Il gioco in gruppo si rapporta con la complessità della personalità di ognuno e delle sue zone non del tutto esplorate. Attraverso il gioco possiamo metterci in contatto con situazioni conflittuali, renderle più chiare e disporci in modo più libero per scegliere, tra le soluzioni possibili, quella considerata più adeguata. Il gioco offre la possibilità di allontanare azioni, sentimenti e comportamenti abituali e scontati, per entrare in azioni, sentimenti e comportamenti diversi, allo scopo di scoprire delle alternative con nuove risorse, nelle situazioni abituali o in quelle nuove. Il “come se fosse vero”, che è una delle caratteristiche essenziali del gioco, permette di sperimentare modi diversi di fare e di essere, con sé stessi e con gli altri. La personalità può essere definita come un ventaglio di ruoli. Alcune persone hanno uno scarso repertorio di comportamenti e, attraverso l’azione ludica, che in genere non ispira timore né tensione, riescono ad allargare e arricchire il proprio ventaglio.
Dentro di noi abita una moltitudine di personaggi e la realtà, molto spesso, ci costringe ad adoperarne pochissimi. Il gioco, dunque, mettendo in moto il “come se fosse vero”, permette di manifestare comportamenti che riescono a sfuggire al rigido controllo della nostra parte più critica: infatti l’agire e il dire vengono attribuiti al personaggio e non alla persona. I blocchi di energia possono essere ridotti con i giochi creativi (plays) non sottoposti a regole fisse (games). Accettando di giocare dei ruoli con i quali, all’inizio del gioco, noi non ci identifichiamo, incominciamo a integrare aspetti vissuti come non propri e così rendiamo più semplice il fluire delle risposte creative.
I giochi integrali, globali, della Pedagogia Clinica, coinvolgono l’organismo in modo totale: corpo, emozioni, mente, sistema energetico… Si stimolano le diverse dimensioni della persona, ricordando che essa è un sistema complesso composto da caratteristiche diverse (razionalità, emotività, socialità, creatività, corporeità) in integrazione tra di loro. Il gioco attiva e nutre l’apparato sensoriale, le articolazioni, la fantasia, il sentimento, il fare e il non fare. È adeguato a qualsiasi età (o quasi) perché è semplice: toccare, esplorare, conoscere, ricordare, immaginare, creare, gioire…
Quasi sempre la vita è una successione automatica di stimoli e risposte. Avere una percezione globale, più ricca, di sé stesso, degli altri e del mondo che ci circonda può avvenire attraverso il gioco come specchio. I giochi possono essere lenti d’ingrandimento, che ci permettono di vedere i nostri mille volti, la nostra creatività, la nostra tenerezza, le nostre paure, la nostra gioia e il modo in cui questi mille volti si manifestano. Essi possono toccare anche dei vissuti di conflitto, perciò è necessario ricordare che, in una dinamica di gruppo non terapeutica, l’intervento deve mirare soprattutto a rafforzare la propria identità, a costruire il proprio progetto, a migliorare i rapporti interpersonali e ad allargare il proprio ventaglio di ruoli, stimolando le capacità latenti, mettendo in primo piano le risorse e lasciando in periferia i conflitti che, di conseguenza, si alleggeriscono.
Gli inviti al gioco devono portare a motivare, interessare, muoversi e riposare per riflettere, dato che il feedback permette l’assimilazione di ciò che è stato vissuto.
Ecco, di seguito, alcuni giochi proposti:
1 – Fotografi e modelli
Procedura: Il gruppo si divide in due sottogruppi; uno giocherà il ruolo dei fotografi, gli altri saranno i modelli. I fotografi collocano i loro modelli in un atteggiamento corporeo che considerano rappresentativo di ogni persona, cioè che in qualche modo mostri la sua personalità. I modelli possono non essere d’accordo e creare un dialogo costruttivo con i fotografi, mentre stanno posando.
Inversione dei ruoli. Feedback.
2 – Sogno condiviso (musica soffice di sottofondo)
I partecipanti sono invitati a formare dei gruppi di otto persone ciascuno. Ogni gruppo si sdraia, spalle sul pavimento, presi per mano, con le teste vicinissime a formare l’immagine di un grande sole. Il coordinatore impartisce la seguente consegna: “Occhi chiusi, corpo rilassato, ruotare la testa a destra e sinistra, in modo leggero, respirare profondamente… Vi chiederò adesso di far emergere nel campo della vostra coscienza un sogno a voi caro… guardatelo, seguitelo con attenzione… Quando vi sentite pronti, uno alla volta, a voce alta, condivida il suo sogno con i compagni.”
Feedback.
3 – La foresta
Si introduce l’immagine e la situazione della foresta con i suoi abitanti. Ognuno deve immaginare un suono caratteristico della foresta o dei suoi abitanti. Dopo un po’ si chiede a ogni partecipante di emettere il suono immaginato, facendolo tutti assieme. Poi si classificano le voci e i suoni e si realizza l’esperienza di ricreare l’ambiente della foresta.
Feedback.
4 – Le statue (musica di sottofondo)
Si ricrea l’atmosfera di un parco. I partecipanti camminano e, quando smette la musica, si fermano e rimangono in quella posizione. In tal modo danno tensione alla posizione e immaginano di essere una statua di quel parco. Devono quindi dare un nome alla statua, raccontare la propria vita come statua.
Feedback.
5 – Il lago (musica New Age di sottofondo)
Si fa un elenco degli elementi che costituiscono il lago e i suoi dintorni (acqua, piante, erba, animali…). I partecipanti, con i propri corpi, danno vita al lago. Tutti insieme elaborano una storia suggerita dalla situazione.
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6 – Il ballo in maschera (musica di sottofondo barocca)
Ognuno immagina un personaggio del passato, del presente e del futuro. I personaggi si presentano, raccontano la propria storia, da dove vengono, a quale periodo storico appartengono ecc., poi partecipano al ballo.
Feedback.
7 – Cuore-Polmone (musica di sottofondo)
I partecipanti camminano, poi appoggiano una mano sul petto per prendere coscienza del ritmo del respiro. Ogni movimento di inspirazione o espirazione corrisponde a un passo, finché tutti quanti si adeguano al ritmo. Poi viene chiesto di sentire con la mano il ritmo del polso e di adeguare il passo al ritmo del polso, che è quello del battito del cuore. I partecipanti si muovono seguendo il ritmo del cuore… Alternando i ritmi, si chiede poi loro di raggrupparsi. Quelli che scelgono il respiro si portano da un lato, quelli che scelgono il cuore dall’altro. I partecipanti continuano a muoversi aggiungendo al movimento il suono della voce.
Feedback.
8 – I colori
Mettere dei cartoncini con colori diversi in un sacchetto. Ognuno dei partecipanti ne sceglie uno a turno e lo attribuisce a un membro del gruppo: spiega poi perché quella persona è verde, o blu, o giallo, secondo la sua percezione soggettiva. Interazione tra i membri.
Feedback.

