Cinzia D’Attardi

Laureata in Pedagogia ( vecchio ordinamento) conseguita presso la Facoltà di Palermo nel 1996, ho iniziato la mia esperienza lavorativa nel settore sociale costituendo con un gruppo di colleghi una cooperativa sociale. Nello specifico tale cooperativa aveva come obiettivo prioritario di occuparsi di tutte quelle disarmonie legate al linguaggio e la scrittura quali balbuzie, dislessia, afasia e disortografia .
L’idea di formare un gruppo di lavoro ha preso forma in seguito alla conoscenza di un collega che aveva affrontato una importante disarmonia nell’uso del linguaggio e che, animato dalla volontà di mettere a disposizione la sua esperienza  per il disagio vissuto e superato, mi propose di aiutarlo a formulare un progetto pedagogico che potesse rivolgersi alla persona che viveva tali difficoltà.
L’idea mi piacque soprattutto per quel che più mi colpì di quel ragazzo allora  trentacinquenne:  la ferrea volontà di superare quel che per lui rappresentava un grande problema.
La cooperativa si componeva di un gruppo eterogeneo di professionisti quali  assistenti sociali, pedagogisti e psicologi  con cui creai un’equipe multidisciplinare volta a studiare, progettare e realizzare interventi di aiuto rivolti a coloro che vivevano le difficoltà legate alla fluidità nell’ uso della parola scritta e orale.
A tal fine  istituii  dei laboratori esperienziali  per la balbuzie che si sostanziavamo di un metodo di particolare lettura scandita dal ritmo del metronomo.
Il  metodo si collegava ai i miei precedenti studi musicali presso il Conservatorio di Palermo.
Ricordo bene quel che animava il mio modo di procedere, fermamente convinta della circolarità del sapere e, soprattutto ispirata dall’idea che tutto ciò di cui si è fatta esperienza è utile e sempre importante.
Dopo brevissimo tempo la nostra cooperativa è entrata a far parte di un Consorzio Sociale, una realtà più grande quindi, che ci vedeva uniti ad altre cooperative sociali con le quali abbiamo condiviso un progetto più ampio.
Come Consorzio di cooperative abbiamo vinto un bando che prevedeva l’Assistenza Domiciliare alle persone anziane residenti nel Comune di Palermo. Questo impegno mi ha coinvolto attivamente sia per la gestione dei piani di lavoro del personale inserito nell’assistenza specifica che  per quel che riguarda le attività particolarmente educative nei confronti degli utenti che beneficiavano del servizio stesso.
Al proposito ho realizzato progetti mirati al recupero e mantenimento delle loro funzioni emotive, affettive e  socio relazionali  grazie ai quali successivamente ho potuto organizzare  specifici laboratori di lettura e narrativa, scrittura e poetica, pittura e disegno. L’esito positivo di codeste esperienze ha favorito nei partecipanti  la riattivazione di varie aree preposte alle abilità artistiche,  logico-elaborative, mnemoniche, di pensiero e soprattutto di relazione. Una relazione che mi  coinvolgeva personalmente al punto di ideare attività ancora più pregnanti sotto l’aspetto socio-educativo-relazionale da offrire agli assistiti. Nel 1999 ho bandito un” Concorso Letterario” rivolto non esclusivamente ai nostri assistiti ma a tutte le persone anziane  di Palermo. “ Racconta la tua storia d’amore”   è il titolo che ho dato al concorso che prevedeva l’invio sotto forma di lettera della storia d’amore che ogni partecipante ritenesse la più significativa nella propria vita. Questa iniziativa sostenuta da un ufficio stampa, ha riscosso un’ importante adesione e un grandioso successo. Sono state coinvolte le autorità locali per la premiazione delle tre storie vincitrici del concorso come da bando. Questa idea ha messo in movimento una sinergia di funzioni che nei partecipanti risultavano in qualche modo sopite e ha sprigionato grandiose  emozioni positive  che hanno raggiunto anche  tutti noi membri dell’equipe multidisciplinare. In seguito a questo evento, il cui epilogo si è celebrato a Villa Niscemi antica residenza nobiliare della illustre  famiglia Valguarnera, venni contattata da diverse redazione giornalistiche e anche da alcuni direttori di riviste locali  con cui venni ad accordi per la cura di rubriche pedagogiche quale spazio dedicato al dialogo con i lettori che desideravano chiarimenti su dubbi esistenziali di vario tipo. L’occasione mi ha permesso di pubblicare diverse storie d’amore e conseguentemente fare emergere il significato del Concorso letterario : rivivere il passato con gli occhi del presente e consegnarlo al futuro.
