Ho avuto la grande opportunità di venire a conoscenza della formazione in Pedagogia Clinica, proposta dall’ISFAR, nel 2001 grazie a una familiare, una cugina di primo grado che ne aveva sentito parlare da una collega di lavoro, un’insegnante come tutte noi.
Mi ero laureata in Pedagogia all’Università di Palermo nel 1989; allora abitavo lì e insegnavo nelle scuole elementari della città dal 1991. Tuttavia, nonostante fossi di ruolo, sentivo di non essere pienamente soddisfatta della strada scelta ed ero in cerca di qualcosa che mi permettesse di mettere a frutto i miei studi in un campo diverso da quello della scuola. Dopo aver letto gli argomenti di studio proposti dall’Isfar per la formazione, fui molto felice di aderire. Soprattutto ero entusiasta che ci fosse un percorso che desse la possibilità ai laureati in Pedagogia di poter trovare una propria affermazione professionale non unicamente dedicandosi ai bambini e all’insegnamento. La mia formazione terminò nel 2004, ma prima di giungere al termine svolsi, come previsto, il mio tirocinio e, a tal fine, scelsi la scuola primaria in cui insegnavo. L’esperienza mi permise di mettere in pratica gli interessanti metodi che avevo studiato, fino a quel momento solo in modo teorico, e di prendere consapevolezza non solo dell’efficacia degli stessi, ma anche della grande responsabilità e delicatezza di una professione che stavo imparando, con il tempo, a conoscere, apprezzare e amare. Nel 2005, trasferitami in Lombardia per motivi familiari, ho avuto la possibilità di aprire uno studio professionale nella provincia di Bergamo, in cui risiedo tuttora, e di collaborare anche con mio fratello, medico psichiatra, presso il suo studio nella zona di Brescia, nell’attenzione e cura nei confronti dei figli di soggetti con psicopatologie di vario genere; minori che, a causa di familiarità con i disturbi dei genitori, o come conseguenza di un ambiente di vita complesso e spesso molto problematico, manifestano difficoltà in campo scolastico e/o affettivo. Sempre a partire dal 2005 ho avuto anche la possibilità di approfondire e completare la mia professionalità seguendo, nel corso degli anni, diversi e interessantissimi corsi di formazione, sempre organizzati dall’Isfar: il corso di formazione in Disegno Onirico; il corso di formazione sull’intervento di aiuto per soggetti con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività – ADHD; la specifica formazione in Pep-Reb Parent Education – Program Reflecting Based (Programmi di educazione per i genitori); la formazione specifica per Consulenza Tecnica e Peritale e per Consulenza Tecnica di Parte (CTU – CTP) – a seguito della quale sono stata inserita fra i pedagogisti clinici CTU del Tribunale di Bergamo; la formazione per l’utilizzo del metodo pedagogico clinico Tales of Sand; la formazione su come affrontare la morte e il lutto nei bambini; infine, il corso di formazione sul Metodo Papy avanzato per la discalculia.Nel 2009 ho ottenuto il passaggio di ruolo per l’insegnamento delle Scienze umane (Pedagogia, Psicologia, Antropologia e Sociologia) nei Licei delle Scienze umane a Bergamo. A partire dal 2016 ho avuto la possibilità di attivare e condurre con successo e grande apprezzamento uno Sportello di consulenza pedagogico clinica per genitori proprio all’interno del Liceo delle Scienze Umane “P. Secco Suardo” di Bergamo in cui insegnavo (e insegno tutt’ora), al fine di proporre uno spazio specifico di ascolto e supporto per i genitori degli alunni nel loro difficile e delicato compito educativo, sulla base dei princìpi della Pedagogia Clinica. Ho, infine, in questi anni, avuto la grande opportunità di partecipare come relatrice ad alcuni Workshop Internazionali, sia in Italia che all’estero, in cui ho presentato gli esiti positivi di alcuni percorsi e progetti realizzati grazie ai metodi esclusivi della Pedagogia clinica. Alcune di queste relazioni sono state pubblicate all’interno di riviste scientifiche. Attualmente, nel mio studio, mi occupo soprattutto di bambini e della fascia di età fino all’adolescenza e alla prima giovinezza; molto raramente ho seguito adulti. Le richieste più diffuse sono relative a difficoltà nel campo dell’apprendimento, della concentrazione, dell’attenzione e della motivazione; in generale del disimpegno e del rifiuto della scuola e dello studio; sono frequenti anche le problematiche riguardanti la relazionalità, la socialità e l’affettività. Concludo dicendo che ciò che colpisce positivamente, e addirittura sorprende tutti coloro che si rivolgono a me in qualità di Pedagogista Clinico®, è l’approccio olistico, la visione globale dell’essere umano insita nella nostra formazione e nel nostro modo di fare che mai ci abbandona, e che conduce a non soffermarsi sul disagio segnalato e a non intervenire sul singolo problema, in quanto abbiamo ben appreso, grazie agli insegnamenti dei nostri validi docenti, a non avere una visione settoriale e limitata della persona, ma a considerarla sempre nella sua interezza e complessità psicofisica e sociale. Ancora di più, forse, colpisce la fiducia e l’ottimismo che un Pedagogista Clinico® possiede in ogni situazione, anche in quella che sembra apparentemente la più problematica; quella fede nei confronti delle capacità di recupero, di miglioramento e talora, addirittura, di “rinascita” di ogni soggetto, che ha sempre inizio dalla scoperta della persona che si ha davanti a sé, dalla conoscenza approfondita delle sue potenzialità, abilità e risorse, e da una dimensione relazionale di simpatia che accompagna il cammino da percorrere insieme.
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