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Apprendere dalla persona

novembre 16, 2020
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picLa Pedagogia Clinica ispiratrice di nuovi modelli di vita e di pensiero, oltre a rivolgersi in aiuto al singolo, alla coppia e al gruppo, intende destare, sviluppare, organizzare nel sociale un’azione di riscatto contro i fraudolenti tentativi del persuadere e del consigliare ed estendere nella società nuove tutele alla libertà individuale, per una vita più vera e più libera.

Apprendere dalla persona è un principio vygotskijano che la Pedagogia Clinica ha fatto proprio ed ha il significato, attraverso lo stare insieme a quella persona, di conoscere e apprendere gli elementi che la caratterizzano per giungere ad una considerazione globale senza annullare la sua identità che invece avviene quando ci si appella a semplici categorizzazioni riferite a quadri sindromici, a misurazioni e punteggi che concretizzano un fiscalismo protocollare.

È un processo che permette di intervenire in aiuto dopo aver “imparato la lezione”, orientati su ciò che inibisce e frena e sulle enormi risorse. Osservare fatti, fenomeni e situazioni per studiarne la dinamica, analizzare e registrare i particolari con il suffragio di elaborazioni critiche, fare emergere, conoscere e raccogliere ogni significativo aspetto della vasta gamma dei bisogni emersi dal contesto in cui si è realizzata e per il fine che viene perseguito.

L’osservazione sottolinea il ruolo delle motivazioni del comportamento, visto come il risultato dell’interazione tra le determinanti interne e la casualità; un costrutto relazionale basato sui vari momenti interattivi non prevaricanti, un’occasione offerta al soggetto di manifestare la propria presenza, proponendosi con tutti i canali di comunicazione, privilegiando le varianti attrattive e costruttive la sua carica positiva e propulsiva. È una osservazione messa in atto non per valutare, ma per apprendere, individuare e capire l’origine e il valore di ogni espressione dell’individuo, nella consapevolezza che ogni feticizzazione può portare al rischio di definire solo la logica formale delle classi e dei livelli. Un fatto reale è vivo solo in quanto ha un significato e questo è dato dalla tensione che si istituisce tra l’elemento fisico e psichico, soggettivo e oggettivo, per questo la Pedagogia Clinica richiede che venga generata un’analisi delle caratteristiche, delle esigenze e dei bisogni della persona, decifrata la semeiotica, prodromo di risposte enunciative e implementari. È necessario raccogliere informazioni relative ai quadri di abilità, far emergere potenzialità gnosico-prassiche, caratteristiche psico-fisiche, stili comportamentali e ogni variazione disarmonica ed eterocronica della persona, raccogliere ogni suo segnale, leggerne le necessità manifeste, le potenzialità inespresse e le strategie comunicative con cui essa cerca di rapportarsi al mondo. La persona può proporre la sua fragilità, la sua ansia, la sua angoscia, i suoi moti di paura e di fuga, può emergere ciò che rifiuta e accetta, ciò che la solleva dal disagio e ciò che la mantiene in costante disadattamento, un parlare di sé al Pedagogista Clinico® in un rapporto fiducioso e fruttuoso. L’analisi degli stati di necessità si realizza perciò contro ogni prescienza, in un clima di scambio in cui fluisce una intesa che, nella spontaneità della relazione, offre l’opportunità di raccogliere e apprendere dall’altro; attenzioni educative di un prezioso processo di aiuto che risponde ai reali bisogni della persona.

Il Comitato Scientifico


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