A questo punto sentii forte l’esigenza di aprire uno studio professionale di Pedagogia e contemporaneamente di affinare le mie competenze che allora si basavano su una formazione esclusivamente universitaria.
Ebbi la fortuna di sapere della programmazione di un Master in Pedagogia Clinica promosso dall’Isfar che ho frequentato a Catania negli anni 2003/2005. Le esperienze formative sia teoriche che pratiche inerenti al master  hanno promosso nel mio agire professionale la consapevolezza della preziosità della Persona che veniva ad essere svelata nella sua irriducibile unicità, protagonista di un percorso di educazione permanente, con le sue molteplici e diverse sfaccettature che ne rappresentano l’inesauribile valore non riconducibile a sterili e limitanti-limitative interpretazioni. 
Le rubriche pedagogiche da me curate per alcune riviste locali le ho trasformate in rubriche di Pedagogia Clinicaoffrendo agli utenti il dialogo tipico di questa scienza. Grazie alla Pedagogia Clinica e ai suoi specifici metodi ho creato all’interno del mio studio professionale Atelier educativi rivolti ad adulti desiderosi di collegarsi in modo più profondo a Sé stessi e agli altri:
Conoscersi e ampliarsi. “Vivere la relazione di coppia”; “Vivere l’attesa e la preparazione al parto”; ” Vivere la genitorialità”.
Con l’Isfar ho avuto modo di continuare il mio percorso formativo attraverso diversi interessanti corsi che mi hanno consentito di approfondire tematiche legate alla Persona: la specifica formazione in Pep-Rep parent education; il corso di formazione sull’intervento di aiuto per soggetti con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD); la formazione in Consulenza Tecnica d’Ufficio e Consulenza Tecnica di Parte (CTU-CTP) a seguito della quale ho avuto modo di collaborare con diversi legali per le Consulenze Tecniche di Parte; la formazione per l’utilizzo del metodo pedagogico clinico  Tales of Sand;  il corso di  Criminologia e Vittimologia; il corso sulla Violenza domestica; il corso su come Lavorare sulle emozioni dei bambini; la formazione su come affrontare la Morte e il lutto nei bambini; il corso di formazione sui Tradimenti, segreti e conflitto genitoriale;  la formazione sulla valutazione della possibiltà di Suicidio e presa in carico; il corso formativo sul Metodo Educromo®; il corso sul Metodo Prismograph®  e Bon Geste; il corso sul metodo Demeny; il corso sul Metodo LabyrinthWay; il corso sulla progettazione degli interventi pedagogici clinici nelle organizzazioni;  e in ultimo il Master sull’Adolescenza.
All’interno dello studio professionale mi sono presa cura di singoli adulti, di  coppie e nuclei familiari. Da poco mi sono dedicata anche agli adolescenti che, successivamente al Master sull’adolescenza, considero meravigliosi.
Le conoscenze acquisite in tutti questi anni grazie alle figure speciali che hanno accompagnato il mio percorso di crescita professionale, e mi riferisco allo stimato professore Guido Pesci e anche a tutti i suoi collaboratori, hanno favorito l’evoluzione del mio pensiero, delle mie idee, della mia coscienza mettendomi sempre più a contatto con quello che da sempre ha animato il mio spirito: la meraviglia per la vita e le sue potenzialità nel rispetto assoluto di tutte le sue forme. La Pedagogia Clinica mi ha permesso di vivere attivamente la sfida invisibile agli occhi di coloro che banalmente e sbrigativamente si lasciano guidare da pregiudizi e sterili preclusioni.
E la  specificità della professione del Pedagogista Clinico® nel dar  vita al fare per l’altro nella cura di una relazione  improntata alla  simpatia che tiene in alta  considerazione le Potenzialità, le Abilità e le Disponibilità della persona, fa emergere inequivocabilmente  la preziosità di questa scienza complessa nella sua pur semplice natura.
Oggi continuo a percorrere il sentiero che la Pedagogia Clinicaha illuminato e sento  tanta gioia e tanto amore   nell’accogliere e vivere le sfide che attraversano il mio agire professionale.