Giuliana Cignini

Vorrei raccontarvi il mio percorso di scelta e formazione professionale in Pedagogia clinicapresso Isfar di Firenze.In quegli anni, stavo lavorando presso il Servizio Sociale Comunale come Pedagogista nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, del Distretto Socio-Sanitario di appartenenza. Il progetto era finanziato con i fondi della Legge 328/2000, che si occupava di Prevenzione al disagio giovanile attraverso l’attivazione di Centri di Ascolto e la conduzione di gruppi di lavoro nelle classi in cui gli insegnanti ritenevano opportuno effettuarli. Ero inserita in una equipe multidisciplinare e collaboravo con psicologi/psicoterapeuti, assistenti sociali. La supervisione era condotta dal nostro dirigente psicologo. Nell’espletare il mandato lavorativo, avvertii l’esigenza di acquisire una metodologia che fosse funzionale alle mie esigenze professionali. Conducendo una ricerca mirata nel web, tra le tante opportunità formative, scelsi la formazione post laurea in Pedagogia Clinica Leggendo attentamente il programma, capii che avrei potuto ricevere una formazione personale oltre che professionale. Tale corso di formazione mi avrebbe fornito l’acquisizione di metodologie e metodi rispondenti alle mie necessità lavorative e non solo. Sinceramente non ci fu mai una scelta più esatta di questa. Nei tre anni di esperienza personale e formazione professionale, ho avuto occasione di confrontarmi con colleghi, che a vario titolo, stavano svolgendo attività simili alla mia su tutto il territorio italiano. Le due esperienze formative svoltesi in presenza nella sede di Montevarchi, cosiddette settimane di formazione intensiva, hanno costituito un punto cruciale e focale nella mia crescita. Lo stare e il sostare insieme in gruppo nella condivisione di esperienze e vissuti personali hanno lasciato un’impronta che porto dentro di me e che custodisco tra i ricordi più cari ed “emozionanti” della mia storia personale. Un sincero ringraziamento a tutti i professori che ci hanno guidato e supportato nel cammino istruttivo e formativo. Non voglio fare nomi per evitare di dimenticare qualcuno. Vorrei riservare un carissimo ricordo della professoressa Anna Pesci che con la sua esperienza ci ha donato molto. Nel gennaio 2012 presso la sede Isfar di Firenze, davanti alla commissione d’esame con la presidenza del professor Guido Pesci, conseguii il titolo di Pedagogista Clinico® e l’iscrizione all’Elenco dei Pedagogisti Clinici, La ricaduta del corso nello svolgimento del mio incarico professionale fu molto rilevante. La conduzione dei colloqui all’interno dei Centri di Ascolto e la conduzione dei gruppi di lavoro avveniva, da parte mia, in modo più consapevole e sentivo in me di avere più capacità e competenza. L’acquisizione consapevole dei capisaldi del metodo Reflecting ha sostanziato il lavoro con i singoli soggetti. Mentre i metodi InterArt®, Bon Geste®, Edumovement®, Educromo®, Musicopedagogia® e Prismograph®, per non nominarne altri, mi hanno fornito tanti spunti di riflessione e strumenti nell’organizzare attività nei gruppi con i ragazzi. Nel confronto professionale con i colleghi psicologi/psicoterapeuti e assistenti sociali il dialogo e il confronto professionale avveniva in modo più costruttivo e compartecipato. Tali scambi hanno permesso di far conoscere la realtà professionale dei pedagogisti clinici e dei loro strumenti di lavoro. In seguito, negli anni, ho continuato a partecipare ai Congressi e ai corsi di aggiornamento messi a disposizione dall’ISFAR e dall’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici (ANPEC). Negli anni ho avuto occasione di incontrare giovani che mi hanno chiesto informazioni sugli studi da intraprendere e le professioni possibili sullo scenario nazionale ed io ho raccontato loro della mia esperienza formativa valida di cui ho beneficiato nel conoscere e incontrare i Pedagogisti Clinici.