Gerardo Pistillo

All’inizio del nuovo  millennio, mentre mi accingevo a preparare la mia tesi di laurea, ebbi l’occasione di fare la conoscenza degli scritti del prof. Guido Pesci. Avrei conseguito la laurea in Scienze dell’Educazione nel dicembre del 2006, certamente consapevole di dover profondere ulteriormente il mio impegno nell’analisi delle categorie di “Cura” e di “Clinica” e nella comprensione della loro natura pedagogica.

Esperienza formativa
Ne seguì così nell’immediato, la partecipazione, nell’estate del 2007, al “Corso di formazione per la professione di Pedagogista Clinico®”, tenutosi per tre giorni intensivi nella splendida e amena sede di Montevarchi, dove per la prima volta ebbi l’onore di conoscere, oltre agli altri docenti, Guido Pesci. Il corso, tenuto dall’ISFAR, si rivelò per me catartico e trasformativo, al punto da alimentare l’intenzione di proseguire in esperienze analoghe. Nei mesi successivi, fui poi nella condizione di poter raccogliere le opinioni e le impressioni dei colleghi che avevano già conseguito il titolo di Pedagogista Clinico®, tutti concordi nel definire il relativo percorso di formazione svolto “eccellente”, “innovativo”, “creativo”, “arricchente”, ecc.
Giunse così il momento di varcare la soglia! Dopo aver effettuato l’iscrizione, nell’autunno del 2007 mi recai a Napoli per la prima lezione di Pedagogia Clinica , ritrovandomi nel gruppo con cui avrei poi proseguito la formazione nella splendida cornice di Cava de’ Tirreni. Sin dal primo momento compresi di aver trovato quel che cercavo, avendo avuto modo, sin da subito, di saggiare la statura professionale e umana del prof. Guido Pesci e della prof.ssa Marta Mani.
Il percorso, di tipo esperienziale, si sarebbe rivelato altamente formativo, sostanziato da riflessioni profonde sulla fenomenologia dell’educazione, sulla corporeità vissuta come dimensione ancestrale dell’umano, sulla comunicazione come perno della relazione educativa e di aiuto, ecc., impreziosito inoltre da un “saper fare” pratico e dall’acquisizione di stili operativi concretamente determinati, da un nuovo modo di concepire la ricerca sperimentale e la pratica professionale. Ne sarebbe conseguita, inoltre, la possibilità di ridefinire con maggiore pervicacia e acume, al di là dei tanti temi di epistemologia pedagogica già esplorati, i capisaldi che avrebbero dovuto corroborare, dal punto di vista metodologico, un nuovo corredo e un nuovo assetto di tecniche e metodi.

Dall’esperienza formativa agli impegni professionali
E ricordo con grande trasporto i giorni trascorsi con i colleghi e il fervore e l’impegno, la passione e la voglia di sperimentare. Il percorso, nella sua interezza rivelatosi illuminante, ha generato nel tempo proficue intese, poi tradottesi in collaborazioni feconde, in iniziative divulgative e nella partecipazione ad una serie di eventi di grande rilievo, tra cui il Congresso Mondiale di Pedagogia Clinica , tenutosi nel 2014 a Firenze, il Ciclo di seminari “Incontriamo la Pedagogia Clinica ”, svoltosi nel 2016 presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena e, da ultimo, la pubblicazione, a cura di Armando Editore, del Libro Bianco ANPEC intitolato Ministero dell’Educazione Vs Ministero dell’Istruzione, presentato a Roma, in  occasione della fiera “Più libri più liberi”, nel dicembre del 2022.
Lo studio approfondito della Pedagogia Clinica e del corredo di tecniche e di metodi distintivi, propri ed esclusivi, di cui essa si sostanzia, mi ha permesso di comprendere più a fondo il valore dell’interdisciplinarità, insieme alla necessità di dovere risolvere ogni ambiguità e confusione di sorta tra ambiti di ricerca della pedagogia tra di loro distanti. Ho maturato così nel tempo la consapevolezza di dover definire i tratti costitutivi di una scienza educativa la cui identità statutaria è radicalmente diversa da quella di altre pedagogie definite, indebitamente, “cliniche”. Ne è scaturita nel tempo l’esigenza di distinguere, anche sul campo, la Pedagogia Clinica da ogni forma di pedagogia sanitaria, speciale o emendativa, così come da ogni verbo-centrica “pedagogia narrativa”, dalla pedagogia sociale e da ogni tipologia di “clinica” della formazione.