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Il tappeto nel setting del Pedagogista Clinico®

febbraio 11, 2019
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Il pavimento del setting del Pedagogista Clinico® può essere rivestito da un grande tappeto o da una moquette, comunque un rivestimento che permetta un comfort sensoriale e perciò una morbida accoglienza nel sostarvi, distendersi, muoversi, promuovere con diversi linguaggi quel dialogo corporeo che si apre ad una ricca e significante percezione del sé e dell’altro. Uno spazio fisico in cui il movimento viene ad essere rallentato e resa più afferente la disponibilità allo scambio, stare vicini, assieme, favoriti dallo scambio di stimolazioni piacevoli  che giovano alla maturazione senso-percettiva e psico-cinetica, alla maturazione affettiva nel rapporto io-ambiente, io-altro. Il Pedagogista Clinico® trova in questa combinazione di intesa e di scambio, di espressione e comunicazione, grandi opportunità per garantire conoscenze e risvegli, esperienze piacevoli che facilitano e rendono più positivi i rapporti corporei in tutto il corso della vita

Il tappeto consente l’aiuto sostenuto dall’importanza  di utilizzare le tante occasioni capaci di risvegliare il corpo dell’altro, sviluppare i rapporti emotivi e affettivi e offrire nuove armonie.

Le esperienze che nascono dal contatto fisico, dalle stimolazioni cutanee, vissute attraverso la pelle, il tatto e il contatto hanno la proprietà di essere profondamente sentite da divenire “toccanti”, capaci di diverse incidenze e reazioni di adattamento, sia che si entri in contatto con il tocco, con i colpetti delle mani su tutto il corpo o parte di esso, il solletico, i buffetti, la strigliatura con le dita, l’accarezzamento, l’abbraccio, stimolazioni cutanee offerte con sequenze che lascino il segno della rassicurazione. In dinamica sul tappeto è possibile favorire stimolazioni ritmiche che accompagnano i movimenti corporei e incentivare la straordinaria capacità stereognostica che permette di vedere la forma dell’oggetto toccato e di garantirne l’esplorazione.

In questi scambi dialogico-corporei la persona scopre, apprende e incentiva il comportamento cinestetico che arricchisce attraverso gli scambi comunicativi che la  impegnano stando in relazione all’altro e la facilitano ad assumere, pur senza spostamenti eccessivi, diverse posizioni del corpo, diverse posture, sollecitazioni che le giungono con  il suffragio di stimoli esterocettivi, propriocettivi e interocettivi.

Si dimostra con ciò che dialogare sul tappeto a terra è garanzia di stimolo delle  funzioni sensoriali che inducono cambiamenti  neurali, ghiandolari, muscolari  e mentali che vengono chiamati nell’insieme sentimento. Quel contatto corporeo che sviluppa l’organismo in tutte  le sue parti, fonte prima di benessere, sicurezza e calore.

Le sollecitazioni che raggiungono la persona sono molteplici e pur senza danzare, traggono esperienze dal ritmo, dal dondolare ritmicamente il corpo a  cui risponde un grande conforto a cui è possibile aggiungere anche la manifestazione di affetto se contemporaneamente al movimento oscillatorio viene messo un braccio intorno alla vita. Allo stare assieme sul tappeto si aggiunge anche l’opportunità di offrire quel dondolio che nei bambini come negli adulti è capace di accrescere la portata cardiaca ed aiutare la circolazione; favorire la respirazione, stimolare il tono muscolare  e mantenere il senso di relazione.

Insieme, distesi o aggrovigliati, stretti o a contatto e disponibili allo scambio, in ogni istante siamo alla ricerca di garantire attraverso informazioni decise, straordinarie percezioni perché si traducano in esperienze di consapevolezza  e di maturazione. L’uno a contatto con l’altro con un linguaggio che dagli scambi si insinua oltre la superficie, intesse e sviluppa padronanza e sicurezza e concatena la scoperta topografica e geografico corporea; quando siamo lì, stabilita  una relazione calda e positiva, il piacere si sente e si possono constatare i risultati.

Per il Pedagogista Clinico® il contatto è considerato un nutrimento, e lo sviluppo della coscienza corporea il tagliare corto ai dilemmi e alle esitazioni, e approdare alla  fiducia e alla libertà.

Marta Mani


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