Elisa Francesca Trezzi

Dopo la laurea specialistica in Consulenza Pedagogica e Ricerca Educativa sentivo già forte il desiderio di intraprendere la libera professione per poter offrire un sostegno concreto e mirato alle persone. Ho quindi avviato il mio studio privato, nel 2014, ma allo stesso tempo avvertivo il bisogno di ampliare le mie competenze e strumenti per offrire un aiuto sempre più completo e specifico. È da quel momento che ho deciso di iscrivermi al master in Pedagogia Clinica presso l’ISFAR di Firenze, una scelta che, nel tempo, si sarebbe rivelata cruciale.
Durante il percorso formativo, ogni passo mi ha dato ulteriore conferma di aver intrapreso la strada giusta. Sentivo crescere in me una consapevolezza profonda, la passione per una scienza che non solo amplia le mie capacità professionali, ma arricchisce anche il mio lato umano. La Pedagogia Clinica , infatti, ha il grande merito di abbracciare la persona nella sua interezza, lavorando non solo per risolvere problemi, ma anche per valorizzare le risorse interne di ciascuno.
Gli anni di studio non sono stati semplici. In parallelo alla formazione, ho dovuto affrontare una difficile situazione di salute che ha rappresentato per me una prova significativa. Nulla, però, è stato casuale. L’ esperienzialità del master mi ha permesso di applicare su di me le tecniche apprese, sperimentando in prima persona quanto potente possa essere un approccio che attinge alle risorse personali. Ho scoperto abilità e potenzialità interiori che mi hanno aiutata a superare momenti critici. Questo vissuto ha rafforzato ulteriormente la mia motivazione a essere un supporto per gli altri, specialmente per chi sta attraversando situazioni difficili e cerca di ritrovare un equilibrio, attivando le proprie risorse e potenzialità.
Un momento particolarmente significativo del mio percorso è stato il progetto sperimentale di tesi che ho realizzato presso una scuola secondaria di primo grado, sotto la supervisione della docente Maria Raugna.
Incentrato sulla promozione del benessere e sulla prevenzione della dispersione scolastica, il progetto ha coinvolto due classi, trasformando il contesto scolastico in una vera e propria comunità di apprendimento. Attraverso attività laboratoriali, gli studenti hanno avuto la possibilità di vivere esperienze di crescita, sia formativa che personale. Gli esiti del progetto hanno evidenziato l’importanza della Pedagogia Clinica per creare contesti educativi che stimolino lo sviluppo globale degli alunni.
Il contributo della professoressa Raugna è stato prezioso non solo per la tesi in sé, ma anche per lo sviluppo del mio approccio professionale. Grazie al suo supporto e alla sua esperienza, ho appreso come portare avanti un lavoro di ricerca che fosse al contempo rigoroso e orientato ai bisogni reali delle persone. La sua supervisione ha lasciato un segno profondo sulla mia formazione, rendendomi consapevole di quanto sia importante, nel lavoro pedagogico clinico, mantenere uno sguardo sempre attento e sensibile alla complessità delle relazioni umane.
Le conclusioni della mia tesi non sono rimaste solo un risultato accademico, ma sono diventate una base solida su cui costruire interventi concreti nel mio lavoro.
Terminato il master, si sono aperte molte porte professionali. Ho avuto l’opportunità di lavorare in scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, come pedagogista scolastica. Il mio ruolo in questo contesto è diventato quello di facilitatore della comunicazione e delle relazioni all’interno della comunità educativa. Attraverso un approccio che risponde ai reali bisogni di studenti, insegnanti, genitori e altri professionisti, lavoro per costruire un ambiente positivo e inclusivo che valorizza ogni individuo.
Nel mio studio e nei contesti scolastici, continuo a mettere in pratica la metodologia della Pedagogia Clinica , concentrandomi su una modalità comunicativa che stimola la capacità di ascolto di sé e la riflessione. Il mio obiettivo non è dare consigli o soluzioni, ma facilitare un processo di auto-scoperta e consapevolezza, aiutando ognuno a trovare dentro di sé le risposte più idonee per affrontare le proprie difficoltà. Questo approccio permette di superare ostacoli e disagi psicofisici e socio-relazionali, ristabilendo equilibrio e sviluppando abilità che sostengono una crescita armoniosa e duratura.
Da settembre 2023, ho avuto la fortuna di intraprendere un progetto prezioso, insieme a un gruppo di colleghe pedagogiste cliniche, all’interno di una scuola secondaria nella Brianza. Questa iniziativa si inserisce nel quadro dei finanziamenti PNRR, orientati a prevenire la dispersione scolastica e a sostenere gli alunni nel loro percorso educativo. Lavorare su un progetto di tale portata mi permette non solo di applicare le competenze acquisite nella pedagogia clinica, ma anche di contribuire a uno degli obiettivi strategici per il futuro del nostro sistema scolastico.
Il progetto è stato pensato per creare un ambiente scolastico che accolga e coinvolga ogni studente, offrendo sostegno a chi vive momenti di difficoltà e costruendo un contesto in cui ciascuno possa sviluppare il proprio potenziale. Con le mie colleghe, stiamo lavorando fianco a fianco con insegnanti e famiglie per costruire una rete di supporto che faciliti la comunicazione, l’espressione emotiva e la consapevolezza di sé.
Uno degli aspetti centrali del nostro intervento è l’attività di mentoring, nei percorsi “A tu per tu” e laboratoriali, nelle progettazioni “Più forti insieme” con i gruppi classe. Attraverso laboratori e progetti specifici, stiamo cercando di offrire agli alunni spazi in cui possano esplorare le proprie emozioni, riflettere sulle loro esperienze e sentirsi parte di una comunità scolastica che li accoglie e li valorizza. Questo approccio mira a stimolare negli studenti il piacere di apprendere e di partecipare attivamente alla vita scolastica, contrastando il rischio di abbandono e favorendo una crescita personale e sociale.
Lavorare in team con altre pedagogiste cliniche è un’esperienza arricchente: ci confrontiamo continuamente, condividiamo idee e riflessioni e ci supportiamo a vicenda per costruire un intervento che risponda davvero ai bisogni degli studenti e della comunità scolastica. Questa collaborazione ci permette di portare avanti il progetto con un approccio integrato, che aumenta l’efficacia del nostro lavoro.
Anche se il progetto è ancora in corso, i primi risultati sono incoraggianti. Gli studenti stanno dimostrando maggiore apertura e partecipazione, e stiamo già osservando un cambiamento positivo nel clima delle classi coinvolte, nelle relazioni interpersonali e nel coinvolgimento individuale dei ragazzi.
La Pedagogia Clinica non è solo una professione, ma una vocazione che mi spinge a formarmi costantemente per conoscere sempre meglio le persone che incontro nel mio percorso e per migliorare me stessa. Ogni esperienza, ogni progetto, ogni incontro è un’occasione per crescere e affinare le mie competenze. Questo approccio mi permette di restare aperta ai cambiamenti e pronta a rispondere ai bisogni di chi si rivolge a me, con un’attenzione sempre più sensibile e completa.
In un mondo in continua evoluzione, la Pedagogia Clinica è la mia bussola, una scienza che mi stimola a esplorare nuove vie e a consolidare ciò che imparo, con l’obiettivo di offrire un supporto autentico e di valore. Questo impegno a migliorarmi rappresenta la promessa che faccio a me stessa e a chiunque scelga di intraprendere con me un cammino di crescita personale e di consapevolezza.