Ilenia Nicotra

Raccontare ventiquattro anni di carriera non credo sia semplice quindi sottoporrò all’attenzione dei lettori ciò che più ha caratterizzato la mia meravigliosa esperienza professionale in aiuto alla persona. Mi occupo da sempre di patologie psichiatriche prestando servizio in una Comunità Terapeutica Riabilitativa dove svolgo la professione di Pedagogista Clinico® e Responsabile delle Attività Riabilitative. Da tanti anni svolgo anche la professione in uno Studio Ppivato, ma ho scelto, in occasione dei 50 anni di professione del Pedagogista Clinico®, di raccontarvi ciò che vivo nel quotidiano in comunità con i pazienti ricoverati in modulo residenziale per un quantitativo di tempo che va dai sei mesi ad un massimo di sei anni. Ho iniziato molto giovane e con tanta voglia di fare, di apprendere e di trasmettere, caratteristiche fondamentali per chi svolge la nostra professione. Durante la formazione ho avuto modo di incontrare e conoscere sia docenti che compagni di viaggio che hanno arricchito la mia persona da un punto di vista umano e professionale. Ho da subito focalizzato la mia attenzione a tutte le metodologie che la Pedagogia Clinicamette a disposizione di noi operatori addetti ai lavori, il cui scopo è quello di educare qualunque persona a superare i suoi stati di disagio ed a prendersi cura di sé sia a livello psichico che nella gestione della propria vita quotidiana. Nello specifico ho iniziato, conoscendo i principi teorici, a mettere le basi per un’osservazione sistematica della persona verificando punti deboli e punti di forza con un’attenta anamnesi conoscitiva. Tutto attraverso colloqui strutturati per poi passare all’utilizzo di Test, strumenti conoscitivi e tecniche di aiuto alla persona utili per un adeguato intervento di supporto. Lavori portati anche in congressi nazionali, regionali e locali per diffondere la conoscenza della nostra professione che collabora, nello specifico del mio ambito, con altre figure professionali quali: psichiatri, psicologi, assistenti sociali, infermieri ed educatori. I pazienti trattati in comunità sono affetti da patologie come: Schizofrenia, Disturbi del comportamento, Disturbi di Personalità e da qualche anno sempre più frequenti pazienti autori di reato con diagnosi di Disturbo anti-sociale e con innesto psicotico. Per quanto riguarda gli Schizofrenici, caratterizzati da deliri ed allucinazioni uditive e visive, con deliri di grandezza, persecuzione, mistici, di riferimento ed altri ancora ho lavorato sulla sintomatologia creando un Setting favorevole alla distensione dei pensieri deliranti in riferimento al disturbo. Cercando di far connettere l’ospite ad una condizione di realtà attraverso il rilassamento e respirazione utilizzando un lettino adeguato alle metodologie quali: Body Work® e Tach ball®. In pochi mesi si è evidenziato un miglioramento della sintomatologia delirante con una maggiore consapevolezza di malattia e di contatto con la realtà a tal punto da notare insieme al medico un miglioramento, quindi una diminuzione di richiesta di terapia farmacologica al bisogno prescritta dallo psichiatra. Con il Disturbo del coportamento ho lavorato sull’espressività emotiva, sul deficit dell’appiattimento affettivo o ottundimento affettivo. Con questa tipologia di pazienti utilizzo l’ Inter Art®.metodo valido per lo sviluppo della creatività della persona, in quanto attraverso i benefici dell’arte intesa come strumento esperenziale insita nell’uomo, si riesce a far lasciare traccia di sé collegando il mondo delle sensazioni a quello delle forme, riuscendo a materializzare le proprie idee e desideri. Scoprire il proprio vissuto trasmettendolo sul piano creativo, riscoprire le proprie capacità rendendo disponibile l’esplorazione e narrazione di sé con nuovi modi di comunicare e favorendo uno scambio tra il mondo esterno ed il mondo interiore affettivo e relazionale, così da poter prevenire alla lunga ricadute o recidive. Con i pazienti affetti da Disturbo di Personalità per lo più Borderline, qualcuno con disturbo Narcisista, Ossessivo-Compulsivo, Paranoide e Istrionico il lavoro che svolgo è più complicato dato il loro continuo approccio manipolativo e seduttivo, che mettono in atto con il terapeuta. Per il controllo dell’impulsività, spesso sfociata in Acting-Out, discontrollo degli impulsi con agitazione psico-motoria, ho utilizzato anche il Trust-Sistem®, metodo educativo che permette di liberare la persona da ogni stratificazione sedimentaria tensionale e fargli riconquistare la calma psico-fisica. Fondamentale tale metodologia per stimolare una coscienza del proprio corpo per una piacevole ricerca di sé ed una maggiore calma nel relazionarsi con l’altro. Dato che la dinamica affettiva è strettamente collegata con la dinamica corporea, attraverso il dialogo tonico vissuto ed agito, il soggetto ritrova la capacità di comunicare positivamente con il mondo circostante. Il metodo prevede da parte del Pedagogista Clinico® un contatto sicuro deciso con tempi e ritmi ben precisi, che richiamano quel bisogno rassicurante di contenimento di cui tali soggetti hanno bisogno. Infine con i pazienti Anti-Sociali tenendo conto del loro vissuto pregresso fatto di violenza, abusi, dipendenze tossicologiche, la tendenza a mentire e far vedere un altro sè finto e costruito, l’intervento che svolgo è quello delle tecniche di respirazione associate ad immagini guidate. Il Reflecting®, altra metodologia usata, stimola la riflessione silenziosa ma accompagnata e riporta l’individuo alla scoperta del sé migliore che è nascosto dalle sue sovrastrutture. Altro approccio è quello dello Psicodramma, visto come scienza che ricerca la verità, rende possibile la realizzazione concreta della situazione suggerita. Nello psicodramma la finzione del teatro al servizio della realtà presente, rende possibile mettere a fuoco situazioni personali, di gruppo e social per scoprire i timori, i desideri, le disarmonie e le incongruenze di un vissuto patologico. Attraverso le possibilità intuitive e creative della scena, portano il soggetto a superare l’irrazionalità dei comportamenti automatici, per sostituirli con altri che abbiano maggiore plasticità ed autonomia di scelta. Spero tanto, in queste brevi pagine, di aver trasmesso la passione e l’amore che ogni giorno porto con me nel mio lavoro. Solo con alcuni momenti della mia professione raccontata in queste righe, spero di aver evidenziato il desiderio profondo di rendere la vita delle persone che mi chiedono aiuto migliore e di aiutare loro in una ricostruzione, fin dove possibile, di una vita più sana fatta di armonie ed equilibrio.