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Formazione personale del Pedagogista Clinico®

luglio 31, 2018
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personale okIl Pedagogista Clinico® è un professionista che per intervenire in aiuto della persona intraprende una specifica formazione che gli permette di acquisire abilità e disponibilità nella relazione. Attraverso una serie di esperienze che gli consentono di superare gli schermi protettivi che mediano un rapporto formale e artificiale, egli arriva a scoprire le possibilità di comunicazione con l’altro. Questi vissuti polimorfici originati da situazioni diverse ricostruite e riunite come un mosaico portano alla coscienza del corpo e alla padronanza costante di ogni espressività. Il Pedagogista Clinico segue dunque percorsi capaci di aiutare a leggere, analizzare e giustificare ogni istanza senso-percettiva, organizzativo-motoria ed emotivo-relazionale, vie di accesso al proprio schema corporeo e all’immagine di sé.

Il concerto di esperienze che caratterizza la sua formazione personale gli garantisce di vivere e partecipare situazioni diverse che gli assicurano la consapevolezza di ogni parte di sé, nonché di sentire tutto ciò che lo condiziona e ne limita l’immagine ideale. In tal modo le resistenze vengono superate e lasciano il posto a un senso di sicurezza e di padronanza adatto a fare evolvere il piacere e ad aprire la via a contenuti affettivi ed emozionali. Il corpo è fenomeno psichico e testimone rassicurante dell’unità dell’individuo e il Pedagogista Clinico struttura attraverso la sua formazione personale un processo di unificazione dell’Io e di realizzazione o acquisizione del senso di realtà che conduce a un equilibrio in cui mentale e corporeo sono studiati o interpretati in termini di coesistenza dialettica, come momenti variabili di una esperienza unitaria. In tale ottica la realtà corporea è interpretata come esistenza, come presenza, come essenza di “significatività”.

Nel percorso di formazione personale del Pedagogista Clinico, al cammino per la conquista di un corpo abitato e significante si aggiunge un viaggio dinamico e interessante di esplorazione della profondità dell’essere, che comporta una trasformazione dei comportamenti e una scoperta di territori inesplorati latenti. In questo viaggio non si percorre un’unica strada, poiché sono tante le vie che, partendo dal valore principale, permettono di raggiungere la meta dell’armonia interiore che rende l’uomo persona insieme ad altre persone. Le esperienze che formano il Pedagogista Clinico sono sempre vissute in situazione gruppale, in quanto le energie del gruppo vengono utilizzate per un lavoro rivolto a favorire la creatività e a liberare il flusso energetico necessario per aprire la strada alla profondità di ciascuno e alla manifestazione di abilità e potenzialità latenti.

La dinamica di gruppo tende a sviluppare la conoscenza della natura della vita collettiva, si occupa delle interrelazioni e di trovare condizioni sempre più soddisfacenti per la persona. Essa altresì rende più facile la comunicazione, la provoca, la favorisce, apre l’Io al tu e al noi, conduce a un autentico scambio di esperienze, pensieri, pareri; è un comunicare per condividere attraverso i ruoli in atto in una determinata situazione, e favorire l’interazione tra i membri affinché possano esprimersi senza difficoltà né barriere. Sentirsi parte di un gruppo è molto di più che condividere alcuni momenti con gli altri. Integrarsi vuol dire percorrere la strada dell’incontro che può portare a realizzazioni comuni; per il Pedagogista Clinico significa consolidare gli obiettivi e le mete. Egli viene aiutato anche da esperienze che sviluppano facoltà intuitive in armonia con quelle razionali e che gli permettono di trovare soluzioni e risposte adeguate alle situazioni. Queste esperienze si basano su tecniche espressive che hanno lo scopo di entrare nel regno del simbolo per far germinare sempre più la ricchezza interiore profonda e mettere in atto, in modo sempre più coerente la danza delle polarità presenti nella nostra vita – amare-essere amato, dare-ricevere –, senza cristallizzazioni o frammentazioni dei pensieri, concetti, modelli, ma anzi riscattandoli da rigidi condizionamenti. Il simbolo stimola la creatività la possibilità di risolvere i conflitti in un modo nuovo, non ripetitivo né coatto, dà l’opportunità di integrare nuovi contenuti nella coscienza, nuove soluzioni ai problemi, provocando un arricchimento e una trasformazione della vita psichica. Esso è capace di far vibrare tanto il pensiero quanto il sentimento; trova la sua origine nella creatività, in quell’attività dell’immaginazione creativa, che, con la sua inesauribile progettualità, con la sua attitudine a riunire gli opposti, è capace di aprire una ricchezza di senso che la prospettiva razionale-scientifica ignora. Tale creatività è una realtà che dà valore e colore alla vita, arricchisce l’individuo, consentendogli di sentirsi degno di stima.

Tante dinamiche, tante occasioni esperienziali che, nell’interazione del gruppo, offrono al Pedagogista Clinico l’opportunità di muovere, liberando le pulsioni e intraprendendo un lavoro di improvvisazione-creazione, all’esplorazione del corpo e personale, alla ricerca del corpo originario. Esse costituiscono altresì degli stimoli per scoprire ed elaborare forme di pensiero e di ragionamento ogni volta più profonde e complesse. Sono strategie rivolte ad allontanare il timore, la paura, la rassegnazione, per lasciare il posto alla fiducia, al coraggio, raggiungere nuove prospettive, motivazioni, atteggiamenti, che il Pedagogista Clinico, in un intergioco dialettico di interiorità-esteriorità, utilizzerà creativamente.

Marta Mani

 


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