Ho conosciuto la formazione in Pedagogia Clinica al termine del mio percorso universitario a Bologna. Dopo averne parlato con un mio docente di riferimento decisi di approfondirne la proposta formativa partecipando alle prime lezioni che si erano tenute nella sede di Padova. Fu subito chiaro che a fronte di una componente conoscitiva e teorica erano stati sviluppati, attraverso una rigorosa e attenta ricerca, metodi e tecniche specifici per poter concretizzare tali riferimenti teorici in una coerente pratica professionale. Decisi quindi di impegnarmi nella formazione triennale al termine della quale iniziai l’attività libero professionale presso il mio studio a Ferrara e trovai subito un grande riscontro operativo. Avevo strumenti teorico-pratici che potevano essere impiegati flessibilmente per definire un percorso di aiuto rivolto a persone che avevano diverse esigenze e richieste. Negli stessi anni lavoravo come insegnante e ho potuto apprezzarne un’ ampia applicazione a favore di bambini e ragazzi che presentavano difficoltà scolastiche, di apprendimento e a volte anche di linguaggio. Da allora ho approfondito diversi aspetti della formazione pedagogico clinica che ritenevo utili alla mia pratica professionale attraverso materiali editi e corsi Isfar. Questo è uno degli aspetti che mi hanno fatto apprezzare nel tempo la Pedagogia Clinica motivandomi a coltivarla e ad approfondirne la formazione. Nella mia esperienza l’aspetto importante è stato proprio quello di aver trovato una formazione che mi ha dato degli strumenti per una prassi pedagogica distintiva, coerente e un approccio educativo solido. Ho trovato una specifica identità educativa attraverso un costante riscontro professionale. Da questo punto di vista la formazione in Pedagogia clinica è stata un ottimo completamento del mio percorso universitario definendo la mia figura professionale e permettendomi di offrire una proposta educativa specifica e alternativa al vasto panorama delle necessità delle persone di diversa età e condizione. La stessa formazione mi ha permesso di dialogare in modo costruttivo con altre professionalità del territorio per creare una complementarietà di interventi senza sovrapposizioni o inutili antagonismi proprio perché chiara è la finalità educativa e non terapeutica e/o riabilitativa. Negli anni di insegnamento che ho svolto ho trovato spunti operativi e riferimenti teorici per organizzare la mia attività didattica con attenzione e valorizzazione delle differenze di apprendimento e delle necessità specifiche degli studenti e delle studentesse, in particolare in presenza di BES e DSA. La stessa Pedagogia clinica mi ha dato solide basi per sviluppare competenze importanti nel lavoro di gruppo e nelle relazioni sia con gli studenti e le studentesse sia con colleghi e colleghe. Da ultimo vorrei sottolineare che la formazione in Pedagogia Clinica è stata importante anche a livello personale perché mi ha permesso di capire, accettare e migliorare diversi aspetti di me stessa. Gli anni della formazione in Pedagogia Clinica non mi hanno dato solo un solido bagaglio conoscitivo e formativo ma anche l’occasione di conoscere colleghi con i quali sono nati rapporti di amicizia che continuano ancora oggi.
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