Francesca Cartellà

A marzo 2007 avevo raggiunto un obiettivo importante: la mia laurea in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Messina con il massimo dei voti e tanto di Lode. Tanti anni di studi e sacrifici è vero, ma mi sentivo disorientata sul mio cammino futuro.

Esperienza formativa
Per un caso ricevetti, dopo appena due settimane dalla mia laurea, una brochure della Scuola di Pedagogia Clinica e rimasi colpita da quel messaggio di aiuto alla persona di ogni età che veniva richiamato nel profilo aiuto alla persona  del Pedagogista Clinico®.
Decisi di fare l’iscrizione e fui inserita nel gruppo di Bari per il primo week di formazione: era dicembre 2007 ed io, carica di entusiasmo, partì dalla mia Calabria con l’intento di abbracciare una professione che mi avrebbe dato strumenti concreti di lavoro e aperto nuovi orizzonti con un approccio rivolto alla persona.
In quei giorni intensi di formazione l’incontro con il prof. Guido Pesci (padre della Pedagogia Clinica) segnò una vera svolta nella mia vita professionale e umana. Nonostante fossi piena di timori riguardo all’impegno che mi si chiedeva per la formazione, essendo poi l’unica calabrese in quel gruppo (ero smarrita perché credevo che non avrei avuto colleghi sul territorio per condividere e confrontarmi),  al termine di quelle tre giornate arrivò la frase giusta per me da parte del nostro Presidente ANPEC: farai cose grandi proseguendo tale cammino e con la Pedagogia Clinica costruirai un ponte tra la Calabria e la Toscana… non dimenticare che siamo tutti imprenditori di noi stessi !
I mesi passavano e da lì a poco mi unii al gruppo di formazione a Catania, per essere più vicina a casa e gestire meglio le mie energie (pure in questo mi sentii accolta e accompagnata dall’ ISFAR e da tutta l’ANPEC). I vari moduli che sperimentavo nei fine settimana erano sempre più una innovazione per me: metodi e strategie di aiuto educativo, una pedagogia che andava oltre l’infanzia e l’adolescenza ma si occupava della persona in crescita per favorire il raggiungimento di un equilibrio laddove si riscontravano condizioni di difficoltà e di disagio.

Dalla formazione alla professione
Poco prima della stesura della mia tesi in Pedagogia Clinica iniziai a proporre a titolo gratuito, alle varie associazioni del territorio,  progetti pedagogico clinici al fine di far conoscere la nostra scienza: da lì a breve ci fu l’occasione di iniziare a lavorare per l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (sez. di Reggio Calabria). Il Presidente dell’UIC mi contattò perché nel mio curriculum diede lettura della formazione in Pedagogia Clinica e dopo un colloquio mi affidò un bambino ipovedente di 6 anni per un’assistenza domiciliare, che diversi operatori avevano rifutato a causa di una ipercinesi, che creava difficoltà maggiori a scuola, in quanto “ingestibile”. Una grande sfida che diede frutti buoni e divenne la mia tesi finale.
Nel 2010 chiesi di poter attivare una sezione Provinciale  ANPEC: eravamo in tutto 12 soci alla prima assemblea, in cui mi fu affidato l’incarico di Direttore.
Pochi ma buoni pensai!

In Professione
Nello stesso anno, con grande entusiamo e anche tante paure, aprii lo studio di Pedagogia Clinica nella mia città: il primo in assoluto a Reggio Calabria. Lavorai inizialmente solo con un bambino per circa nove mesi che arrivò da me con una diagnosi di ADHD…e da quel momento di fronte ai cambiamenti positivi del bambino, le scuole mi contattavo per conoscere il mio approccio.
A distanza di qualche anno la sez. Prov.le ANPEC divenne una sezione Regionale, e in un’assemblea a Salerno nuovamente mi fu rinnovato l’incarico di Direttore ANPEC Calabria.
Sottoscrissi in tempi brevi un protocollo d’intesa con l’ Istituto Comprensivo di Reggio Calabria, la Provincia e l’A.N.DI.S (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici): ne seguirono altri 14 protocolli con scuole di Provincia e Regione e vari enti istituzionali.
Organizzai il primo Convegno ANPEC nel 2012 e la partecipazione fu incredibile: 500 persone interessati al nostro lavoro. Ne seguirono altri sui Bisogni Educativi Speciali, con il coinvolgimento di diverse figure professionali e in tutte le volte che ci siamo presentati sul territorio abbiamo avuto apprezzamenti e grande partecipazione (ad un convegno arrivammo a quasi 1000 partecipanti!).
Oggi il mio studio è sempre attivo e fatico a gestire le richieste! Grazie alla Pedagogia Clinica per le competenze acquisite, partecipo con i colleghi a bandi nelle scuole per la formazione docenti; attualmente coordino un Centro Diurno per minori e un servizio di A.D.M (Assistenza Domiciliare Minori) per Fondazione “La Provvidenza”, cooperativa convenzionata dai servizi sociali del Comune di Reggio Calabria. Dall’anno 2009 sono Pedagogista Clinico® e Psicomotricista Funzionale nell’ODV AGIDUEMILA, che si occupa di laboratori diurni per persone adulte con disabilità psichica e motoria.
Potrei scrivere un libro per lasciar traccia del mio cammino con la Pedagogia Clinica… il mio grazie va al Prof. Guido Pesci, ai soci ANPEC e a tutti i componenti ISFAR, di cui mi sento “figlia”.