Laura Barreca

In occasione del cinquantennale della Pedagogia Clinica, desidero esprimere qualche considerazione sulla mia esperienza formativa e professionale che ha scandito il mio percorso in questo affascinante campo.
Una volta laureata era sempre più forte il desiderio di non intraprendere la carriera come insegnante ma di approfondire le mie competenze con corsi professionali per supportare insegnanti, famiglie ma soprattutto minori. Tramite internet ho reperito le locandine del corso come quello di Pedagogista Clinico® proposto dall’Isfar di Firenze. Ho viste tanti altri corsi anche con ottime promozioni ma rimanevo sempre più attratta dalle proposte dell’Isfar e confermo ancora oggi che la decisione intrapresa era quella a me più consona.
La mia formazione in Pedagogia Clinica è iniziata nel 2003 e si è conclusa il 19 giugno 2006 con una profonda e dettagliata preparazione, che mi ha permesso di apprendere le principali metodologie e approcci relativi al benessere educativo e psicologico delle persone. Ho acquisito competenze essenziali nella valutazione e nell’intervento educativo, con un focus particolare su bambini e adolescenti con bisogni speciali e delle loro rispettive famiglie.
Nel corso della mia carriera, ho lavorato in diversi contesti, tra cui comunità, scuole. Queste esperienze pratiche sono state fondamentali per farmi andare alla ricerca di nuovi strumenti di supporto. La Pedagogia clinica mi ha dato questa opportunità di sviluppare le mie capacità professionali e per affinare la mia sensibilità nel riconoscere e affrontare le diverse sfide educative e relazionali. Ho collaborato con famiglie, insegnanti e professionisti del settore, creando reti di supporto e interventi mirati che hanno contribuito a migliorare la qualità della vita delle persone con cui ho lavorato.
Con alcune colleghe abbiamo creato una sez. Prov.le ANPEC che poi divenne una sezione Regionale. La mole di lavoro è stata notevole, in tempi brevi sono stati creati diversi protocolli d’intesa con diverse scuole nel territorio calabrese e l’organizzazione di Convegni ANPEC.
Uno degli aspetti che considero più significativi del mio lavoro è l’attenzione alla dimensione relazionale e affettiva. Credo fermamente che ogni persona, indipendentemente dalle proprie difficoltà, possieda risorse uniche e potenziali che possono essere valorizzati attraverso un approccio personalizzato e rispettoso. Ho avuto il privilegio di vedere molte trasformazioni, piccoli e grandi successi, nei miei ragazzi e nelle loro famiglie, che mi hanno rincuorato e motivato a continuare questo importante lavoro. In occasione di questo cinquantennale, sento il dovere di rendere omaggio ai pionieri della Pedagogia Clinica che hanno tracciato la strada per noi professionisti, aprendo la via a nuove metodologie e pratiche che oggi continuiamo a sviluppare e innovare. Sono orgogliosa di far parte di una comunità di professionisti dedicati, che quotidianamente si impegnano per offrire un futuro migliore a chi ne ha bisogno.
Guardando al futuro, la mia speranza è che la Pedagogia Clinica continui a evolversi, integrando le nuove scoperte scientifiche e le esigenze della società contemporanea, con l’obiettivo sempre presente di promuovere il benessere e la crescita educativa di ogni individuo.