Francesca Marino

Parlare del mio incontro con la Pedagogia Clinica riapre alla mente il lungo processo di crescita professionale avviato subito dopo aver conseguito la laurea in Scienze dell’Educazione ad indirizzo “Esperti nei processi di Formazione” presso l’Università di Catania con il massimo dei voti e la lode.
Incontro con la Pedagogia Clinica
I miei interessi fin da bambina sono stati rivolti alla persona, all’aiuto dell’altro e, mentre crescevo in un’assolata Sicilia tra i banchi di scuola, all’Università e alla Scuola Biennale di specializzazione per il sostegno di Siracusa, prendeva piedi in terra Toscana il Movimento dei Pedagogisti Clinici e la professione di Pedagogista Clinico® che avrebbe concesso al mio desiderio di diventare realtà.
Preso il diploma magistrale, ho conseguito nel 1999 l’abilitazione per l’insegnamento, sia nella scuola primaria sia in quella dell’infanzia, e l’anno dopo il diploma di specializzazione per l’esercizio delle attività di sostegno che mi ha permesso molto giovane di lavorare come docente specializzato. Tuttavia, la scorta delle conoscenze teoriche acquisite, il periodo di tirocinio e di lavoro presso la scuola primaria non soddisfacevano le mie attese, non consentivano di sentirmi attiva, di esprimere appieno la mia essenza di educatore e formatore. Maturavo il mio malessere e la voglia di un nuovo cambiamento quando la mia attenzione fu catturata da una locandina dell’ISFAR® affissa nella bacheca dell’Università.
Il mio essere irrequieta, curiosa e determinata negli studi da intraprendere ha influito su ogni scelta, conducendomi senza indugio verso la strada post-laurea della formazione come Pedagogista Clinico®. È stata la svolta che cercavo!
Esperienza formativa
Inizia il mio cammino da novella sposa qual ero nel novembre del 2006 e, durante il nostro primo giorno, ci fu detto che la figura del Pedagogista Clinico® era attiva da ben 32 primavere. “Poco più dei miei anni”, pensai, “giovane questa disciplina” ricordo di aver commentato, e così mi avvicinai a conoscere ed apprezzare questa meravigliosa “scientia magna” dell’arte educativa, con il suo lemmario, autonoma, duttile, dinamica, flessibile e attiva.
Il professore Guido Pesci, padre fondatore nel 1974 della Pedagogia Clinica, catturò in aula la mia attenzione e con il suo fare efficace, diretto, carismatico, non convenzionale, tramutò quel primo faticoso fine settimana conoscitivo e di presentazione della professione e dei principi fondamentali in un interminabile desiderio di conoscenza, di nuove sollecitazioni, stimoli, riflessioni. Il termine “clinico” accostato alla Pedagogia identificò subito la disciplina che avevo scelto di amare e di sposare con il suo principio cardine di “aiuto alla persona” di ogni età, dalla coppia al gruppo, per mezzo di attenzioni educative.
Mi innamorai dell’essere un professionista che si muove sul piano educativo, che pone al centro la persona e che lavora sulla globalità della stessa in rapporto e nel confronto con l’ambiente. Da quel primo incontro in aula ne sono seguiti altri con insigni figure professionali che hanno contribuito alla mia formazione targata Isfar. Con immensa stima e riconoscimento ricordo gli incontri con il professore Sergio Gaiffi, del professore Antonio Viviani, della professoressa Maria Raugna, Paola Ricci, Letizia Bulli, Marta Mani, del grande professor Giuseppe Talamucci e della stimata Anna Pesci, durante le settimane intensive nella splendida sede estiva di Montevarchi. Mediante il loro prezioso contributo ho avuto modo di indirizzare i miei successivi interventi al vasto panorama dei bisogni educativi della persona, facendo ricorso a modalità conoscitive, a metodi e tecniche, strumentari propri ed esclusivi, coperti da marchi registrati, brevetti e copyright, finalizzati ad aiutare la persona a liberarsi dal disagio psicofisico e socio-relazionale, a ripristinare in sé nuovi equilibri e nuove disponibilità.
