Genitori in attesa

L’attesa è quel “periodo che va dalla nascita biologica (…) fino alla nascita anagrafica o concepimento” (G. Talamucci, Progetto, nascita e sviluppo del bambino, in Pedagogia Clinica n. 11, gennaio-giugno 2005, p. 8). È un’avventura contrassegnata dalla trasformazione; un processo evolutivo caratterizzato da delicati equilibri e ricco di conflitti, tra il desiderio di un figlio e l’ansia del cambiamento.
Parliamo di “genitori in attesa”, per sottolineare come questo periodo venga vissuto sia dalla madre che dal padre in prima persona, da attori protagonisti.
La nostra attenzione, infatti, si concentra non soltanto sulla madre, cui da sempre è riconosciuta un’importanza fondamentale per la vita del bambino – protagonista di un rapporto, allo stesso tempo, di simbiosi e di alterità, essa rappresenta la sua prima culla e il suo primo vero mondo – ma anche sul padre.
Il padre ha, infatti, un ruolo altrettanto fondamentale. Egli possiede una funzione regolatrice, pone le distanze tra madre e bambino e allentando il legame simbiotico, rappresenta il primo ambiente non condiviso; introducendo l’alterità stimola nel bambino l’apertura verso il mondo e lo sviluppo della componente maschile. Egli, se pur escluso dai cambiamenti fisici che interessano la donna, è coinvolto in egual misura dalle innumerevoli trasformazioni psichiche.
Proiettato in un mondo psicologico sconosciuto, il padre è attraversato dagli stessi dubbi, ansie e paure della madre e questi cambiamenti rischiano di destrutturare il suo equilibrio affettivo e sociale, con l’aggravante che l’uomo, a differenza della donna, il più delle volte, non ha un modello di ruolo paterno cui ispirarsi perché, quasi certamente, suo padre non ha fatto, a suo tempo, ciò che ora tutti sembrano aspettarsi da lui.
Il nostro progetto si rivolge ad un gruppo composto da cinque/sei coppie di genitori in attesa e, per la prima volta, entrambi sono protagonisti delle esperienze proposte. Il progetto prevede complessivamente circa 25 ore di attività.
La nostra proposta si colloca, quindi, in un’ottica preventiva; avvalendosi degli strumenti e delle metodologie proprie della Pedagogia Clinica, essa mira alla costruzione di nuovi equilibri, consentendo ai genitori di sviluppare quella forza ergica necessaria a fronteggiare questo evento.
Inizialmente vengono proposte delle esperienze di presentazione con lo scopo di creare e consolidare il gruppo, luogo sicuro e protetto che permette di combattere il senso di solitudine, di smarrimento e di disorientamento con cui i futuri genitori spesso si trovano a convivere. Il gruppo permettendo di condividere un’esperienza così intima, contrasta il tentativo di isolamento e di ripiegamento su se stessa che spesso la coppia mette in atto.
Altre esperienze consentono ai soggetti di sostare sulle proprie dinamiche interiori e di soffermarsi sui cambiamenti in atto mirando alla padronanza e al dominio dell’evento e alla costruzione di un sé genitoriale costruttivo.
Successivamente si propongono alcune attività che stimolano i genitori a pensarsi nel nuovo ruolo che si accingono a ricoprire per prepararsi ad assumerlo, e che permettono loro di costruire quello spazio mentale necessario ad accogliere il nascituro.
L’InterArt®, a tale fine, offre notevoli opportunità. Un’attività interessante riguarda l’impiego dell’ecografia come immagine dalla profonda connotazione emotiva su cui soffermarsi per poi riprodurla. Questa esperienza consente di vedere il bambino con i propri occhi e, per la prima volta, permette al papà di vivere un’esperienza paritaria con la sua compagna.
Anche alla Musicopedagogia® si ispirano diverse esperienze: attività di ascolto, dialogo sonoro, improvvisazione musicale. Attraverso la scoperta di canali di comunicazione alternativi, si attivano forme di relazione che coinvolgono anche il bambino. Egli, infatti, è tutt altro che passivo all’interno di questa relazione, è un essere senziente che percepisce, che ricorda, che comunica, che apprende, così che nel momento in cui viene al mondo ha già accumulato una quantità rilevante di esperienze e di informazioni che condizioneranno il suo futuro sviluppo.
Inoltre, il suono e la vibrazione, prodotti da strumenti di facile impiego, sono utilizzati come mezzo di sollecitazione sensoriale. Anche qui il padre può essere protagonista; egli ripercorre – come in un massaggio tradizionale – tutto il corpo della donna entrando così, contemporaneamente, in relazione anche con il bambino.
Il Training Induttivo® – metodo capace di fronteggiare stress, tensione ed ansia – nel nostro caso, favorisce ad entrambi i componenti il nucleo familiare, ed in modo particolare alle madri, di soffermarsi sul proprio corpo e di prestare maggiore attenzione ai cambiamenti avvenuti, di mettersi in ascolto del proprio bambino e dei messaggi che egli invia. La presa di coscienza del proprio corpo conduce ad un maggior grado di accettazione, passaggio indispensabile nel processo di costruzione di una nuova immagine di sé.
Infine, attraverso le Fantasmagorie il soggetto riscopre dentro di sé delle forze, degli strumenti e delle risorse che aveva dimenticato di possedere, e acquisisce maggiore fiducia nella sua capacità di riuscire a raggiungere, con successo, gli obiettivi desiderati. In questa occasione, la costruzione di una nuova immagine di sé aiuta i coniugi a prepararsi al ruolo di genitori, allontanando le paure che questa nuova responsabilità comporta, permette di raggiungere una maggiore coscienza delle proprie risorse, dà serenità e sicurezza.
Il nostro progetto considera quindi l’attesa come un momento di coppia, anzi, come una straordinaria esperienza a tre, dove ognuno dei tre protagonisti ha un ruolo e allo stesso tempo, un vissuto esclusivo ed integrato.
La Pedagogia Clinica si pone come processo di crescita dell’essere umano, affinché egli possa affrontare con consapevolezza e coscienza le nuove situazioni che gli si presentano nei diversi momenti della sua vita. Essa aiuta, così, i genitori a raggiungere un grado di maggiore consapevolezza dei propri sentimenti e dei propri bisogni, ripristina nuovi equilibri e permettere di creare i presupposti per una futura relazione significativa.

Francesca Molica
Pedagogista Clinico®
Giovanna Siciliano
Pedagogista Clinico®