Carlo Callegaro

“La coincidenza o la sincronicità, quale delle due spiega realmente la vita? Personalmente, ho sempre creduto che “quando l’allievo è pronto, il maestro appare,” e così è stato per il mio incontro con la Pedagogia Clinica.
Non posso evitare di pensare che la mia scoperta del corso per Pedagogista Clinico® non sia stata semplicemente frutto del caso. Nonostante abbia “casualmente” trovato l’annuncio del corso all’interno di una rivista destinata a mia madre, insegnante elementare, nel 2000, credo che sia stata la manifestazione del destino. A quel tempo, la pubblicità non scorreva nei social media o su Internet. Quel giorno, ero a casa dei miei genitori, e per pura curiosità, ho preso in mano quella rivista che non avrei mai letto altrimenti. Sfogliandola, mi sono imbattuto nella promozione del corso.
Il contenuto esatto di quell’annuncio sfugge alla mia memoria, ma l’impatto che ha avuto su di me è stato profondo. Il giorno successivo, ho chiamato per chiedere informazioni. Al telefono, una gentile signora di nome Milena mi ha informato che il corso si sarebbe tenuto a Padova, partendo la settimana successiva. Non avevo molto tempo per decidere, eppure, sentivo che avevo già preso una decisione mentre parlavo al telefono. Ho detto che sarei apparso di persona il sabato seguente e ho chiesto gentilmente di riservarmi un posto in prima fila.

Esperienza formativa
Non avevo ancora parlato con mia moglie e non avevo pianificato nulla. A quel tempo, nostro figlio aveva appena compiuto un anno, il mio lavoro mi assorbiva molto e rinunciare a un fine settimana in famiglia, una volta al mese, comportava costi e sacrifici. Ma quando la testa e il cuore si scontrano, il cuore ha sempre la meglio.
Così, mi sono ritrovato nella splendida sala dell’Hotel Grand’Italia insieme a circa 25 colleghi. In poche ore, ho compreso che avevo finalmente trovato la mia casa.
La mia formazione universitaria era stata principalmente teorica, e sebbene mi avesse appassionato profondamente, sentivo il desiderio di “mettere le mani in pasta”, di mettere in pratica la pedagogia nella vita di tutti i giorni. Avevo lavorato come formatore e avevo frequentato vari corsi professionalizzanti, ma la mia sete di conoscenza non si era ancora appagata.
Nei primi due giorni, il professor Guido Pesci ha presentato i principi fondamentali della Pedagogia Clinica, e ho capito che quei principi erano profondamente radicati nei miei valori personali.
Frequentare il corso non è stato semplice per svariate ragioni. In primo luogo, significava dedicare tempo ed energie alla formazione, distogliendoli dalla mia famiglia. Inoltre, era una sfida personale molto intensa. Il corso richiedeva ai partecipanti di sperimentare prima su se stessi le tecniche prima di poterle insegnare ad altri. È stato un viaggio interiore e un percorso di crescita personale. Ho dovuto affrontare i miei blocchi emotivi e fisici, che avevano impedito per molto tempo di mostrarmi autenticamente al mondo. Questo è il cuore stesso del percorso pedagogico clinico: la ricerca dell’autenticità.
Alla fine del corso, ho superato con successo l’esame finale, e mi sentivo pronto ad aprire il mio studio.

Esperienze professionali
In collaborazione con una collega del corso, Erika Porrino, e un’altra collega che aveva partecipato a un’edizione precedente, Elisa Galeazzo, abbiamo inaugurato il primo studio di Pedagogia Clinica a Padova. Era una stanza all’interno dell’ufficio in cui lavoravo, che ero riuscito a ottenere e a condividere con le mie colleghe. Come spesso accade, abbiamo iniziato un cliente alla volta. Nonostante nessuno a Padova conoscesse la Pedagogia Clinica all’epoca, le persone hanno cominciato ad arrivare. Dal 2002 in poi, non ho mai smesso di esercitare questa professione. Da quel lontano giorno in cui ho scoperto la Pedagogia Clinica, ho fatto della mia casa la mia professione.