I due anni di formazione sono stati vissuti intensamente sia per gli incontri rivolti alla preparazione personale che per la parte dedicata alla metodologia, estremamente pratica, sostanziata da una giusta parte teorica, mai cristallizzata in routine.
Il mio primo percorso formativo si è concluso a Firenze formalmente con la discussione della tesi il giorno del 1° compleanno del mio primogenito. Nel frattempo, la mia famiglia si era allargata e contestualmente anche il mio “Io” era pronto, disponibile ad accogliere tutte le famiglie che di lì a breve avrebbero richiesto un mio intervento pedagogico clinico e mi mostravo consapevolmente pronta a trovare le risposte necessarie al vasto panorama dei bisogni educativi dell’individuo.
Dal gennaio del 2009, sostanziata e sorretta dai principi cardini della Pedagogia Clinica, ho continuato a lavorare sia a scuola, come insegnante di ruolo nella scuola primaria, passando negli anni dal posto di sostegno al posto comune, sia nel mio studio privato, come Pedagogista Cclinico®. La scuola è stata una palestra di lavoro, il luogo in cui ho mosso i miei primi passi in una città di provincia, Pachino, ove non si conosceva tale scienza, ma che ha mostrato fiducia e apertura a questa nuova figura. Ho iniziato così a promuovere la professione in un territorio ancora vergine, ma pronto ad accogliere e valorizzare la validità dei risultati. L’apertura di sportelli di ascolto, la promozione attraverso la realizzazione di laboratori negli spazi Unicef, la partecipazione come esperto esterno dei progetti Pon, la collaborazione con associazioni culturali e educative e le consulenze genitoriali sono state, infatti, grandi opportunità per applicare fin da subito la pratica pedagogica clinica e confermare la validità della formazione.
Dai primi riscontri positivi osservati è stato evidente che la metodologia acquisita ed applicata nel quotidiano in studio porta la persona a trarre forza, risposte, energia dentro di sé, motivazione, cambiamento. Non ho mai terminato la mia formazione personale; dal 2009 ho pensato di specializzarmi come Reflector® e successivamente come CTP e CTU, titolo che mi ha dato la possibilità di iscrivermi presso il tribunale di Siracusa. Seguendo il concetto di rispetto della globalità e dell’unità psicofisica dell’individuo di Jean Le Boulch e dell’importanza di educare il corpo attraverso il movimento e migliorare così per vie elettive atteggiamenti e comportamenti utili per un esprimersi e un comunicare efficace e testimoniale di sé, ho ritenuto interessante formarmi altresì come Psicomotricista Funzionale®, titolo ottenuto con grande fatica nel 2016 a seguito del mio parto gemellare. Dopo due mesi, mi è stata affidata la direzione della sezione ASPIF regione Sicilia abbastanza attiva nel definire protocolli d’intesa con le scuole del territorio.
In professione
Da quando ho iniziato a muovere i primi passi come professionista ho maturato differenti abilità nell’attuare interventi educativi in aiuto a soggetti di ogni età attenendomi alle reali esigenze della persona nella sua globalità, riconoscendola artefice della propria evoluzione. Ho avuto modo di conoscere e confrontarmi con colleghi di tutta Italia, che nei convegni e negli incontri di formazione e di aggiornamento hanno reso uniche le esperienze formative che sono seguite. Collaboro in equipe con alcuni professionisti della mia zona. Tuttavia, continuo ad apprezzare ciò che ci differenza e sostanzia dalle professioni che seguono un modello sanitario e che operano nei servizi e nei presidi socioeducativi e socioassistenziali.
Ritengo che il considerare l’individuo nella sua interezza, l’attivare e valorizzare, attraverso una valida relazione ogni soggetto, il garantire l’acquisizione di idonee abilità e abitudini sia una peculiarità fondamentale del fare e dell’essere Pedagogista Clinico.