Il Pedagogista Clinico® In rete con altre professioni d’aiuto

di Letizia Lampo

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Il Pedagogista Clinico assume un ruolo essenziale nell’intervento d’aiuto rivolto alla persona e già in ciò risiede la sua originalità. È assente in lui l’idea di un individuo sezionato e separato da inquadrare in uno spettro diagnostico sempre più particolareggiato, poiché egli vede davanti a sé una persona nel senso olistico del termine, costituita da un arcobaleno di potenzialità, da forze psichiche prorompenti, in grado, se attivate, di restituire vitalità a quanto si dichiara compromesso.

Il Pedagogista Clinico pone estrema attenzione dunque all’essere umano nella sua integrità e nella sua preziosa unicità, essendo consapevole che in ogni individuo dimorano forze ed energie che, se risvegliate e liberate, possono costruttivamente sostenere la risalita della più aspra curva del dolore.

Il Pedagogista Clinico, quando è chiamato in aiuto alla persona, non si ferma al solo aspetto cognitivo o a quello esperenziale o corporeo, ma, in un’ottica olistica, cerca di integrarli. Questo principio ispiratore fa sì che egli si ponga davanti al singolo o al gruppo senza focalizzare l’attenzione esclusivamente sugli aspetti che possono denotare una carenza o una mancanza e si propone di scoprire le risorse e le capacità che ognuno ha dentro di sé, al fine di formulare una ipotesi di intervento globalizzante ed appagante. Si tratta di un percorso educativo attuato con tecniche e metodi propri della Pedagogia Clinica, una scienza finalizzata ad aiutare la persona a riconquistare nuove e diverse abilità e nuovi equilibri.

L’intento che guida ogni intervento professionale del Pedagogista Clinico ne impone la presenza in diversi ambiti operativi che si occupano dell’individuo e dei suoi disagi, coinvolgendo tutte le età della vita. La geografia di questo impegno si allarga ogni anno di più componendo un quadro che abbraccia le diverse sfere dell’organizzazione sociale: dall’ambito scolastico a quello medico-sanitario, da quello giuridico a quello familiare, da quello aziendale a quello progettuale ed imprenditoriale. In ciascuno di questi ambiti stanno a mano a mano emergendo la concretezza e la praticità dell’intervento Pedagogico Clinico, caratteristiche queste che, di fatto, distinguono l’azione di questo professionista e ne definiscono la validità dei risultati che vengono spesso raggiunti.

Ma andiamo per gradi. Da una parte l’intervento del Pedagogista Clinico si concretizza in studi, atelier e centri professionali spesso in relazione con medici, pediatri, psichiatri, dall’altra la stessa azione supera i limiti perimetrici del proprio ambiente per giungere direttamente là dove si deve concretizzare: istituti pubblici o privati, tribunali, ospedali, scuole, palestre, consultori, sindacati, case famiglia o di ricovero per anziani, studi legali, centri di aggregazione, associazioni, biblioteche. L’eclettismo che permette tale interazione si abbina costruttivamente alle diverse necessità di ordine “sociale”.

L’ambito scolastico apre un ampio panorama d’interventi sui bisogni della persona. Il Pedagogista Clinico li realizza interloquendo con gli alunni di qualsiasi ordine di scuola e con gli insegnanti che, dall’altra parte della cattedra, devono rispondere a necessità per le quali spesso ignorano la risposta. La collaborazione con docenti e dirigenti scolastici diventa essenziale per affrontare le incertezze legate all’insegnamento e all’approccio con l’allievo. Sappiamo come l’evoluzione dell’individuo mostri le sue difficoltà e come siano inadeguate le azioni intraprese per superarle. Ed ecco dunque che si allarga a prisma la possibilità di offrire esperienze di formazione rivolte agli insegnanti, adatte a stimolare le abilità di ascolto dell’altro, conoscerne i canali comunicativi e le cause dei disagi. A tale finalità può aderire il “CIC”, ovvero un Centro di Informazione e Consulenza pre-disponibile nelle scuole di ogni ordine e grado ed atto ad accogliere docenti, alunni e genitori. Numerose esperienze in tal senso stanno valorizzando la professionalità del Pedagogista Clinico che vi interviene, come ho potuto constatare io stessa conducendo un CIC per due anni. Per quanto riguarda il settore sanitario, si aprono numerosi orizzonti di impegno professionale in feedback con le diverse competenze mediche, in cliniche ed ospedali, in ambulatori privati e pubblici, ambiti in cui possono strutturarsi anche importanti relazioni tra il Pedagogista Clinico ed i “pazienti”. Altri impegni possono essere soddisfatti, con percorsi di aiuto alle gestanti e alle neomamme, a fianco di ginecologi e ostetrici.

Il panorama sociale e le sue interazioni costituiscono altri possibili ambiti d’azione per il Pedagogista Clinico. Proposte di collaborazione in cooperative, associazioni, consigli di quartiere, asili nido… sono tante le occasioni per progetti e interventi. In particolare, per quanto concerne la terza età, è utile e indispensabile un’azione di rete con case di riposo, centri di accoglienza o centri diurni in cui il Pedagogista Clinico può agire varie attività di stimolo e, laddove gli è possibile, coinvolgere l’anziano insieme a soggetti di età diverse per promuovere esperienze plurigenerazionali.

L’ambito aziendale rappresenta un’altra opportunità per il Pedagogista Clinico di intessere collaborazioni al fine di motivare, qualificare, valorizzare le relazioni sociali, gestire i naturali conflitti, sostenere la crescita della persona; i ruoli di formatore del personale e di consulente per l’azienda ben si adattano alle conoscenze proprie della nostra categoria.

Non poteva inoltre mancare il riferimento alle consulenze peritali, vista la capacità del Pedagogista Clinico di realizzare osservazioni e verifiche e di strutturare mediazioni. La formulazione di perizie, segue all’iscrizione di questo professionista negli Albi dei CTU, e lo vede protagonista dei programmi sull’adozione, sull’affidamento di minori e nelle definizioni delle dinamiche familiari.

Il Pedagogista Clinico è dunque un professionista che si può trovare coerentemente, in intesa e collaborazione con altri specialisti nei più diversi contesti operativi.

(in Rivista Pedagogia Clinica-Pedagogisti Clinici, Edizioni Scientifiche ISFAR Firenze, n. 14/2006)

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