Non sto esercitando la professione, tuttavia la frequenza al master e lo studio di questa materia mi hanno permesso di aprire i miei orizzonti e di comprendere meglio l’utenza che bussa tutt’ora nel mio ufficio. Questa formazione mi ha portato molta fortuna in quanto, a suo tempo, mi sono iscritta per avere più possibilità di entrare nel mondo del lavoro. Mi ero già laureata come educatore professionale e stavo concludendo la laurea magistrale nel coordinamento. Poi ho scoperto questa professione, molto interessante, a cui mi sono avvicinata con curiosità. Non appena l’ho conclusa, sono arrivate le prime offerte di lavoro che mi hanno portato a lavorare con utenti, per me, inaspettati: pensavo di lavorare coi bambini o gli adolescenti e invece ho svolto delle gratificanti esperienze con gli anziani e nella disabilità adulta. In questo percorso la forma mentis appresa al master di pedagogia clinica ha contribuito ad arricchire le mie competenze da educatore e mi ha portato ad emergere in campo lavorativo con risultati soddisfacenti. Adesso lavoro presso l’ulss 5 Polesana come educatore professionale, in particolare nel SIL (Servizio Integrazione Lavorativa) in Disabilità Adulta. Mi sento abbastanza soddisfatta.
Sto continuando a versare la quota annuale per mantenere il titolo di Pedagogista Clinico® perché non vorrei precludermi, in futuro, la possibilità di rimettermi in gioco in questa professione. Spero che questo sia possibile. Ammetto che sono carente nella formazione proposta da Anpec, anche perché mi sto formando su materie strettamente legate alla quotidianità del lavoro che affronto. Ci tengo a ringraziare Guido Pesci e la dott.ssa Marta Mani per il percorso che ho svolto, in particolare ricordo con piacere i giorni trascorsi a Montevarchi, arricchenti in tutti gli aspetti, professionali e non.

