Dinamica di gruppo e comunicazione

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Affinché il lavoro in equipe sia piacevole e allo stesso tempo proficuo, è utile sensibilizzare gli allievi così da rendere  la loro partecipazione attiva nella realtà concreta, arricchita da risposte non stereotipate che aprono più vie all’azione.

Le dinamiche di comunicazione sono strumenti che favoriscono l’integrazione. Non hanno scopo terapeutico, non sono dinamiche per indagare interrelazioni, né per diagnosticare conflitti….Esse rendono più facile la comunicazione, la provocano, la favoriscono, aprono l’Io al tu e al noi. Conducono ad autentico scambio di esperienze, pensieri, pareri. E’ un comunicare per condividere attraverso i ruoli in atto in una determinata situazione.

La struttura di un gruppo in termini di comunicazione è la rete formata dalle interazioni. Esse sono come una mappa nella quale si possono percepire tante vie aperte. Quando nel gruppo le cose avvengono in modo automatico è visibile un impoverimento, una perdita di possibilità.

Nelle dinamiche di comunicazione non è possibile “osservare da fuori ”. Il coordinatore pur non impegnandosi in modo personale ha un ruolo di importanza vitale. Non è “protagonista”, ma nemmeno passa inavvertito. Il suo compito è condurre, orientare, coordinare la dinamica; partecipa con un Io osservatore, che conosce le proprie reazioni, e ha imparato a gestirle. Attraverso il suo ruolo avrà un comportamento empatico e comprensivo. Si potrebbe dire che il coordinatore è presente con tutto se stesso, ma non per se stesso.

Uno degli obiettivi della dinamica è favorire l’interazione tra i membri affinchè essi possano esprimersi senza difficoltà né barriere. Sentirsi parte di un gruppo è molto di più che condividere alcuni momenti. Integrarsi è percorrere la strada dell’incontro che può portare a realizzazioni comuni; sarà più facile consolidare gli obiettivi e le mete.

Il coordinatore terrà presente che queste dinamiche sono progressive. Inoltre nulla è lineare, presentazione e integrazione avvengono parallelamente ad altre aree di funzionamento del gruppo.

Il ruolo del coordinatore sta nel definire le condizioni nelle quali le dinamiche avvengono: luogo fisico, materiale occorrente, tempo di durata dell’esperienza ecc..

E’ necessario esporre le consegne in modo chiaro, in modo che esse possano svolgersi in condizioni ottime. Occorre essere sicuri che tutti abbiano recepito la consegna. Il coordinatore ricorderà sempre che le dinamiche di comunicazione aiutano a sciogliere i blocchi individuali o socio-affettivi che pesano sul gruppo o su alcuni dei suoi membri, specialmente inibizioni, atteggiamenti eccessivamente critici, paure, ecc.

Egli osserverà cosa succede durante l’esecuzione della consegna, ricordando che osservare non è giudicare . E’ imprescindibile riflettere assieme quando l’esperienza sarà terminata, fare delle sintesi, rivedere come ha interagito il gruppo ecc.

E’ di fondamentale importanza ricordare che il coordinatore è un agente di cambiamento e trasformazione e che le conclusioni alle quali si è arrivati non sono contributi rigidi privi di sfumature e soprattutto non sono definitivi. Costituiscono dei segnali, delle indicazioni su alcuni atteggiamenti .

Tutto mira a trovare una armonia nella comunicazione tra ruolo, persona, gruppo e ambiente sociale.

E’ stato riscontrato che apprendere assieme ad altri è più efficace della solitaria compagnia di manuali o computers. Questi strumenti, adoperati in gruppo, riescono ad essere più funzionali, meno aridi ed aiutano a ridurre il tempo per l’apprendimento.

La metodologia delle dinamiche consiste nell’imparare facendo, con una comunicazione più fluida tra persone che hanno un obiettivo comune.

Consegne

Dinamiche di presentazione

1) Frasi incomplete ( Juan C.Pisano, Manual de Juegos para jovenes y no tan jovenes, Ed. Bonum Buenos Aires 1996)

Si preparano dei cartoncini di 6 cm x 12 e si scrive su ogni cartoncino l’inizio di una frase incompleta che favorisca la presentazione personale:  un film che a me è piaciuto tanto …

Uno dei miei sogni nel cassetto è …

La mia famiglia …

Ieri …

Quando ero piccolo …

Un libro …

E tante altre frasi. Si prepara un cestino nel quale si mettono i cartoncini. Il coordinatore spiega l’esperienza da fare chiedendo a tutti di esprimersi liberamente.

I partecipanti si siedono in cerchio, il coordinatore prende un foglietto e finisce la frase incompleta. Immediatamente passa il cestino alla persona alla sua destra fino a che si termina il cerchio. E’ conveniente ritirare i cartoncini già usati affinché le consegne non siano ripetute. I cartoncini nel cestino dovranno essere una quantità superiore al numero dei partecipanti affinché tutti possano scegliere, senza naturalmente guardare. Se la dinamica lo richiedesse, si potrà fare un secondo giro con frasi nuove. Seguono riflessioni e chiusura.

2) Cerchi dinamici

  1. a) posizionare le sedie formando due cerchi concentrici con la stessa quantità di posti in ambedue i cerchi. Naturalmente i partecipanti saranno seduti frontalmente e se il numero fosse dispari il coordinatore stesso parteciperà all’esperienza. Una volta seduti si da la consegna di presentazione. Il nome, gli hobby preferiti, le letture ecc. Immediatamente si annuncia che inizierà la presentazione vera e propria, cioè si presenteranno mutuamente quelli del cerchio interno con quelli del cerchio esterno, con tempi massimi di due minuti per partecipante.

