svolta c’è stata non solo per quanto riguarda le competenze e aver appreso nuovi contenuti formativi ma perché sin da subito sono stata un punto di riferimento al di fuori dell’ambito scolastico sia per minori che per adulti. La mia tesi in Pedagogia Clinica dal titolo “Essere Pedagogista Clinico®: un’ esperienza educativa” ha avuto come protagonista il primo bambino seguito nel mio primo “studio” a casa, il percorso mi ha dato la forza di credere non solo in me stessa ma di affrontare anche la rielaborazione di un aborto,  grazie alle tecniche apprese e sperimentate in gruppo durante il percorso  e poi affrontare con più serenità la gravidanza a rischio e poter vivere dopo la nascita del mio bambino, l’esperienza della settimana intensiva a Montevarchi con rinnovato entusiasmo, lo stesso che mi spinge a trasmettere la stessa forza e gioia per la vita alle persone che ho la fortuna di incontrare nelle mie esperienze lavorative all’esterno e dentro il mio studio.
Far parte della grande famiglia dell’Anpec è motivo di grande orgoglio ricambiato dagli stimoli che in questi anni ho avuto: essere relatrice al Congresso Mondiale a Firenze nel 2014 in occasione del 40esimo anniversario della Pedagogia Clinica, aver contribuito con un mio elaborato al libro con più autori “Ministero dell’Educazione versus Ministero dell’Istruzione” per un cambio di nomenclatura e per affermare la centralità del ruolo dell’educazione nella società.
In attesa della pubblicazione del Libro a più mani, in cui ho riportato un’esperienza di qualche anno fa, di una donna che, dopo aver concluso il percorso pedagogico clinico in studio, ha ripreso in mano la propria vita, innalzando la propria autostima, avendo nuove disponibilità e abilità, ha ridotto sensibilmente paure e difficoltà per ritrovare un nuovo equilibrio e una nuova progettualità di vita.
Da qualche mese lavoro all’Asp di Catania al Dipartimento di Salute Mentale, al Servizio Territoriale Dipendenze Patologichee mi occupo di dipendenza da gioco d’azzardo dove posso mettere a disposizione le mie competenze al servizio di chi ha bisogno.
In questi anni aver operato in aiuto alle persone con strumenti, tecniche e metodi, brevettati mi ha dato modo di essere professionalmente sicura nel mio agire pedagogico-clinico e come persona di aver realizzato qualcosa di utile per la vita di qualcuno, non è cosa da poco.