Lara Gramantieri

A distanza di circa 4 anni dalla Laurea, quando già lavoravo da anni nel settore socio-educativo ho avuto l’opportunità di conoscere la professione di Pedagogista Clinico® in quanto ricevetti una rivista di Pedagogia Clinica per posta. Avevo iniziato a lavorare nella mia città, Imola, nel 1998,  in un momento storico importante che segnava la fine del processo di deistituzionalizzazione, affiancata da colleghi del mondo della cooperazione e docenti universitari, in particolare un grande maestro con il quale mi sono laureata in Pedagogia Speciale a Bologna: Andrea Canevaro. Appassionata delle tematiche educative, di persone ma anche di gruppi la rivista attrae la mia attenzione e decido di iscrivermi, un po’ per curiosità e desiderio di crescere ancora in formazione, un po’ perché attratta dai metodi e dalle tecniche che venivano narrate. Nell’anno 2008 concludo a Firenze il percorso formativo e da lì a pochissimi mesi, avvio lo studio professionale a Imola e ricevo i primi bambini e famiglie con difficoltà negli apprendimenti, a cui sono seguiti nei mesi e negli anni  una successione a cascata di progetti, collaborazioni, con Istituzioni pubbliche e private del mio territorio di vita.

Per citarne solo alcune, l’assegnazione di una Borsa di ricerca dal titolo “Rendere visibile il maltrattamento contro le donne e i minori” erogata nell’ambito dell’offerta formativa di Fondazioni e Banche coordinata dall’Azienda Servizi alla Persona, nell’ambito di una ricerca che ha aggregato dati a livello regionale.  Gli anni di lavoro per l’Associazione Francesco Bandini a supporto di progetti per donne e minori. La collaborazione con la CEFF Francesco Bandini per Progetti di inclusione e sviluppo di autonomie di persone con disabilità diverse. La formazione erogata a gruppi di docenti sul tema delle difficoltà di apprendimento, e sulla prevenzione del disagio in ambito scolastico. La collaborazione con AIMC Imola orientata alla formazione di insegnanti. La consulenza per diversi Istituti comprensivi sulle tematiche educative, a cui negli ultimi anni si è aggiunta la formazione ad educatrici e insegnanti di bambini da zero a sei anni coordinata dal CPD del Distretto imolese. Proseguo le collaborazioni poi con le Cooperative del mio territorio, la cooperativa Seacoop e la Cooperativa Solco Salute, nelle quali promuovo progetti e formazioni a gruppi di lavoro, sia in ambito scolastico, sia in ambito socio-sanitario. Ho collaborato con il Servizio Diritto allo Studio della mia città, con la Caritas Diocesana per la formazione di operatori volontari, con l’Azione Cattolica per la formazione di educatori e animatori di gruppi giovanili.  Ho scelto, pur avendo ricevuto altre richieste di operare nell’ambito territoriale del mio contesto di vita, e ciò che mi ha molto gratificato e sostenuto in questi anni è il gradimento che nasce da   un incontro: quello della Professione di Pedagogista Clinico® e le persone o i gruppi che ad esso si rivolgono. È  un po’ come lasciare una traccia indelebile, che genera un processo formativo e trasformativo nelle persone e gruppi, perché grazie a metodi e tecniche di comprovata scientificità le persone crescono, si mettono in gioco, aprono spazi di riflessione e narrazione che orientano all’educazione e dunque alla vita. Prosegue il mio percorso di ricerca sulla tematica dell’inclusione, con altri colleghi del mio Distretto.