Grazia Giani

Quando mi sono iscritta al Master non pensavo alla libera professione, ma a conseguire competenze per poter consolidare la relazione d’aiuto con mia figlia, età 15 anni, che andava manifestando sintomi psichiatrici. Non amava essere toccata, lo facevo usando un oggetto da lei condiviso; comunicavo con lei attraverso la traccia grafica, il disegno, il fumetto, il gioco con la cera ed altro materiale plasmabile con cui costruire, distruggere, ricostruire; usavo esprimermi in terza persona, per non apparire giudicante. Tutto questo in collaborazione con i medici e spesso in conflitto con l’altra figura genitoriale definita “non adeguata”. Dopo il conseguimento del Master ho subito lavorato: nello studio sono arrivati bambini anche piccolissimi (un anno e mezzo di età) accompagnati dai genitori, alunni della scuola primaria (DSA, discalculia), adulti con handicap e pazienti psichiatrici. Come insegnante (Storia e filosofia) ho verificato come l’utilizzo nella didattica della drammatizzazione portava i ragazzi ad un maggior interesse e ad ottenere buoni risultati nella valutazione finale e nei concorsi nazionali, ma soprattutto cambiavano nei rapporti interpersonali e nell’ affrontare le difficoltà. In seguito alla malattia di mia madre, affetta da demenza, ho scelto di interrompere la libera professione, avendo anche difficoltà per il doveroso aggiornamento; amava essere accarezzata e le tecniche corporee imparate insieme alle attività di potenziamento delle capacità mnestiche facevano a tratti riaffiorare quel mondo affettivo che la malattia sembrava cancellare giorno dopo giorno; ora che lei non c’è più mi rimangono ricordi preziosissimi.
La formazione acquisita mi ha permesso di utilizzare personalmente tecniche di rilassamento per contenere ansia e permettere un recupero di energie ,consolidare l’autostima, prendermi cura delle parti infantili dentro di me.