Claudio Rao

La mia esperienza formativa, il mio percorso di Pedagogista Clinico® è atipico e piuttosto singolare. Sensibile alle fragilità della Persona fin dalla più giovane età, mi sentii interpellato da bambini ed anziani che nelle rispettive età evolutiva e involutiva sembravano richiamare la mia attenzione.
Docente di Scuola Primaria a soli ventun anni, proseguii con passione i miei studi presso l’Università di Torino trovando riscontro alla teoria nella pratica quotidiana di realtà non sempre facili e lineari come la Pedagogia accademica sembrava indicare.
Nonostante le spinte centrifughe che avvertivo in diverse direzioni, avvertivo una prepotente forza centripeta verso ciò che potrei definire l’Aiuto alla Persona.
Così, senza trascurare la mia seconda lingua, il francese, divenendone formatore – su invito del Provveditorato agli Studi di Torino e partecipando ad alcuni lavori dell’IRRSAE Piemonte, mi laureai in Pedagogia.
La mia tesi «Linee didattiche deducibili da studi piagetiani sui processi cognitivi», depositata all’Università svizzera di Ginevra, testimoniava già – se non una volontà – almeno una ricerca di “calare i principî della Pedagogia nella concreta pratica educativa”.
La conoscenza del francese mi portò a vivere ed insegnare all’estero, dapprima in Svizzera, poi in Belgio. Lì ebbi modo di conoscere le problematiche degli italiani di terza generazione e quelle dei connazionali espatriati. Questo ravvivò il mio desiderio di rendere operative le mie conoscenze pedagogiche.
Iniziai dunque un breve periodo di collaborazione col Servizio di Psichiatria infantile dell’Ospedale dei Bambini di Losanna che mi confermò nelle mie intuizioni, ma mi provò la carenza di tecniche pedagogiche efficaci. Le mie capacità e le mie conoscenze, insomma, erano inceppate dalla mancanza di metodologie educative concretamente spendibili per il recupero delle difficoltà e dei disagi.

Esperienza formativa in Pedagogia Clinica
Fu in quel frangente che – forse per un volantino reperito nella mia abitazione torinese – venni a conoscenza dei Corsi di formazione post-Universitaria in Pedagogia Clinica tenuti presso l’Istituto  Superiore Aggiornamento e Ricerca (ISFAR) dal Professor Guido Pesci.
Dopo un breve momento di esitazione, decisi d’intraprendere quest’avventura. Mi iscrissi a Milano e un week end al mese, prendendo il treno direttamente da Losanna, ne iniziai la frequenza. 
Ebbi così il privilegio di conoscere il fondatore e caposcuola dottor Guido Pesci che fu – tra gli altri qualificati docenti – mio professore ed amico!
Con lui, nonostante la distanza e gli impegni, manteniamo rapporti quasi fraterni.
Potei così scoprire e beneficiare di una formazione qualificata e qualificante. Fu una scoperta capace di direzionare la mia vita e le mie scelte. Una scienza eclettica, ecumenica ma non per questo meno precisa. Socratica e puntuale al tempo stesso che ben si confà alla mia natura libera ma bisognosa di riferimenti precisi.
Nel 2002, conseguii dunque il Master in Pedagogia Clinica con la tesi «La Pedagogia Clinica come aiuto all’épanouissement socio-affettivo e relazionale dei discenti nei Corsi e nelle Scuole internazionali».
Nel frattempo ero passato a vivere in Belgio e i miei viaggi iniziati in treno da Losanna a Milano, si conclusero in aereo da Bruxelles a Firenze.
Sostanziato dai metodi e dalle tecniche in continua evoluzione supervisionate dall’ISFAR (Istituto Superiore di Formazione Aggiornamento e Ricerca) il mio desiderio di contribuire alla diffusione della nuova Scienza educativa prese forma attraverso la costituzione di un’associazione di Pedagogia Clinica belga. E una pubblicazione in lingua francese diffusa ai Centri psicopedagogici territoriali pubblici e privati.
Ebbi la preziosa opportunità di entrare a far parte del Comitato scientifico della rivista professionale Pedagogia Clinica – Pedagogisti Clinici® che accoglie articoli, studî e riflessioni da me modestamente elaborati.

Esperienze professionali
Per integrarmi meglio al tessuto socio-culturale locale collaborai col Service de Pédopsychiatrie (neuropsichiatria infantile) della Clinica Saint-Jean di Bruxelles sulla base di un progetto presentato dall’Associazione Nazionale dei Pedagogisti Clinici®.
La necessità di risposte educative venne accolta positivamente in una nazione complessa, attraversata da diverse comunità linguistiche e culturali. Non mancarono le difficoltà, tra le quali si fece strada un’intuizione collegiale piuttosto ambiziosa: la creazione di un’associazione europea!
Così, dopo una serie di operazioni burocratico-amministrative, nel Congresso internazionale di Pedagogia Clinica del 2004, ebbi modo di annunciare la creazione dell’EURO-ANPEC® (Associazione vocata a federare i Pedagogisti Clinici® di tutta Europa). Ne assunsi la Presidenza in piena concertazione con l’ISFAR, titolare del marchio.
Dal 2019, in qualità di Giornalista pubblicista, collaboro con giornali locali e nazionali cartacei e online, ivi compresa una televisione regionale piemontese, per promuovere la lettura della Persona nella sua unicità e specificità, favorendo un approccio empatico e simpatetico all’altro che – in ultima analisi – si propone come un invito a ri-scoprire se stessi e le proprie disponibilità, valorizzando le proprie potenzialità e sviluppando le proprie abilità.