Giovanna Cavalluzzi

Ho iniziato il mio percorso professionale come docente nella scuola elementare. Siamo negli anni ’70. Il mio impegno fu messo a dura prova quando mi assegnarono ad una scuola di Bari in un quartiere «delicatissimo» sotto tutti i punti di vista……e fu in quel momento che capii che avevo bisogno di ampliare le mie competenze e quindi: Laurea in Pedagogia con tesi sperimentale ad indirizzo psicologico «dal linguaggio grafico a al linguaggio scritto » in una terza elementare; corso biennale di perfezionamento in «psicopedagogia» c/o l’università di Pescara….dal 1975 in poi mi sono giocata le vacanze frequentando corsi di aggiornamento: Roma, Milano, Orvieto, Ferrara, Torino, Trento….investendo tempo e denaro….ma ne valeva la pena….perché mi dovevo confrontare quotidianamente con persone bisognose di aiuto…..e fu in questo «girovagare che venni a conoscenza di un master biennale, poi diventato triennale, in Pedagogia Clinica a Firenze. Se non erro, partecipai al 1°corso, al suo battesimo. Qui ho incontrato professionisti di alto livello e professionale e umano…e come non citare il Professor Guido Pesci al quale va tutta la mia riconoscenza, perché mi ha permesso, con le sue proposte di formazione, di interagire con le persone che direttamente o indirettamente si rivolgevano a me, in modo adeguato e specifico. Ogni volta, dagli incontri, me ne tornavo a casa non solo con teorie aggiornate ma con bagagli esperienziali reali ed investibili da offrire agli utenti. Acquisii anche la qualifica di «supervisore” in Pedagogia Clinica. Partecipazione ampia ai molti corsi di aggiornamento sulle metodologie proprie della Pedagogia Clinica.
L’input trainante era dato dalle problematiche scolastiche a livello comporta mentale, di apprendimento, relazionali. L’intervento comprendeva fasce di età varie: dalla scuola d’infanzia agli adulti di riferimento (familiari – docenti). All’interno del GLIP, Gruppo di Lavoro Interdisciplinare Programmatico per alunni in situazione di handicap, (composto da assistente sociale, psicologo, neurologo, neuropsichiatra rappresentante della famiglia e della scuola ente comunale), mi aggiunsi come Pedagogista Clinico, che x la prima volta interagiva con gli specialisti altri; all’interno del gruppo ho dato un’impronta marcata per rispondere ai bisogni educativi di ogni persona, valorizzando la pratica pedagogica della gestione mentale e soprattutto per far conoscere la nuova professione quale, appunto, il Pedagogista Clinico, con indirizzi, approcci, strumenti d’intervento propri…In netta opposizione ad ogni criterio sanitarizzante. Per fortuna e con l’impegno e la professionalità maturata, í risultati mi han dato, ragione permettendo la conoscenza più’ ampia del Pedagogista Clinico e del suo stare con l’altro, nel rispetto della persona che si ha di fronte, accanto. ll mio impegno si è profuso nella scuola a Grumo Appula, Bari, Palo del Colle dove ero impegnata allo sportello di ascolto al mattino e nel pomeriggio per moltissimo tempo fino al 2009. Poi ho continuato sempre nelle scuole, all’università, e a Grumo mio paese di residenza.
Le gioie, le soddisfazioni di veder ritornare a sorridere le persone che da me erano venute a chiedere aiuto, mi hanno ripagata e mi ripagano in modo efficace delle energie messe in atto.