Eugen Galasso

Era l’anno 2000, in marzo; all’epoca frequentavo a Firenze un corso postuniversitario, dopo vari studi (filosofia, pedagogia, lettere, magistero di scienze religiose-l’unico studio non conseguito a Firenze- e a Bolzano insegnavo in un liceo linguistico, essendo di ruolo già da anni.  Francamente ero ancora molto colpito dalla morte, avvenuta un anno prima, di mia madre. Dolore a parte, da figlio unico e orfano di padre da molti anni,  senza una relazione sentimentale vera e propria, avevo altri “grilli pel hapo” ma una reclame vista nella galleria della stazione Santa Maria Novella mi aveva colpito: “Diamine, non è il solito corso di pedagogia”.  avevo pensato e  in seguito avevo preso informazioni in segreteria ANPEC e il quadro si era fatto più chiaro.

Esperienze formative
Avevo iniziato a seguire i corsi in ottobre -novembre dell’anno in questione ed era un anno “particolare”, anche perché  mi stavo sposando dopo vari tentennamenti, ma ero anche impegnato in uno sciopero della fame contro la discriminazione etnica in Sudtirolo… Corsi che, tenuti brillantemente dal prof, Pesci come dagli/dalle altri/e docenti, mi avevano aperto una visione “altra” (the other side of the pedagogy, viene da dire), intensificatasi con il susseguirsi delle proposte, fino a una definizione di tesi.
Nell’anno 2002 (stavo redigendo la tesi) in estate un grave lutto personale (la morte del prof.Luigi Baldacci, cui ero molto legato) mi mette in crisi, ma mi riprendo con uno “scatto di volonta’” (espressione molto discutibile psicologicamente, ma in questo caso espressiva, credo) e la tesi viene alla luce, orientandomi poi anche per il corso successivo di Reflecting®  e quello per divenire formatore in Disegno Onirico  e per altre formazioni connesse, in particolare (ma non solo) Interart®

Esperienze professionali
Da allora, tra l’altro, ho condotto vari gruppi di disegno onirico a Bologna, presso l’Università di Milano, a Firenze, Bolzano, Merano, in Basilicata (provincia di Potenza, fatico a ricordare il nome della località), in provincia di Bari, ma anche come Reflector® mi sono mosso non poco rivolgendomi a studenti, docenti (formazione docenti, in particolare), attori di teatro, musicisti, ma anche a gruppi di persone di professione e età diverse.
Naturalmente ho portato avanti anche (oltre a recensioni per le nostre riviste: Pedagogia Clinica-Pedagogista Clinico® e Nuovi Orizzonti, e a riflessioni, soprattutto ma non solo sul disegno onirico, anche l’attività di Reflector®, accorgendomi, però che qualche persona, soprattutto  se impegnata in attività pedagogiche, anche in ruoli importanti, cercava (cerca) di rubare le modalità operative del metodo in questione, senza interessarsi in alcun modo alle premesse teoriche dello stesso.  Negli ultimi tempi, per seri motivi di salute, ho dovuto ridurre la mia attività, ma non al punto da non avere più esperienze su cui riflettere, proponendo talora tali riflessioni alle nostre riviste.