Arianna Montagni

Io sono venuta a conoscenza del Movimento dei Pedagogisti Clinici alla conclusione del mio percorso universitario, nel 2007. Ricordo quegli anni come un momento personale di forti cambiamenti in cerca della mia strada individuale e lavorativa, desideravo affrontare il mio futuro a testa alta dopo un lungo periodo di sofferenza e di precarietà. Non sapevo che questa professione avrebbe cambiato radicalmente il mio pensiero e la mia realtà.
Iscritta presso la sede ISFAR di Firenze iniziai ad approcciarmi con molta curiosità ma ammetto che portavo in me dubbi e diffidenza. Desideravo avere conoscenza educativa e strumenti che potessero portare cambiamento e produrre un mutamento nella mia vita e nella vita degli altri. Sogni, desideri e una vita improntata sulla rigidezza si intrecciavano in quegli anni di formazione, tutto iniziava a prendere forma e da lì a poco avrei osservato il mio futuro che si manifestava.
Portavo costantemente con me i miei dubbi. Al termine dei miei studi avrei effettivamente trovato il modo per lavorare? Il mio desiderio di essere utile agli altri avrebbe avuto modo di realizzarsi? La mia storia personale avrebbe intralciato il mio percorso lavorativo? Tante domande e tante paure. Già al primo anno le mie paure diventarono parte della mia realtà ma un incontro cambiò tutto.  Oggi collega e amico dovetti allora affidarmi al prof. Callegaro Carlo che esercitava la professione di Pedagogista Clinico® presso Lazise sul Garda (VR). Incontrai Carlo il 31 luglio 2007 e con lui portai a termine il corso di formazione. Mentre studiavo come discente le teorie e gli strumenti, lui esercitava la sua professione con me, sorreggendo e esortandomi a proseguire gli studi e aiutandomi a sciogliere ogni tensione e impedimento che frenava un armonico sviluppo.  Posso affermare che il mio accostamento alla professione è stato un lungo percorso: chiamata alla responsabilità di dare forma al mio “essere possibile” ho acquisito via via sempre più padronanza delle metodologie pedagogico cliniche accostate al recupero dei disagi attraverso lo studio e l’esperienza diretta e ho acquisito il fare dentro una relazione significativa. Ciò che più mi ha fatto appassionare della professione di  Pedagogista Clinico® è stato il suo principio cardine nel considerare la persona un soggetto pieno di risorse interiori al quale – attraverso l’intervento di aiuto – si offre la possibilità di prendere consapevolezza, attivare, sviluppare e valorizzare le proprie abilità e potenzialità. Si tratta di imparare ad aver cura dell’esistenza, detto in altre parole di imparare l’arte di esistere, quella sapienza delle cose umane di cui parla Socrate (Platone, Apologia di Socrate, 20d).
Conclusi il percorso formativo per poter svolgere la professione nel 2009, quel giorno non ottenni solo un attestato. Appresi una filosofia di vita, un gruppo di colleghi pronto a sorreggermi e a distanza di 14 anni posso dire una famiglia.
Aprii il mio primo studio nel 2009 e successivamente arricchì la mia formazione divenendo Mediatore Familiare, Conduttore di Gruppi di parola per genitori di figli separati e in ultimo laurea magistrale in Psicologia. Ho arricchito la mia vita con un lavoro che amo e che continua ad appassionarmi, tanto da accettare l’ultima sfida giunta nel 2019 assumendo il ruolo come coordinatore pedagogico in una Casa famiglia per donne in difficoltà con figli minori.
Grazie a chi ha intrecciato la mia strada e mi ha fatto amare la Pedagogia Clinica