Trascorso il tempo previsto le persone che sono nel cerchio interno si sposteranno verso la sedia alla loro sinistra. Quelle del cerchio esterno si sposteranno verso la sedia alla loro destra. Si continua con lo stesso meccanismo fino a presentazione ultimata. Seguono riflessioni e chiusura.

3) L’amico smarrito (per gruppi che si conoscono e hanno bisogno di approfondire la conoscenza dei membri)

Il coordinatore riunisce il gruppo e consegna ad ogni partecipante un cartoncino di circa 10 x12cm., richiede che su esso ognuno scriva in modo chiaro il proprio nome e tre o quattro caratteristiche della sua personalita’ (estroverso, servizievole, timido, egocentrico, generoso,ecc). Una volta scritti, i cartoncini vengono messi  in un cestino. Senza guardare, ogni partecipante prenderà un cartoncino e seguirà le seguenti tappe:  a) lo legge per se stesso b) pensa ad altre caratteristiche che ha la persona nominata nel suo cartoncino  c) dice ad alta voce “abbiamo smarrito un amico”, le sue caratteristiche principali sono…e legge le prime tre caratteristiche scritte sul cartoncino – c’è qualcuno che sa chi è l’amico smarrito? d) se nessuno risponde si aggiungono altre caratteristiche per orientare il gruppo fino a quando qualcuno nominerà la persona descritta sul cartoncino e) a questo punto la persona smarrita farà i suoi commenti sul vissuto. Si continua così fino a che tutti si saranno presentati. Se qualcuno prende il biglietto con il proprio nome, non dovrà rivelarlo e si comporterà come se avesse ricevuto il cartoncino di un altro compagno.

Dinamiche di integrazione

1) Inventare una storia

Lo scopo dell’esperienza è favorire la comunicazione e stimolare l’immaginazione e allo stesso tempo favorire l’espressione verbale.

Sviluppo dell’esperienza: il coordinatore inizia a raccontare una storia fino ad un punto interessante ma non totalmente sviluppato. I membri divisi in sottogruppi da 5 o 6  persone continueranno a scrivere la storia fino ad arrivare ad una conclusione finale e daranno poi  un titolo alla storia.

Riuniti assieme ogni gruppo racconterà la propria storia . Nell’elaborazione finale racconteranno le dinamiche vissute. Potranno anche giocare con delle

associazioni per scoprire il significato latente dietro il simbolismo delle storie.

2) Le cinque caratteristiche

L’esperienza permette  di conoscere se stessi attraverso il proprio parere e quello degli altri affinchè ogni partecipante abbia un profilo della propria personalità.

Consegna: Si da ad ogni membro una scheda con 15 caratteristiche perchè ne sottolinei 5 che sente di avere.

Si distribuisce ad ogni allievo una quantità di schede per quanti sono i membri del gruppo con il nome di ciascuno di loro affinchè ognuno sottolinei 5 caratteristiche da attribuire a quel compagno/a . In tutti i casi spiegare verbalmente al momento del confronto, i perché delle caratteristiche attribuite sia a se stessi che agli altri, esse potrebbero essere:

dominante,

introverso,

complesso,

amichevole,

attivo,

aggressivo,

sensibile,

indeciso,

banale,

paziente,

creativo,

autonomo,

socievole,

brillante.

Il lavoro dovrà essere fatto in modo autonomo. Ognuno lavorerà in modo personale senza chiedere né accettare l’intervento di altri. Non si tratta in modo alcuno di emettere giudizi morali o di valore su ciascuno uno dei membri, ma semplicemente di accertare e registrare i comportamenti suggeriti dalle caratteristiche come se fossero fotografati.

Riflessioni finali.

3) Disegno a cascata (Edouard Limbos, Como animar un grupo, Ed.Marsiega, Madrid 1979)

Il disegno a cascata è utile per capire la difficoltà di comunicazione sia a livello verbale, gestuale o della espressione grafica.

Ogni “ ripetizione “ è una occasione per produrre la deformazione comunicativa.

Cinque persone lasceranno l’aula. Esse verranno numerate dall’uno al cinque e dovranno tornare una alla volta nello stesso ordine quando saranno chiamate.

Consegna: il coordinatore dopo che le 5 persone sono uscite fuori, mostrerà un disegno , per esempio una pentola a pressione, una macchina tosaerba, una lavastoviglie,…e spiega ai membri il significato del disegno. Insiste sul fatto che i partecipanti non possono comunicare con i membri che sono fuori fino a quando non vengano chiamati. Il membro n.1 entra, guarda il disegno alcuni secondi, il disegno sarà poi ritirato. Questo membro viene invitato a spiegare ciò che ha visto e a riprodurlo su un altro foglio il più fedelmente possibile. Mentre questa prima persona disegna l’oggetto, i presenti non devono avere reazioni che possano indurre, orientare o disorientare colui/e che sta disegnando. Il partecipante n.1 quando ha terminato si siede nella sala e si fa entrare il n.2. al quale si mostrerà solo il disegno fatto dal compagno che lo ha preceduto. La procedura è identica per ogni membro che entra. Ogni disegno una volta effettuato viene numerato e messo da parte. Si procede allo stesso modo fino ad arrivare al n.5 che riproduce il disegno fatto dalla persona n.4. Si confrontano poi i disegni dal primo all’ultimo, si scoprono le modifiche, le trasformazioni, le aggiunte, le dimenticanze. Alcuni dettagli spesso diventano elementi essenziali. Si capisce così quante sono le difficoltà presenti in ogni tipo di comunicazione.

Commenti e associazioni.

(In Rivista Pedagogia Clinica-Pedagogisti Clinici, Edizioni Scientifiche ISFAR

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