Claudia Da Col

Mi sono laureata In progettazione pedagogica nei servizi per minori nel 2016 ed ho sempre lavorato all’interno di asili nidi inizialmente come educatrice e successivamente come coordinatrice. La Pedagogia come scienza è sempre stata il più grande dei miei interessi, sostenere l’Altro nel suo percorso di crescita e di scoperta, senza fornire risposte ma solo spunti per fare in modo che egli possa emergere al meglio delle sue possibilità è sempre un richiamo potentissimo. Il ruolo di fungere da chiodo ben piantato nella roccia così che l’Altro possa, una volta arrivato li, sorreggersi per continuare la sua (e solo sua) scalata ha per me un valore importantissimo. Da sempre interessata al mondo della prima infanzia ho avuto la possibilità di sperimentarmi per anni a stretto contatto con i bambini più piccoli, riconoscerli fin da subito come persone con una propria identità, desideri, espressioni e attitudini. Sopratutto, nella grande vicinanza ai bambini, ho potuto fina dai primi anni di lavoro riconoscere l’importanza dello spingerli al bello e del puntare sul positivo, quante volte ho potuto verificare che valeva davvero di più un gioire ed un complimentarmi con il bambino per qualcosa che aveva fatto bene piuttosto che correggerlo e bloccarlo in qualcosa che era meglio evitare. Ho avuto modo quindi di apprendere presto il valore delle parole sopratutto in ambito educativo, come possono far sentire accolti, incentivati e fieri di se le persone a cui siamo vicino. Il passaggio di ruolo da educatrice a coordinatrice mi ha aperto maggiormente al mondo dei genitori, dei loro vissuti, delle loro fatiche, conquiste e strategie nell’educate e relazionarti con i loro figli. Anche qui ho trovato terreno fertile per nuove scoperte come le infinite risorse che in alcune circostanze i genitori riescono a tirare fuori per accompagnare nella crescita il loro bambino ma per diventare genitori a loro volta. Sempre con questo ruolo ho imparato a soffermare lo sguardo anche sull’equipe con cui lavoravo, su ogni singola educatrice, facendo un lavoro di accoglienza e di sguardi per accompagnare anche loro nel lavoro bellissimo ma a volte faticoso che è quello dell’educatrice di nido. Mi sono avvicinata al mondo della Pedagogia Clinica nel 2022, ho sempre amato molto studiare e lavorare sulle capacità che avevo per poterle mettere a servizio degli altri e qui mi sono imbattuta nel Master. Ho partecipato online alla presentazione del master, eravamo al tempo del Covid, ed ho comprato il libro del Professor Guido Pesci “Pedagogia Clinica. La pedagogia in aiuto alla persona” ancor prima di iscrivermi al master, inutile dire che affascinandomi molto questo approccio il libro è stato immediatamente letto. Ho iniziato il master nel mese di novembre del 2022 e le sue lezioni mi hanno davvero affascinato, man mano che ci addentravamo nel vivo delle metodologie delle tecniche trovavo che molto di quello che veniva condiviso e spiegato dai professori durante gli incontri mensili prima e nelle settimane intensiva poi trovasse e risuonasse in me come qualcosa in cui credevo anche io tornavo da quegli incontro carica di entusiasmo e di occhi pieni del “bello” che avevo provato ascoltato capito e provato sulla mia pelle. Anche quest’ultimo aspetto, questo dettaglio di farci provare le tecniche, di farci fare esperienza ha un grande significato e l’ho trovato estremamente utile. Avevo trovato un metodo, quello Pedagogico Clinico, che corrispondeva al mio modo di guardare e di avvicinarmi all’Altro, senza preconcetti e teorie già date ma con uno sguardo di meraviglia e di sorpresa per le conquiste a cui si poteva andare incontro. Mi sono formata in Pedagogia Cinica nel gennaio 2024 portando una tesi basata su un progetto che avevo creato insieme ad una collega “Abitare lo spazio: Io e gli Altri”, progetto questo pensato e messo in atto per la classe 3 di una scuola primaria. L’esperienza di proporre un progetto all’interno della scuola ci è molto piaciuta e abbiamo intenzione di ripeterla, attualmente stiamo contattando e aprendoci a progetti anche nelle RSA, questa sarà una nuova sfida!