Claudia Coscia

Sono Claudia Coscia e dal 2017 sono un Pedagogista Clinico®. Mi sono avvicinata a questa scienza grazie alla mia mentore, un Pedagogista Clinico® che ho avuto la fortuna di incrociare sul mio cammino quando ancora frequentavo il liceo psicopedagogico e, con cui, ancora oggi, ho l’onore di condividere la quotidianità lavorativa e anche personale. Ho intrapreso la formazione Pedagogico Clinica in parallelo al mio percorso di studi universitari in Psicologia Clinica e della Salute e mi sono fin da subito resa conto di quanto le situazioni di disagio possono essere gestite ed affrontate in modalità totalmente differenti; e, se è vero che la Pedagogia Clinica offre a persone di ogni età, idonei interventi di aiuto alla persona per favorire in essa il risveglio di abilità e potenzialità poste a volte un po’ in ombra, è vero che essa è stata in primo luogo importantissima, direi fondamentale, per me. Le opportunità conoscitive offerte dal percorso di studio Pedagogico Clinico mi hanno permesso di ripensare, integrare e guardare da un’altra prospettiva le conoscenze acquisite e le esperienze vissute in ambito universitario, le quali mi hanno reso consapevole del grande interesse che, da sempre, ha suscitato in me il tema del benessere nelle persone anziane. Dopo le realtà osservate durante la mia esperienza da tirocinante post laurea presso un’associazione che si occupa di Alzheimer, mi sono soffermata più volte a riflettere sulle molteplici possibilità che la Pedagogia Clinica avrebbe potuto offrire, attraverso tecniche e metodi in grado di poter accogliere e modificare la condizione di disagio della persona, talvolta dei caregiver. Quindi dopo l’esame di stato, necessario per l’avvio della professione psicologica e successivamente al conseguimento del titolo di Pedagogista Clinico®, è iniziata la mia esperienza “sul campo”. Approccio olistico al problema, concetto di persona, valorizzazione delle potenzialità e prevenzione sono stati i valori cardine, valori che mi hanno sempre guidato prima dell’identificazione dei deficit e delle carenze che l’anziano porta con sé…è necessario “andare oltre al sintomo”. “Ogni persona che sta percorrendo il periodo finale della vita continua a scrivere la storia della sua evoluzione che l’ha visto e lo vede agire con l’intento di mantenere vivo il desiderio dell’autonomia e della coscienza di sé ed esprimerlo nel miglior modo possibile pur in presenza di impacci e disadattamenti. Ogni regressione affettiva, ogni svalutazione di sé, se sapute accogliere, non mancheranno di indirizzare bene l’intervento educativo per ricreare nella persona un sentimento di utilità e mantenere vive le capacità comunicazionali ed espressive, prodromo di disponibilità alla vita”. (Pesci, 2014) Dal 2017 lavoro privatamente, e, pur non avendo perso la passione e l’interesse per l’aiuto alla persona anziana, al momento i miei interventi sono in favore di bambini, adolescenti e delle loro famiglie. Negli anni ho approfondito attraverso la frequenza di alcuni Master tematiche legate ai Disturbi nel Neurosviluppo. Negli anni ho frequentato Corsi di Perfezionamento per Pedagogisti Clinici promossi dall’ISFAR, trovando sempre all’interno dell’Istituto riferimenti importantissimi, solidità, esperienza, qualità formativa. Negli ultimi due anni mi sono affacciata anche al mondo della scuola, attraverso formazioni rivolte sia alle insegnanti che alle educatrici. Durante questa nuova sfida professionale mi sono resa conto di quanto la formazione in Pedagogia Clinica non mi abbia fornito solo strumenti necessari e competenze, ma mi abbia anche formato nell’approccio relazionale all’altro, e nella possibilità di creare con l’altro “quel rapporto simpatetico che rende tutto più funzionale ed efficace” Forse la Scuola, nella sua globalità è ancora un pò lontana dalla corretta visione del concetto di “aiuto alla persona”, ma come Pedagogisti Clinici l’intento rimane sempre e comunque quello di… “andare oltre la superficie”. Ringrazio tutti i docenti incontrati nel corso degli anni per avermi offerto un’opportunità che mi ha cambiata la vita e mi ha resa una professionista e una persona migliore. Un ringraziamento particolare al Professor Guido Pesci, perché è stato l’esempio tangibile di come ognuno di noi possa fare la differenza nel mondo, lasciando delle tracce importanti ed indelebili che contribuiscono a definire la nostra unicità.