Donata Goracci

Il mio viaggio nella sfera educativa ha origine molti fa, percorso esplorativo di uno spazio infinito. Viaggio come esperienza del nuovo e del diverso aperto alla conoscenza di sè stessi, generatore di formazione e crescita in continua evoluzione. Mi piace immaginare l’educazione come un viaggio in cui diveniamo viaggiatori che ricercano, esplorano, scoprono e conoscono e nello stesso tempo intraprendono un cammino verso la consapevolezza del valore di sé e dell’altro.
Ho compreso in prima persona che l’apertura al cambiamento è funzionale e essenziale nella crescita di ognuno di noi: una finestra aperta alla conoscenza di sé stessi e conseguentemente degli altri.
Mi ponevo domande su come l’educazione potesse fare la differenza nella vita reale, riflessioni che mi hanno portato a comprendere che potevo fare qualcosa di concreto se volevo modificare, nel mio piccolo, la realtà che mi circondava.
Mi occupo di educazione come insegnante nella scuola dell’infanzia, ed ho compreso la complessa situazione che da anni la scuola sta vivendo e le difficoltà nel trovare strategie educativo-didattiche che vedano come protagonista il bambino ed i suoi bisogni.
Ho avvertito la necessità di intraprendere un percorso personale formativo dove la persona fosse riconosciuta nella sua unicità e globalità, dove la libertà incarna la parte più intima e nobile, unita ad un proprio potenziale energetico affettivo, una propria disponibilità e una personale inclinazione.
La Pedagogia Clinica come disciplina dedicata alla persona ha permesso che questo mutamento avvenisse, poiché fonda le sue radici perseguendo il principio di aiuto con l’intento di apportare nella società un ruolo rinnovatore a garanzia di un’uguaglianza senza etichetta e distinzione.
Grazie al contributo di nuove tecniche e metodologie orientate ai bisogni educativi del singolo, della coppia o del gruppo, dove ognuno possa espandere in senso armonico la conquista di nuovi equilibri e nuove disponibilità di scambio con gli altri.
La formazione in Pedagogia Clinica ha permesso di liberarmi da modelli schematizzati, intrappolati in paradigmi che considerano solo la sfera intellettiva a discapito della componente affettiva, al fine di generare un autentico scambio di esperienze. Un percorso in dinamica che mi ha allontanato da una visione meccanicistica e puramente scolastica, abbracciando un archetipo di persona armonica e globale che unisce la consapevolezza corporea e il controllo stabile di ogni espressività creativa e sociale.