La conquista di una personalità libera e armoniosa

di Guido Pesci

 

“Nosce te ipsum”. Questo monito  è l’ammonimento dei maestri che ci accompagna fin dall’antichità. Analizzare il proprio caos psichico, fare il bilancio delle proprie luci e delle proprie ombre, dell’attivo e del passivo, di ciò che si è e di ciò che si vorrebbe essere, si riassume in una sola parola: “riflettere”.

Saper riflettere significa destare il senso della necessità assoluta di vivere in modo più consapevole, rendersi conto delle proprie possibilità e potersene avvalere; opportunità questa, che ci viene offerta dal metodo Reflecting.

La riflessione regola e indirizza positivamente lo sviluppo del sentimento e,  inducendo all’analisi e all’interpretazione della propria esistenza, anche la maniera di affrontare gli eventi. Essa illumina  il fitto labirinto della vita interiore fino a rendere conoscibile l’inconoscibile e a favorire così  in ciascun individuo lo sviluppo e il dominio su se stesso. Ognuno custodisce infatti dentro di sé il segreto della propria prosperità, ed è necessario che ne divenga consapevole e che sia disposto a interrogarsi continuamente, nonché ad ascoltare con attenzione e rispetto facendo risuonare dentro di sé ogni più intimo pensiero in modo da lasciarlo penetrare nella propria mente.

Grazie alla riflessione l’uomo prende coscienza delle innumerevoli risorse interiori che lo animano, lo sospingono ad agire e a progredire fino a renderlo capace di vincere i muri delle pene, degli ostacoli, delle contraddizioni e a mutarli   in gradini ascendenti sui quali muovere verso un disegno ideale importante: la conquista di una  personalità libera e armoniosa.

La riflessione costituisce dunque un potente mezzo per opporsi ad ogni tirannide, ad ogni schiavitù, per conseguire, liberi dalle scorie ed errori, un sovrano dominio interiore che. L’azione del riflettere apre a vasti orizzonti, sprigionando nella persona un desiderio inestinguibile di conoscenza che la porta a scandagliare le acque del suo unico e meraviglioso mare intimo, fino ad analizzare una a una a le “sostanze” che compongono il suo essere e fondano il suo esistere.

Il centro della vita interiore è la sola realtà a cui l’individuo si può affidarsi per vincere ogni debolezza e assurgere a una consapevolezza chiara, potente a attiva che gli permette di sfidare le difficoltà. Egli deve quindi trovare in se tesso i beni più autentici e tra questi, la riflessione è senz’altro il più grande di tutti perché lo guida nell’intima analisi del pensiero che regola l’esistenza, le idee, i giudizi, il sentire, nonchè i propositi, le decisioni e le azioni.

Lo sguardo interiore deve però farsi chiaro e profondo, così da consentire a ognuno di vedere e scoprire le proprie trame segrete, le leggi di affinità, di trasmissione, le analogie, le influenze, le relazioni, le risonanze, il gioco degli istinti, le radici delle abitudini, le catene della memoria.

La tonalità della riflessione può indicare la strada per il raggiungimento di una personalità consapevole mediante l’orientamento positivo delle energie e l’animazione della mente contro ogni elemento corrosivo derivante dalle proprie attività e dalla paralisi dei sentimenti provocata da un oscuro disaccordo con la vita.

Le paure, i silenzi, gli impulsi e le rinunzie devono trovare, nel governo della riflessione, il modo di tramutarsi in fermi propositi di riuscire con successo in ogni attività intraprendendola con volontà e fiducia. Tutto ciò è possibile grazie al metodo Reflecting, che nasce con l’intenzione di vincere ogni stato di inerzia elaborativa e favorire esperienze volte a sviluppare una profonda comprensione di se stessi, nonché a destare ed organizzare l’azione della volontà, agevolare lo slancio vitale, dominare le circostanze, vincere gli ostacoli e promuovere la conquista dell’armonia.

(in rivista Babele n. 22  settembre-dicembre 2003)

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