Ines Rosano

Mi sono laureata nel 2006 con il massimo dei voti, presso l’Università di Catania. Mio padre avrebbe voluto che diventassi un’insegnante come lui, ma la spinta verso l’educazione è stata sempre molto forte dentro di me ed ho intrapreso questa strada con determinazione e passione. Dopo la laurea ho iniziato un tirocinio di 800 ore in Neuropsichiatria infantile e contemporaneamente a lavorare nelle Case accoglienza madre- bambino e nei progetti di educativa domiciliare. Mi sono subito immersa nelle situazioni sociali più difficili e mi sono ritrovata a dover affrontare grandi disagi psico affettivi sia da parte dei bambini sia dei genitori. Avevo una grande formazione teorica ma sentivo che non bastava: cresceva in me il bisogno di ulteriori strumenti (pratici e concreti) per poter accogliere la persona nella sua complessità. Nel 2011 mi ritrovo casualmente a parlare con una collega già iscritta al master in Pedagogia Clinica, la quale mi trasmette il suo entusiasmo per la formazione in corso. Ascoltando le sue parole comprendo che è la strada che cercavo da qualche anno e senza esitazione procedo all’iscrizione. Inizio a seguire le lezioni a Catania e già dai primi incontri sento di avere finalmente degli strumenti per lavorare in maniera concreta e pratica con la persona in difficoltà (di tutte le età) e con il gruppo, attraverso un approccio volto all’unicità e alla peculiarità di ognuno, al di là delle “etichette” diagnostiche.
Ecco che mi appare chiaro il lavoro speciale del Pedagogista Clinico® che vuole partire dall’ascolto della persona in quanto essere irripetibile, renderla protagonista attiva della propria vita e del cambiamento, attivandone tutte le risorse per un presente e un futuro migliori. Le settimane intensive a Montevarchi, sono state molto importanti per acquisire ulteriori strumenti formativi e per vivere una dimensione di gruppo stimolante, insieme a tanti altri colleghi arrivati dalla Sicilia insieme a me; ma soprattutto hanno costituito un’occasione preziosa per conoscere meglio me stessa e mettermi in gioco, prima come persona e poi come professionista. Ho apprezzato il lavoro personale, oltre a quello di gruppo, perché prima del sapere e del saper fare, credo che sia fondamentale essere.Alla fine della mia formazione triennale accade qualcosa di imprevisto, il mio percorso di vita mi porta ad un trasferimento dalla Sicilia alla Toscana, per questioni affettive. Inizio a cercare lavoro presso alcune cooperative ma senza risultato. Mi ritrovo in una nuova terra, con poche conoscenze e un profondo senso di smarrimento. In questo momento di grandi cambiamenti nella mia vita, decido di mettermi in gioco come libera professionista, forte del bagaglio formativo che l’ ISFAR ® mi ha offerto; pertanto posso affermare che proprio grazie a questo percorso ho avuto la spinta determinante per aprire il mio studio di Pedagogia clinica ad Empoli, nell’anno 2014. Da lì è iniziato un’attività professionale ricca, intensa e gratificante che cresce di anno in anno in maniera importante. Oltre alla mia attività in studio, coordino un servizio per l’infanzia da 8 anni e anche in quel contesto applico i principi e i metodi della Pedagogia Clinica con gli educatori, con i genitori e con i bambini. Ho collaborato con alcune scuole del territorio, gestendo uno sportello per insegnanti e genitori, nonché percorsi formativi rivolti ad insegnanti e ad altri professionisti, sui temi dell’apprendimento e dei DSA. Al di là dei test di valutazione, quello che ho sentito determinante nel mio lavoro pedagogico clinico con i bambini e i ragazzi, è l’attenzione alla dimensione corporea. Questo aspetto è preso in grande considerazione dal Pedagogista Clinico® in fase di accoglienza e di valutazione, e soprattutto durante l’intervento educativo perché essa informa e veicola la storia della persona. Il corpo come narrazione non è solo una preziosa fonte di informazioni, è la persona stessa, è il disagio che si porta dentro e che inevitabilmente veicola, ma è anche la sede delle sue potenzialità. Posso affermare, anche su esperienza personale, che la Pedagogia clinica può aiutare a saper gestire e accettare i processi di cambiamento, ponendo attenzione alla persona, valorizzandola, rafforzandone l’autostima e l’accettazione di sé, potenziandone i rapporti interpersonali.