Francesca Bruni

Mi sono laureata nel 1996 in Pedagogia presso l’Università di Bologna.
La mia prima formazione in Pedagogia Clinica risale al 1999. Dopo avere discusso la tesi, ho aperto uno studio professionale in cui ho potuto metter in pratica tutti gli insegnamenti appresi.
L’inizio non è stato facile, non mi conosceva nessuno e la parola “Pedagogista” per molti non significava nulla. Per non parlare dell’accezione “clinica”. Ricordo ancora che il funzionario del Comune ha preteso che nell’insegna posta all’esterno dello studio, sotto la dicitura “Pedagogista Clinico”, facessi scrivere “attività non sanitaria”. Per non parlare di quando mi chiamò una signora che pensava fossi una “podologa”.
A ripensarci adesso, a distanza di anni, mi viene da sorridere, ma ricordo l’amarezza provata in quei frangenti, al dubbio che avessi fatto la scelta giusta. Fortunatamente, ho deciso di andare avanti e nel mio cammino ho incontrato persone meravigliose che hanno avuto fiducia in me e che, una volta terminato il loro percorso, ancora mi scrivono anche solo per un saluto.
Purtroppo, però, la vita riserva delle sorprese e dopo qualche anno mi sono vista costretta ad interrompere l’attività a causa di problemi di natura personale e famigliare.
Nel 2022, risolte tali difficoltà, ho voluto riprendere l’attività professionale e ho deciso di intraprendere nuovamente questo percorso, essendo consapevole che si erano aggiunte nuove tecniche e strumentazioni di cui non ero a conoscenza e che erano indispensabili per poter svolgere al meglio la professione. Ho finalmente ripreso a fare quello che veramente mi piace: lavorare con la persona nella sua globalità, accompagnandola in ogni suo passo, aiutandola a conquistare le abilità necessarie per un’esistenza equilibrata e appagante.
Ho potute mettere in pratica le tecniche della Pedagogia Clinica anche all’interno della scuola dove lavoro come educatrice per l’integrazione e mi sono state molto utili nell’entrare in relazione con i ragazzi che seguo, e ad aiutarli nell’apertura verso il mondo.
La formazione, quindi, non mi ha dato solo le competenze di una professione, ma mi ha aiutato ad entrare in relazione con l’altro, ad accettare ogni sua piccola sfaccettatura, a creare con l’altro un rapporto simpatetico che rende tutto più funzionale ed efficace.