Balbuzie

Difficoltà di linguaggio che si manifesta sotto forma di ritardi, arresti e ripetizioni delle parole. Nella persona che vive questa difficoltà è presente un disordine ritmico-espressivo-elocutorio che non le permette di pronunciare parole con fluidità – pur sapendo ciò che vorrebbe dire – se non con una ripetizione convulsa di sillabe, con un’incontrollata ripetizione e blocco, con un’esplosione precipitosa, con inerzia e parziale assenza nel momento di iniziare il discorso.
La balbuzie, in base alla forma degli arresti, dei ritardi e delle ripetizioni delle parole può essere definita “tonica”, “clonica”, “palilalica” e “paralalica”. La balbuzie tonica si presenta con un inceppo dell’atto elocutorio, specie nella pronuncia dei fonemi esplosivi (per es. b/p/t dovuto a spasmo della muscolatura fonatoria), disordine che può essere accompagnato da movimenti parassiti dell’orbicolare dell’occhio, effetti di ammiccamento o spasmi in gran parte della muscolatura facciale e toracica, arresto o irregolarità della frequenza respiratoria. La balbuzie clonica si presenta con una ripetizione di fonemi o sillabe, può essere anche associata a tachilalia (ripetizione clonica di uno o più fonemi). Questi due tipi di balbuzie raramente si presentano ben distinti e specifici, la cui combinazione genera la cosiddetta balbuzie mista. La balbuzie palilalica consiste in una ripetizione non concitata di sillabe o di intere parole, per lo più all’inizio della fase elocutoria. La balbuzie paralalica si manifesta con rumori gutturali, come per schiarirsi la voce, con ripetizioni di “già”, “è vero”, “sì”, “cioè” e con altri suoni, rumori e fenomeni di carattere paralinguistico emessi, sia prima della frase che durante l’eloquio, quali, per esempio: “ehm”, “beh” ecc. Le teorie a sostegno delle cause scatenanti la balbuzie sono molte e raggruppabili in organiciste, psicogenetiche e foniatriche: i fattori incidenti si riconoscono nell’ereditarietà e in microlesioni encefaliche che possono dar luogo a sintomi di rigidità o alla comparsa di movimenti involontari o comunque a disturbi della funzione motoria, a disritmie elettroencefalografiche, alterazioni vestibolari, del sistema neurovegetativo o del meccanismo respiratorio, lateralizzazione incerta e mancinismo contrariato, immaturità dei sistemi di moto, ritardo dell’evoluzione del linguaggio, alterazione del feedback uditivo-parola, stress emotivo traumatico, shock violenti; inoltre possono essere implicabili a problemi relazionali, alla scarsa disponibilità e ad azioni giudicanti da parte dell’entourage familiare. In Pedagogia Clinica l’intervento tiene conto delle necessità e disponibilità e segue le difficoltà e i disagi coinvolgendo la persona con una molteplicità di stimoli, tra cui il dialogo tattile contrattivo e decontrattivo muscolare, le esperienze ritmico-respiratorie e dinamico-gestuali esperite nello spazio, accompagnate o meno da esposizioni verbali, emissioni verbali e tracce segniche lasciate sulla parete attrezzata, lettura con l’ausiliario ritmico, in differenti posture. Altre opportunità esperienziali assai più caratterizzanti, innovative, di cui alcune essenzialmente nuove, tengono conto degli orientamenti della Dinamica Cinesico Gestuale in grado di promuovere un processo comunicativo non verbale a sostegno dei significati di scambio relazionale-elocutorio-verbale, della Tonematica Comunicazionale, ovvero dell’uso della voce nella comunicazione, quella pura esigenza, quel grido inarticolato, il gemito puro, il vocalizzo senza parole, quel voler dire e volontà di esistere; altri metodi che inseguono la presa di coscienza, la strutturazione, l’integrazione, l’espressione di sé, alimentati da movimenti, gesti e valori tonematici, integrati da espressioni psicocibernetiche e da tracciati tradotti nel simbolismo della polarità e della direzionalità e che seguiti da dinamismi respiratori, traducono il desiderio di imporsi, l’apertura, l’espansività ecc. Sono tracce espressivo-simboliche che consentono di suggerire i significati di un’idea connessa con l’immagine originaria, amplificazione che permette collegamenti culturali, universali o archetipici.