Apprendere fantasmagorico

di Marta Mani

 

L’uomo, nato libero, da secoli ha guardato tutto con stupore e curiosità intensi, si è interrogato, ha riflettuto, ha trasmesso agli altri i pensieri più cari e sublimi che balenavano nella propria mente e che desiderava comunicare, con parole verbalizzate e scritte ha dato la speranza per il futuro degli uomini. Pensieri e sentimenti attraverso la parola hanno conservato la potenza infinita dei più nobili pensieri, ispirati a ciò che è mutevole e saggio. Il regno aureo della mente ha trasmesso le conoscenze che gli uomini hanno lentamente raccolto e narrato; pensieri che, come luci, hanno tenuto svegli i più nobili impulsi, accresciuta la capacità di vedere allargata la sfera di osservazione e d’esperienza. Parole che diffondono gioia, felicità fra gli uomini, immagini sul vero che presentano la vita, la fedeltà, l’amicizia, le belle fiabe e la legge inflessibile del dovere, così come si soffermano su nobili prove, su austere sofferenze, passioni e contrasti; sulla sete d’avventure, di conquiste, dell’eroismo, della forza necessaria per resistere alla sventura; delle ansie e della virtù paziente, il rispetto silenzioso dinanzi alla bellezza e alla bontà. Parole sostenute dalla creatività espressiva che favorisce idee, l’apprendimento autonomo e le capacità critiche, capaci di sollecitare la nascita di situazioni nuove con una sempre maggiore apertura verso l’esperienza. Si tratta di orientamenti pedagogici da cui la pedagogia non può sottrarsi.

L’uomo ha da sempre dimostrato di possedere abilità e potenzialità ad apprendere e le ha sviluppate cercando di riflettere e dare risposte sulla natura e sull’universo, su ogni impressione ricevuta stando in ascolto alle elaborazioni proprie e di altri, tanto più impressive quanto più capaci di produrre immagini, fantasie, sonorità e colore. Lo ha stimolato l’universo, spinto a dare la paternità al sole e figliolanza alle comete e alle meteoriti, a riconoscere ai pianeti influenze diverse, a formulare idee e superstizioni. Del pari l’uomo è stato affascinato dalla terra sulla quale vive e da ciò che coglie lasciando errare i propri occhi intorno a sé, cogliere attraverso l’olfatto gli odori che hanno attivato le impressioni che si accompagnano con le emozioni trasmesse all’anima.

Le elaborazioni dell’uomo sull’universo e sulla natura terrena  hanno permesso  alla parola e all’immagine di attribuire alle cose e ai fenomeni dell’esperienza quel complesso di adattamenti che si realizza in  un ordine di realtà culturale da lui stesso prodotto, e qualificato il suo comportamento umano senza limitarsi a prendere da altri significati già dati, ma con l’espletamento di poteri  creativi che si configurano come complesso di condotte sensoriali  e, soprattutto di condotte simbolico-astratte o creative.

L’uomo parla e ascolta, ogni parola lo ha aiutato a immaginare e riflettere, la parola che è giunta all’uomo dai racconti narrati con la voce e per scritto e le immagini che si sono create e, criticamente accolte per elaborarle, hanno dimostrato nei secoli che non sono sorte come nozioni da ricordare, o come assimilazione di concetti, bensì come creazione di concetti.

Non un sapere del conformismo quindi o un apprendere predeterminato o costruito da altri, bensì spinte autentiche e significanze dense sentite come tensioni di sé, inserito nella trama dell’indagine d’ambiente.

La pedagogia fantasmagorica chiede un sapere umano caratterizzato da un processo dinamico distintivo, da percorsi di esplorazione, di ricerca, di riflessione, con cui si determinano e si precisano le conoscenze, in un continuum in cui la valenza affettiva dell’interazione sottolinea il contesto di fiducia reciproca tra gli attori della relazione determinandone un cambiamento e un’evoluzione.

