Tratto dal libro “Pedagogia Clinica – Scienza Transdisciplinare. Ricerca Scientifica e Sperimentazione”

Fin dal 1974, anno in cui è stato dato vita alla Pedagogia Clinica per affrontare l’emergenza educativa gli illustri uomini di scienza coinvolti nel Movimento dei Pedagogisti Clinici prima, e nell’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (ANPEC) poi, spinti dal desiderio di offrire alla persona nuove attenzioni educative e nuovi rispetti e concretizzare nei fatti i valori della solidarietà, si sono costantemente impegnati coniugando gli ideali in opere e azioni per garantire idonee risposte alla complessità della realtà.
L’impegno delle tante componenti rappresentative le diverse discipline le ha viste tutte animate in Accademia, da un clima di grande fermento e di collaborazione, sostenute dall’intento di scambiare il proprio conosciuto, approfondire e sviluppare le proprie conoscenze e competenze e consolidare arricchimenti al fine di soddisfare l’auspicato cambiamento.
La concezione prospettica degli albori, seppur sostenuta da una valida collaborazione tra le diverse componenti disciplinari, ha mantenuto vivo il criterio di esaminare assieme ogni aspetto, con la tendenza poi di studiare e trovare risoluzioni autonome e separate, ed è proprio nei primi anni che i membri del gruppo interdisciplinare hanno lavorato attivamente insieme e si sono confrontati impegnandosi ad evidenziare il rispettivo sapere, senza coniugare le diverse competenze disciplinari. Le nozioni ancora disgiunte e i pensieri ancora compartimentati propri del criterio disciplinare hanno avuto bisogno di una rinnovata riforma del pensiero; un sapere evoluto in virtù dell’esigenza di opporsi alla scienza e alla cultura circoscritta alla conoscenza e alla formazione tradizionale che privano di prospettive di sviluppo dell’educazione.
In questo clima sostenuto da coerenza e humus di passioni e aspettative in Accademia ognuno svolge un lavoro attivo, operoso, fulcro di idee con vedute ampie e originali, impegnato a condividere esperienze e riflessioni, ad analizzare e accogliere ogni efficace orientamento per un cambiamento individuale e sociale, e favorire nella persona, Cellula Sociale, un processo educativo di proiezione verso la consapevolezza di sé, l’equilibrio, l’evoluzione e il futuro, e ciò è indispensabile per promuovere la nuova scienza, la Pedagogia Clinica, autonoma e distintiva. I pedagogisti clinici con consapevolezza si affidano al ruolo di questa scienza che vuole indagare i mezzi e proporre le modalità necessarie per accompagnare la persona verso la libertà personale considerata la sua parte più intima e più nobile, aiutarla a riflettere sulle insidie, a riconoscere le barriere e le contraddizioni e promuovere la maturazione e l’evoluzione personale; accademia dai principi fecondi, che opera una sostanziale azione di solidarietà indirizzata ad appagare i bisogni del singolo, a favorire e perfezionare nuovi equilibri seguendo un fine individuale e collettivo.
Tali obiettivi inizialmente sono inseguiti dalle diverse professionalità con una costruzione del conoscere pluridisciplinare fino a muoversi in un passo successivo dai caratteri interdisciplinari per una più profonda dinamica di costruzione del sapere transdisciplinare, paradigma di una conoscenza tenuta a soddisfare i progetti educativi per limitare ogni ignoranza.
Si è trattato di una evoluzione scientifica originata non da un determinismo lineare, ma dal contributo di una Scienza Transdisciplinare, capace, contro ogni frammentazione della conoscenza, di cogliere e dare risposte utili alla complessità dei fenomeni e alle diverse necessità.
L’intento perseguito con forza dalla Pedagogia Clinica, per affrontare e oltrepassare gli ostacoli dettati dai confini disciplinari, è stato sostenuto da una costante idea guida rivolta ad una nuova, diversa e necessaria organizzazione per meglio affrontare la crisi contemporanea. Da qui ben si comprende che la Pedagogia Clinica è una scienza le cui solide fondamenta trovano radici nella transdisciplinarità, perciò va oltre, supera le varie discipline, senza contaminarne il limite della conoscenza disciplinare. Nasce e si legittima nel condurre la ricerca e la sperimentazione, arricchite dalla pluralità delle risorse offerte dalle diverse aree della conoscenza per affrontare le sfide senza limitarsi a giustapporre idee di riorganizzazione profonda della dinamica di costruzione del sapere. In ciò si annota lo spazio intellettuale dove le connessioni tra diversi argomenti isolati possono essere esplorate e svelate. È una scienza capace di muovere diversi argomenti e le relazioni tra di essi, di connettere ed integrare le competenze della categoria professionale che si distingue e trova utilizzo in una terminologia “consapevole” con significati condivisi, è un nuovo sapere che trova nella ricerca e nella sperimentazione ogni essenza e con i tanti e diversi lemmi un linguaggio scientifico che traduce ogni reale conoscenza, ogni assunto nel cardine della Pedagogia Clinica.

