La mia storia professionale. Il primo contatto con la Pedagogia Clinica è avvenuto dopo quattro anni circa dalla mia laurea in Pedagogia ad indirizzo Psicologico ,conseguita a Bologna con grande soddisfazione ed appagamento per tutto il percorso universitario intrapreso. A quel tempo stavo esercitando la professione di educatore professionale in alcune Comunità di recupero per tossicodipendenti , al centro e nord Italia, anche con la funzione di responsabile. Nella mia città di origine, La Spezia, mi sono incappata in una locandina esplicativa della formazione post-laurea in Pedagogia Clinica che mi colpì enormemente, poiché tutto ciò che nella brochure era esposto, corrispondeva perfettamente a ciò che volevo realizzare professionalmente: acquisire tecniche e strumenti propri per intervenire in aiuto alla persona attraverso un approccio maieutico. La Pedagogia Clinica rappresentava altresì una risposta filosofica di prassi educativa perfettamente rispondente anche alla mia visione spirituale e filosofica dell’uomo.
Mi iscrissi senza alcun dubbio o perplessità alla formazione che svolsi nei fine settimana intensivi. Il mio era il 7° corso. Fu una occasione di incontri ,scambi oltre che esperienza di apprendimento professionalizzante, ricchissima , anche dal punto di vista umano. Alcuni incontri , come quello con il prof. Guido Pesci, il prof. Giuseppe Talamucci , la prof.ssa Maria Raugna e la prof.ssa Mariagrazia Dal Porto, hanno influenzato enormemente il mio agire “pedagogico”, lasciando una traccia formativa profonda, e rispetto ai quali tutt’oggi, nutro gratitudine e riconoscenza. Le formazioni esperienziali a Montevarchi hanno rappresentato, in quegli anni , dei veri e propri step di crescita, anche personale, momenti in cui ho stretto intensi legami amicali , e occasioni di auto-riflessione preziosissime.
Iniziai a svolgere la professione di Pedagogista Clinico® nei primi anni del 2000, con una forte spinta motivazionale, mantenendo contemporaneamente l’attività di docenza nelle scuole superiori.
Essendo la prima Pedagogista Clinica e inizialmente l’unica , nella mia città di residenza, Fano, mi avvicinai ad alcune colleghe Pesaresi per unire le forze e promuovere la nostra professione in sinergia. Ho aperto Il mio primo studio a Pesaro. Il gruppo di professioniste più motivate della zona ha mosso i passi verso una azione concreta di visibilità nel nostro territorio attraverso un convegno dal titolo “Strategie di aiuto alle persona”.
Nel frattempo iniziai la proficua collaborazione con gli studi legali , aiutata dal mio compagno di vita, Avvocato e Giudice Onorario, costituendo finalmente a Fano nel cuore del centro storico, uno Studio Pedagogico Clinico e legale , con la possibilità, per il cliente, di attivare percorsi e consulenze integrate pedagogiche e legali , su richiesta, anche insieme oltre che consulenze tecniche di parte.
Dopo la emanazione della legge sull’affido condiviso del 2006, ho elaborato un percorso educativo rivolto alle coppie separate o in fase di separazione al fine di costruire insieme il progetto educativo familiare come assunto-base da cui partire per stabilire il genitore collocatario , le condizioni , le priorità da assolvere e le visite dei figli. Parallelamente sono diventata Docente nella Formazione per i Pedagogisti Clinici, esperienza che ho scelto di circoscrivere solo nella mia regione. Sono stata co-autrice e autrice di pubblicazioni. Contemporaneamente a questi ambiti di intervento educativo, ho approfondito e sviluppato l’azione educativa del Pedagogista Clinico® a scuola e in classe, attingendo anche alla mia esperienza pregressa di insegnante di Pedagogia, filosofia e Psicologia.
Ho attivato e svolto il coordinamento di sportelli di ascolto per diversi cicli scolastici , scegliendo di concentrare la mia osservazione e azione alla scuola secondaria di primo grado, progettando uno sportello d’ascolto mirato a offrire uno spazio di confronto ai ragazzi ,uno spazio di consulenza agli insegnanti e uno spazio di intervento specifico , su richiesta, con il gruppo-classe. Per quasi dieci anni circa ho avuto la possibilità di mettere a punto e riformulare questo progetto, nello stesso plesso, con le dovute integrazioni e modifiche, risultato delle osservazioni su campo, che di anno in anno , diventavano sempre più arrichihite e mirate, riscontrando ricadute positive in termini di soddisfazione del servizio ed anche in termini di iscrizioni all’Istituto scolastico stesso.
Negli ultimi otto anni di attività professionale la mia azione ha esteso il suo interesse verso l’arte del teatro. Nello specifico ho iniziato una ricerca pedagogica che passa attraverso l’esperienza teatrale in prima persona , rivolta a scandagliare i meccanismi che soggiaciono all’ empowerment personale che il fare teatro genera, con l’intento di traslarli in ambito Pedagogico-Clinico, cioè nella relazione di aiuto alla persona e al gruppo.
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