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Il lettino del Pedagogista Clinico®

dicembre 20, 2018
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È frequente trovare, in ambienti in cui operano dei professionisti che si rivolgono in aiuto alla persona, ed in particolare negli studi di  psicologi e psicoterapeuti, il “lettino” sul quale invitano il paziente ad accomodarsi durante le sedute, perché così disteso i pensieri possono essere meno ormeggiati alla realtà circostante e più liberi tanto da lasciarsi trasportare nei ricordi che appartengono al mondo reale o fantastico. In queste discipline infatti si sostiene che lo stare distesi su un lettino abbassa le difese, favorisce l’emulsione dei pensieri e una ricca elaborazione  senza giudizio e censure. Per tanti modelli di intervento quindi il lettino è considerato di grande efficacia. Anche per il Pedagogista Clinico® esso ha una valenza significativa sia nei presupposti che negli obiettivi, e per questo si differenzia fin già dalle misure poiché deve essere adatto ad accogliere una persona distesa in una posizione comoda con le braccia ben posate sul piano di appoggio. Al Pedagogista Clinico® infatti occorre un letto ad una piazza le cui dimensioni possono essere di cm 80/90 di larghezza e cm 190/200 di lunghezza. Seppur non reclinabile deve essere alto sufficientemente tanto da permettere al professionista di avvicinarsi al corpo della persona, mantenendosi in aplomb, per assolvere al compito di una garantita stimolazione. Per ciò il lettino per il Pedagogista Clinico deve essere comodo e funzionale per ogni occasione di intervento.

La Pedagogia Clinica, con l’intento di attuare interventi educativi concreti e importanti contributi all’equilibrio della persona propone metodi educativi in grado di aiutarla persona a muovere verso una evoluzione che le permetta di vivere positivamente la situazione attuale e di sapersi ben orientare verso quella futura, tra questi ce ne sono ben cinque rivolti alla corporeità, a quel vissuto percettivo indispensabile per il raggiungimento dell’armonia tra corpo oggetto e corpo soggetto. Le esperienze che si vivono nella dimensione della corporeità e quindi sul lettino consentono alla persona di assumere una maggior abilità interpretativa e valutativa delle senso-percezioni, fare esperienza con se stessa, vivere in sintonia col proprio ritmo, affinare la conoscenza dello schema corporeo, assicurare un maggior controllo distributivo di sé, godere uno stato di calma, di benessere e di serenità. Questo è quanto si persegue con l’utilizzo del Training Induttivo, un’esperienza educativa che consente alla persona di liberarsi da stati di disagio psico-fisico e riarmonizzare in modo soddisfacente le molteplici funzioni prima disordinate e caotiche, di sviluppare e raggiungere una positiva trasformazione, permettere e muovere positivamente verso gli obiettivi desiderati. Con il metodo Trust System®, metodo periferico di carattere globale, si permette di liberare il soggetto da stratificazioni tensionali e fargli riconquistare la calma psicofisica, premessa per una conoscenza e coscienza di sé e del proprio corpo e presupposto per una diversa capacità a rapportarsi con gli altri e ritrovare fiducia in se stessi. Il Metodo Discover Project®, attraverso le stimolazioni contrattive e decontrattive agisce contemporaneamente sul tono muscolare, sull’equilibrio neurovegetativo e sulla sfera affettiva del soggetto considerando il corpo centro coordinatore delle esperienze e asse di un nuovo e più adatto orientamento verso la vita. Il metodo BodyWork® si basa sul dialogo tattile-corporeo per mezzo di stimolazioni tattili che fanno dialogare la persona con il proprio corpo  ed avere coscienza di essere e vivere il corpo e comunicare con esso. Le percezioni tattili, per la loro vivacità, per le emozioni e i sentimenti che procurano lasciano tracce assai significative che si conservano nella memoria, i tanti stimoli percettivo-tattili che hanno lasciato una forte impressione positiva, parlano e generano diverse occasioni di richiamo, fortificano ed estendono un modo positivo d’essere. Il metodo Touch-Ball® utilizza la palla Vibro-cromatica brevettata e si propone di liberare la persona dal proprio blocco inibitorio, dalla propria vulnerabilità, per ridonarle l’opportunità di confrontarsi con la propria unità cosciente e inconscia, acquisire nuova fiducia e controllo di sé, fino a raggiungere un personale equilibrio.

Tutti i metodi e le tecniche che si rivolgono alla corporeità in Pedagogia Clinica permettono una esplorazione geologica e topografica del corpo, un’autentica riappropriazione di esso e quindi della riunificazione di ciò che la mente può integrare attraverso questo o, se si preferisce, di una ricostruzione genealogica del significato del corpo inteso come soggettività in relazione con la vita individuale. Si tratta di una relazione e una comunicazione che si realizzano attraverso il corpo e che divengono strumento di quell’esperienza soggettiva con la quale l’individuo costituisce e struttura il senso stesso della sua esistenza nel mondo.

 

 

 


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