La traccia del proprio corpo: sentito, percepito e rappresentato

Durante l’anno scolastico abbiamo avuto l’opportunità di attuare un progetto distinto in una parte operativa, con i bambini di una sezione della Scuola dell’infanzia di Madonna del Piano, e un’altra di formazione e aggiornamento per i docenti della Scuola dell’infanzia dell’intero I° Circolo Didattico di Marsciano (PG).
L’argomento trattato è stato “La traccia del proprio corpo: sentito, percepito e rappresentato. Corpo, voce e grafismo nel bambino dai tre ai cinque anni”.
Gli obiettivi generali prevedevano la sperimentazione del valore della traccia, che origina dal corpo e partendo dalla percezione di sé e dalla consapevolezza delle rappresentazioni ed espressioni possibili, si distribuisce nello spazio.
Il progetto è stato articolato in quaranta ore di attività, di cui venti dedicate ai bambini e venti alla formazione degli insegnanti delle Scuole dell’infanzia di tutto il Circolo.
Il progetto operativo ha visto il nostro intervento in una sezione frequentata da 14 bambini, in cui lavorano due educatrici coadiuvate da una collaboratrice scolastica. Assieme alle educatrici abbiamo portato avanti il progetto nei confronti del quale le insegnanti hanno dimostrato, da subito, interesse verso le nostre proposte e si sono rese disponibili e collaborative, adattando, ove necessario, gli spazi logistici messi a disposizione, organizzando le attività laboratoriali con i bambini e offrendo il loro aiuto nella preparazione del materiale.
Gli incontri, svoltisi con cadenza settimanale nel periodo novembre 2005-marzo 2006, sono stati preceduti da un incontro con i genitori, nel corso del quale è stato presentato e discusso il progetto e la sua metodologia operativa, ispirata ai principi e ai fondamenti della professionalità del Pedagogista Clinico®, del Reflector® e dello psicomotricista funzionale.
Il nostro intento è stato quello di far sperimentare ai bambini dei vissuti corporei, rispettando le tappe evolutive che implicano il passaggio dal corpo vissuto al corpo percepito e al corpo rappresentato, così come teorizzato dal professor Jean Le Boulch, padre della psicomotricità funzionale.
Gli obiettivi specifici hanno riguardato vari livelli di padronanza:

analisi e attività mirate a sollecitare le funzioni operative: funzione di aggiustamento (da impulsivo a controllato);

analisi e attività volte a percepire il tono di fondo e l’attitudine alla distensione;

analisi e consapevolezza della respirazione;

analisi e consapevolezza del tono d’azione e dell’equilibrio;

analisi e sollecitazioni per la coordinazione oculo-manuale ed oculo-segmentaria;

evoluzione dell’immagine corporea;

il rapporto corpo-spazio e corpo-tempo nella dimensione percettiva rappresentativa;

dalla motricità spontanea a quella intenzionale nell’attività globale e grafica;

dall’aggiustamento allo spazio alla strutturazione temporale;

interiorizzazione del “proprio corpo”.

Per facilitare la conoscenza con i bambini e l’approccio al nuovo lavoro, sono state proposte, nei primi incontri, attività non strutturate, socializzanti e creative, come il canto; due canzoni infatti, una di accoglienza e una di chiusura, hanno fatto da “colonna sonora” all’intera esperienza, in modo da creare un rituale che facesse da cornice alle diverse attività. Sono state proposte anche alcune esperienze tratte dall’Edumovement® e dalla Musicopedagogia®, basate su attività che danno particolare rilievo all’aspetto della respirazione e del ritmo.
L’itinerario di lavoro ha visto, poi, la realizzazione di esperienze di sperimentazione della traccia lasciata da oggetti che si muovono nello spazio (macchinine, gomme, palloni, ecc.), prima liberamente, poi attraverso percorsi strutturati.
Per l’avvio al grafismo sono state utilizzate anche orme di animali in cartone, preparate dai bambini, che venivano imbevute di colore e permettevano di lasciare la traccia sulla carta bianca stesa a terra. Successivamente sono state proposte esperienze ispirate all’InterArt®, adatte a far sperimentare ai piccoli la traccia grafica con entrambe le braccia su fogli grandi appesi alle pareti, lasciando la possibilità di esprimere liberamente i propri movimenti con l’utilizzo di differenti strumenti traccianti. Infine gli incontri dedicati alle tecniche del metodo BonGeste®, hanno permesso l’integrazione tra percezione ritmica, percezione spazio-temporale ed espressione segnica.
Le riprese video delle singole esperienze hanno inoltre consentito di teorizzare  l’esperienza e renderla fruibile in una situazione di formazione estendibile ad altri insegnanti. Rivedere le esperienze vissute è stato utile per tutti, in quanto ha consentito di assumere una maggiore consapevolezza del proprio modo di relazionarsi.
Il progetto di formazione e aggiornamento degli insegnanti ha previsto alcuni incontri di carattere teorico ed altri orientati sullo sviluppo psicomotorio, grafico e vocale del bambino, utilizzando, tra l’altro, le immagini del lavoro condotto in sezione.
La formazione del gruppo delle educatrici, partendo dallo stimolo delle attività proposte ai bambini, ha potuto seguire un percorso che portava l’attenzione al corpo e alla relazione. Il passaggio in palestra e l’introduzione degli aspetti psicomotori esperienziati, del Disegno Onirico e del lavoro sulla voce hanno favorito una coscientizzazione delle proprie abilità reversibili nel loro lavoro quotidiano.
In particolare il Disegno Onirico si è rivelato un ottimo strumento per la sperimentazione personale, in quanto indirizzato ad un livello più profondo; esperienze arricchenti che, come su un nastro registrato, rimangono impresse. Una  rivelazione di un mondo sconosciuto, fondamentale per la conoscenza di sé e per lo strutturarsi dei rapporti interpersonali.
Il grande interesse e il coinvolgimento suscitati dalle molteplici esperienze hanno dato vita ad una rinnovata conoscenza e disponibilità negli scambi e nelle intese.

Laura Buraccioni
Pedagogista Clinico®
Luisa Vera
Pedagogista Clinico®
Federico Pettinari
Pedagogista Clinico®