Il Pedagogista Clinico®: risorsa e realtà della scuola moderna

di Emanuela Bombaci

Pensiero, Idea, Innovazione, Fantasia

La scuola, si definisce sempre più come istituzione volta a  favorire lo sviluppo generale dell’alunno come persona intera, promuovendone il processo di maturazione nella sua complessità. Se le finalità scolastiche non si limitano alla sola preparazione didattica, ma vogliono arrivare a facilitare lo sviluppo globale del singolo, bisogna fare in modo che a scuola ci si occupi professionalmente, non solo dell’aspetto didattico in senso stretto ma si dedichi uno spazio adeguato anche alla formazione degli alunni, sul piano emotivo, cognitivo e socio relazionale.

La figura del Pedagogista Clinico®, trova molteplici e importanti campi d’azione al fine di attivare tutta una serie di riflessioni interventi ed esperienze che favoriscono un  miglioramento della qualità della vita scolastica, si pone come risorsa utile al fine di sviluppare un’adeguata abilità comunicativa e di agevolare relazioni positive ed efficaci tra studenti, insegnanti,  genitori, ed altre figure educative o professionali, all’interno di un vero e proprio servizio che si caratterizza per una fondamentale valenza preventiva di supporto e di collegamento con il territorio laddove  necessario. Il Pedagogista Clinico, all’interno dell’istituzione scuola struttura progetti e realizza interventi finalizzati alla promozione del benessere psico-emotivo dei bambini e degli adulti, ha l’opportunità’ di predisporre il proprio intervento scegliendo tra le numerose tecniche pedagogico cliniche, quelle che gli permettono di rispondere ai reali bisogni della persona. Utilizza modalità di osservazione e verifica, metodi e tecniche educative proprie della Pedagogia Clinica  capaci di ripristinare equilibri e abilità, vincere ostacoli, superare disagi psicofisici e socio-relazionali. Le principali aree d’intervento del pedagogista clinico a scuola sono: interventi rivolti agli alunni in eta’ scolastica; interventi verso gli insegnanti; interventi verso i genitori; interventi verso il gruppo classe; Il pedagogista clinico si rivolge agli alunni che presentano difficoltà espressivo- elocutorie, organizzativo motorie, comunicativo relazionali, apprenditive.

 Predispone attività che danno al bambino la possibilità di proiettare se stesso e quindi la propria carica emotiva ed affettiva, attraverso la creazione artistica poiche’ come diceva Maria Montessori “i bambini sono gli adulti di domani”. L’obiettivo e’ aiutarli a divenire, a far emergere le risorse che sono dentro di loro e che li condurranno a una completa espressione di sè. Educare non significa adultizzare  precocemente i bambini e i ragazzi, ma al contrario favorire uno sviluppo armonico della persona, stimolando competenze cognitive, motorie, affettive, relazionali , creative e fantastiche. Il gioco ed il divertimento non sono un’alternativa alla serietà Occorre restituire al gioco e al divertimento il loro valore e la loro utilità in termini di apprendimento; opera nella scuola, su progetto attivando interventi mirati indirizzati ad alunni segnalati o con disagio: La sua figura ha un ruolo fondamentale nel percorso d’integrazione della persona portatrice di handicap, sia  per i possibili specifici interventi con il singolo ma proprio in quanto figura ponte tra molteplici assistenti e insegnanti che ruotano attorno al disabile nei suoi contesti di vita.

Gli interventi verso gli insegnanti, per approfondire questioni inerenti la funzione educativa e docente, evidenziando basilari aspetti di processi educativi, nelle diverse forme di relazione genitori–figli e insegnanti alunni che se armoniosamente condotti, non possono che risultare significativi e significanti.

Interventi verso i genitori, poiché nella maggior parte dei casi i ritmi quotidiani impediscono ai genitori di confrontarsi tra loro, di lasciar trasparire le difficoltà personali; un isolamento che fa perdere la fiducia nelle proprie capacità genitoriali: questo può condurre a situazioni spesso insostenibili che necessitano un intervento d’aiuto specialistico. Il Pedagogista Clinico con la sua professionalità e le proprie metodologie, può rispondere ai bisogni dei genitori e dei figli che vivono in condizioni di disagio socio-relazionale e psico-affettivo. Per aiutare a sostenere la diade genitoriale vengono proposti  progetti di sostegno alla genitorialità, organizzati con incontri di gruppo condotti con modalità stimolatorio-comunicazionali che si basano sui principi del Reflecting e rendono attiva la partecipazione. Il professionista non da consigli ma crea una situazione di scambio capace di generare in ciascuno capacità di ascolto di se e di riflessione sulle dichiarazioni degli altri. Questa modalità favorisce la capacità di analisi, di conoscenza e consapevolezza del se aiutando ognuno a trovare le  risposte più idonee a far fronte alle difficoltà, ai bisogni dei genitori e dei figli che vivono in condizioni di disagio, rinforzare,               valorizzare le risorse genitoriali già presenti e a sviluppare competenze e strategie educative nella relazione genitori-figli; dall’altro attraverso il confronto tra genitori in piccoli gruppi di discussione sulla genitorialità, cercare di promuovere nuove abilità affinché gli stessi assumano maggiore  consapevolezza dei possibili segnali di disagio dei propri figli.

Interventi verso il gruppo classe inteso come luogo e strumento di sperimentazione, di crescita, di relazione, di apprendimento in cui struttura ed attua percorsi atti a promuovere nel singolo individuo attraverso il movimento la consapevolezza del se ed un’autentica espressione corporea un proprio modo di essere nel contesto ecologico di appartenenza. Elabora strategie d’intervento capaci di trasformare il gruppo classe in risorsa educativa. Esperienze queste che offrono le medesime possibilità di espressione all’intelligenza, alla ragione, alla sensibilità, all’emozione, alle intuizioni e le soddisfa con un ventaglio di tecniche diverse in costante interazione e complementarità. In questo modo ogni singolo soggetto ha l’opportunità’ di parlare di sé, esprimere se stesso ed i suoi stati. In questo modo è possibile garantire il rispetto per l’individualità’ di ogni componente di gruppo e permettere al singolo soggetto di trarre, dalle molteplici e diversificate esperienze vissute, il nutrimento di cui ha bisogno. Considerando che la scuola è l’anima formativa di intere generazioni e che il passaggio di ciascun individuo al suo interno e’ una tappa imprescindibile, ci si augura che queste riflessioni  possano permettere l’avvio di un processo di sensibilizzazione a queste tematiche.

L’auspicio in conclusione e’ quello che  anche  per mezzo  della Pedagogia Clinica si arriva a costruire un sistema educativo nuovo che risponda ancora più efficientemente a tutti i bisogni che oggi vengono espressi dai ragazzi, futuri cittadini attivi di questo paese.

(in Rivista Pedagogia Clinica-Pedagogisti Clinici, Edizioni Scientifiche ISFAR Firenze, n. 22/2010)

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