La formazione dell’uomo è dovuta a capacità inventive utili, pensiero creativo sostenuto da abilità nel dare risposte a domande divergenti che implicano la produzione di molte risposte non esatte e univoche soluzioni dovute ad aride interpretazioni, ma integrate da originalità, inventiva e humour. La Pedagogia Fantasmagorica propone quindi il riconoscimento del valore della creatività a dispetto di quanti conducono una pedagogia repressiva impostata sul pensiero convergente, organizzato nella ripetizione del già appreso e dall’adattare vecchie risposte a situazioni nuove in un ambiente asettico, privo di emozioni e capace perfino di rifiutare le intuizioni; è una pedagogia questa che vuole soppresse tutte le capacità superiori per dare spazio alle ripetizioni di ciò che è stato insegnato in un clima di timore, di tensione della memoria e dell’attenzione.

La Pedagogia Fantasmagorica si appella invece a curiosità feconde, ad un processo dinamico basato su ciò che valorizza lo sforzo per appropriarsi delle conoscenze provenienti dall’esterno, impegnando tutte le abilità, fisiche, psico-affettive e cognitive che, espresse con intenzionalità, trovano occasione di emancipazione. È un apprendere, quindi, che non esige giuste e corrette risposte già codificate che pretendono che si ritenga il conosciuto e che si impari ciò che è predeterminato; non passa da vie direttive e istruttive, bensì da una condizione favorente che permette alla persona di utilizzare tutte le capacità superiori, immaginazione, creazione, intuizione. Essa esclude il rapporto autoritario orientato ad insegnare regole precise e a controllare l’individuo, aiuta la persona a muovere verso il nuovo e il problematico, a dare impulso all’individuazione delle caratteristiche che hanno permesso all’uomo di assumere conoscenze ed esperienze e a scegliere liberamente tra le soluzioni possibili quella considerata più adeguata. L’apprendimento in Pedagogia Fantasmagorica ha il significato di cambiamento che avviene in una persona come risultato dell’esperienza e della pratica che lasciano tracce e in quanto modificazioni dell’essere vivente non finiscono mai, ciò che ha dato la spinta necessaria per studiare e analizzare per quali vie si è sviluppato l’uomo e come sia possibile individuare oggi quali tra quelle stimolazioni siano state adatte per una ricreazione così significativa da vincere ogni timore, superare ogni difficoltà, fino a promuoversi positivamente nella vita.

Si tratta di apprendimenti sostenuti da una stimolante motivazione, da un buon equilibrio emotivo e da continui stimoli ambientali adeguati e sufficienti, aspetti significativi che si rintracciano nella pedagogia fantasmagorica. Tali stimoli per esperienze apprenditive giungono da fattori emotivo-motivazionali, vissuti che hanno garantita l’opportunità di elaborare e rievocare, sollecitare esperienze con ricchi stimoli poliedrici, adatti a favorire in uno spazio del desiderio, l’intenzionalità, assaporare e valorizzare ogni risorsa funzionale. È ciò che richiede la Pedagogia Fantasmagorica per la formazione dell’uomo.

Il merito formativo della pedagogia fantasmagorica

L’uomo ha da sempre sentito il bisogno di narrare ad altri i propri vissuti, sentimenti e passioni inseguendo il principio pedagogico di aiutare la persona a conoscere, crescere, partecipare e divenire protagonista.

L’eredità delle fantasmagorie impiegate per agire sulla formazione del pensiero umano, conferma il suo scopo pedagogico di trasmettere e veicolare con la parola stimoli immaginativi e simbolici capaci di ridurre le percezioni di inadeguatezza, di sfiducia e di sostanziare comportamenti positivi, valori, idee, sviluppare il sentimento del proprio valore, l’autostima e l’autoefficacia; una funzione formativa, orientata a suscitare coraggio nell’affrontare le situazioni di vita, generosità, rispetto, piacere, meraviglia e di sapersi adeguare alle diverse esigenze sociali in uno stato timico di soddisfazione. La Pedagogia Fantasmagorica si muove per produrre una prospettiva vantaggiosa per l’uomo autentico, considerato nella sua singolarità e storicità ma anche nella sua universalità e i suoi metodi si basano sulla consapevolezza che la persona è e agisce in base all’immagine profonda che ha di se stessa, pertanto l’idea di felicità deve mantenere viva la sua centralità sulla scena, scopo e fine intellettuale.

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