Era il 2002 quando mi affacciavo a terminare la laurea vecchio ordinamento in Scienze dell’Educazione , lavoravo come educatrice nei servizi ADM e nelle scuole dell’ambito socio-assistenziale dove risiedo e sentivo il bisogno di conoscere tecniche e strumenti per aiutare i bambini che stavo seguendo. Ricordo che già da un paio d’anni arrivava a casa una brochure con tutte le indicazioni per diventare Pedagogista Clinico®. La leggevo e la rileggevo come se un istinto mi portasse in quella direzione. Ricordo di aver fatto visita al mio professore di filosofia e psicologia delle scuole superiori con il quale ero rimasta in contatto. Portai la brochure la lesse con cura e mi parlò di un mercato saturo di professionisti capaci di diagnosticare e di un mercato più povero di professionisti capaci di fare educazione attraverso azioni, atteggiamenti e visioni che non fossero centrate esclusivamente al “problema”. Non mi diede la soluzione ma lasciò aperta la riflessione dentro di me. Nel mio ritorno a casa percorrendo una delle strade dritte della mia regione con il sole che tramontava ho sentito che quella era la mia direzione e che la soluzione era proprio lì davanti a me. Il primo corso disponibile in partenza era a Torino, facevo tante ore di treno per arrivare ma quel viaggio mi permetteva ogni volta di pensare, riflettere, sostare, sulle pietre miliari della Pedagogia Clinica: la Persona osservata nella sua globalità, la Persona che ha delle potenzialità, e ancora una volta la Persona con le sue abilità e le sue disponibilità. Comprendevo di volta in volta quanto le attenzioni educative all’interno della cornice della Pedagogia Clinica insieme alla capacità di creare una relazione in uno scambio simpatetico costante potevano fare la differenza per rendere la Persona libera di esprimere sé stessa per quello che è, e giungere così ad una miglior padronanza di sé stessa. Non ho mai smesso di formarmi presso l’ISFAR- Istituto Superiore Formazione Aggiornamento Ricerca. Reflecting, Psicodramma Olistico, Disegno Onirico, Formazione ADHD, Psicomotricità Funzionale, e tanti altri perfezionamenti hanno aggiunto competenze e ampliato conoscenze. Sono dentro a una formazione continua che si rinnova nel divenire pur rimanendo ancorata alle sue radici. In questi 20 anni ho potuto maturare numerose esperienze conducendo progetti nelle scuole, aggiornamenti per insegnanti ed educatrici, funzioni di coordinamento pedagogico nei nidi e nell’infanzia e anche formazione nelle aziende. A tutto questo si aggiunge il lavoro di libera professione in uno studio nuovo più grande e funzionale che mi permette di operare oltre che con il singolo di tutte le età anche con i gruppi di bambini e adolescenti e gruppi di crescita personale per gli adulti ed anziani. La Pedagogia Clinica mi ha dato la possibilità di spaziare su numerosi ambiti di intervento educativo. Sono grata a tutti i docenti che ho incontrato nel mio percorso che hanno avuto il merito di nutrire incoraggiare e sostenere il mio cammino professionale e personale. Cito Marta, Antonio, Sergio, Paola e Letizia e lo faccio per nome non per mancanza di rispetto al contrario per dare loro valore, per averci messo, nella loro trasmissione dei saperi, oltre alla professionalità anche la loro Persona. Infine Ringrazio il Presidente ANPEC prof. Guido Pesci per essere un esempio, un riferimento costante nel mio operare quotidiano e per aver trasmesso un patrimonio che rimane scolpito nel mio cuore e che racchiude l’alto valore della Pedagogia Clinica.
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