Difficoltà relazionali

La scuola, che si trova ad operare in contesti “a rischio”, in cui i bambini non hanno punti di riferimento positivi e vivono in uno stato di privazione affettiva, si trova spesso nella necessità di richiedere un intervento specialistico. Siamo state contattate da alcuni docenti per avviare un progetto su un gruppo classe di quinta elementare in cui erano presenti alcuni soggetti particolarmente aggressivi ed altri con evidenti inibizioni e difficoltà a comunicare i propri bisogni e non in grado di vivere una situazione di integrazione gruppale.
Il progetto prevedeva, in un primo momento, incontri insieme ai docenti e i genitori, in seguito colloqui con la diade genitoriale e successivamente con il gruppo dei bambini. I primi incontri hanno permesso di far riflettere sulle opportunità stimolatorie necessarie a fronteggiare i disagi degli scolari. Con i genitori è stato possibile enucleare le cause scatenanti le conflittualità all’interno della costellazione familiare. Con il gruppo abbiamo avuto l’occasione di effettuare una osservazione che ha consentito di individuare in maniera certa, manifestazioni di instabilità caratteriale, fragilità nelle frustrazioni, timidezza e atteggiamenti di bullismo.
Il percorso pedagogico clinico da noi previsto, è stato articolato in incontri periodici effettuati alternativamente con un grande e un piccolo gruppo. Le tecniche e le metodologie impiegate sono state finalizzate all’espressione corporea e ad esperienze organizzativo-motorie, tenendo conto dei suggerimenti derivati dai metodi Edumovement®, Musicopedagogia® e Gestalt Dance.
L’Edumovement® e la Musicopedagogia® si sono rivelati utili per coinvolgere ogni bambino in esperienze che gli garantissero un risveglio ed una migliore organizzazione cinestetica, una gestualità finalizzata, dei movimenti assunti nel rispetto di ritmi e melodie, una preparazione allo scambio dialettico non verbale e il raggiungimento di nuove intese. La Gestalt Dance ha rinforzato ulteriormente ogni espressività corporea, ogni disponibilità relazionale e potenziato i desideri di comunicare con insorgenti affettività relazionali. Una occasione offerta per garantire un sapersi orientare, dirigere, annunciarsi e muoversi nello spazio, ricreare una dialetticità nel distribuirsi in relazione all’ambiente e allo spazio fisico ed entrare in armonia con se stessi.
A questa grande opportunità nei risvegli in disponibilità di ciascun allievo, non sono mancati momenti di confronto con i docenti, i quali hanno riconosciuto l’importanza e l’utilità del nostro lavoro.

Maria Giovanna Mortillaro
Pedagogista Cinico® 
Anna Maria Giaconia
Pedagogista Cinico®