Irene Martini

Esperienza formativa e professionale da Pedagogista Clinico® in occasione del cinquantesimo anniversario della Pedagogia Clinica (1974-2024) Incontro con la Pedagogia Clinica 2005 Stavo cominciando a scrivere la mia tesi di Laurea in Scienze dell’Educazione, Vecchio Ordinamento, frequentavo l’Università di Firenze e confidavo di riuscire a laurearmi in tempo per non dover rimandare la formazione triennale in Pedagogia Clinica che sarebbe cominciata su Firenze. La motivazione fu talmente forte che riuscii a consegnare in tempi brevi la tesi, a discuterla a dicembre, e cominciare la formazione a Gennaio 2005 nel gruppo “Firenze 17”. Fui sostenuta, devo dire, anche dal mio Relatore, che comprese e appoggiò il mio desiderio di ampliare le mie conoscenze universitarie e che colse il mio bisogno di volermi avvicinare ad approcci pratici e concreti, che mi avrebbero permesso di investire in relazioni educative con efficacia e strumenti adeguati. Lui stesso conosceva questo percorso di formazione in Pedagogia Clinica presso l’ISFAR sul quale mi ero documentata, spinta dalla mia stessa curiosità di definirmi come Pedagogista, e davvero il suo sostegno mi fu complice nel compiere questa scelta. In formazione 2005 – 2008 La formazione presso l’ISFAR è stata intensa, come impegno nei fine settimana sì, ma sopratutto come percorso di crescita personale: sperimentare in prima persona, conoscere, studiare, fare propri i metodi della Pedagogia Clinica mi ha permesso di arricchire le mie conoscenze, così come di modificare molti aspetti legati all’osservazione, di conseguenza alla relazione, all’atto educativo stesso, di sentirmi crescere e strutturami via via dandomi la consapevolezza di poter essere vero sostegno in una relazione di aiuto alla persona. La Pedagogia Clinica, scienza capace di abbracciare la dimensione emotiva, affettiva e di socializzazione, sia sotto il profilo cognitivo che motorio nell’opportunità di un ascolto autentico dell’altro, mi ha aperto la possibilità di modificare il mio stesso approccio a livello professionale aggiungendo quei tasselli che ritenevo mancanti alla fine dell’esperienza universitaria. “La Pedagogia Clinica è capace di creare forze ideali per la vita” Questa frase – tratta da Pesci G. “Epistemologia della Pedagogia Clinica e della Professione del Pedagogista Clinico® Ed. ISFAR Firenze 2004, pag.17 – riassume per me la potenza che la Pedagogia Clinica ha avuto nella mia esperienza personale e professionale: è riportata non a caso anche nella mia tesi La Pedagogia Clinica e la gravidanza, scritta con il desiderio di dedicare attenzione a questo primo anello di futura relazione con il bambino che la donna in primis vive nel periodo della gestazione. In professione Da 23 anni mi occupo di Prima Infanzia, come educatrice, come formatrice di educatori, e da ormai 17 anni sono Coordinatrice Pedagogica di una Scuola dell’Infanzia, da 12 anche di un Nido di Infanzia. La Pedagogia Clinica è stata fin da subito in questa mia esperienza di coordinamento una complice preziosa, nella gestione dei gruppi, nella relazione con le famiglie, nel portare nuovi sguardi sui bambini e sulle bambine e tra le docenti e le educatrici, valorizzando il rapporto mente corpo prima di tutto nell’approccio diretto con gli alunni, andando nel concreto a modificare proposte e attività che erano sedimentate ma lontane dalle mie nuove conoscenze. Mi sento di aver ricevuto strumenti concreti per un approccio funzionale anche grazie alla possibilità di continuo aggiornamento che l’ISFAR propone ripercorrendo alcuni metodi già conosciuti, talvolta rinnovati nel tempo, come nuove formazioni sempre vicine ai miei bisogni e alle mie aspettative.