Lucia Manghesi

Salve, mi chiamo Lucia Manghesi e sono una Pedagogista ormai ottuagenaria. Ho conseguito il Postgraduate Certificate in Pedagogia Clinica il 6 febbraio del 2005, quando, dopo più di trenta anni di insegnamento nella scuola primaria, mi sono imbattuta in un depliant, non mi ricordo dove, che sembrava rispondere al mio desiderio di parlare, di discutere di dare risposte efficaci ai tanti bisogni specifici di bambini cui la scuola non sa o non vuole dare risposte. Non è semplice raccontare la storia del mio incontro con la Pedagogia Clinica e di ciò che ne ha conseguito. Anni in cui ho potuto fare lo stesso tipo di lavoro con abilità, consapevolezza e conoscenze davvero nuove. Allora, chiudo gli occhi e lascio che la mia mente colga attimi di una vita ricca in tutti i sensi. È un racconto fatto di flash in cui rivedo i momenti vissuti durante i tanti weekend trascorsi a Firenze e nelle indimenticabili settimane estive a Montevarchi in quel luogo magico in cui la squisita ospitalità di Anna Pesci ci faceva sentire a un tempo famiglia e fuori dal mondo. Rivedo volti, risento voci care che ti cambiano, che tirano fuori pazientemente la parte migliore di te. L’ incontro con Guido Pesci in primis, non si può dimenticare, è un imprinting, è la sensazione sconvolgente che si prova ascoltando per la prima volta qualcuno che dice quello che vorresti dire tu e che ti fa pensare a ciò che avresti voluto pensare. Quello che voglio dire è che, aldilà dell’argomento di cui egli sa così bene esporre, o di cui riesce così bene a scrivere, la vera formazione emana da lui, dalla sua persona, dalla sua anima. È suo il messaggio fondamentale che si sostanzia in “educare è un atto d’amore” da cui consegue che aiutare una persona utilizzando gli strumenti della Pedagogia Clinica significa mettersi al suo fianco adottando la maieutica come atto di rispetto e d’amore. La mia non più giovane età, ma solo dal punto di vista anagrafico, le mie esperienze lavorative e familiari non hanno mai costituito un ostacolo alla realizzazione di un sogno che con il passare dei mesi si andava sempre più concretizzando in me. Sono diventata Pedagogista Clinico®, ho continuato ad insegnare e in contemporanea mi è stato affidato uno spazio di ascolto per bambini, insegnanti e genitori. Ho potuto sperimentare così l’importanza, soprattutto per un Istituto Comprensivo fatto di realtà diverse, di disporre di uno specialista che conosca bene il mestiere di insegnante ma che abbia inoltre la capacità di accompagnare operatori e fruitori verso una riflessione serena e consapevole su ogni problematica esistenziale e relazionale. Alla cessazione del mio servizio, grazie ad alcune pubblicazioni e alla qualifica di Pedagogista Clinico®, mi è stata offerta la cattedra di Didattica generale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pisa. Non era la prima esperienza di docenza con adulti ma qui dovevo trasmettere il mestiere più bello del mondo a livello universitario e, soprattutto all’inizio, ho cercato nello stile di Guido Pesci, nella sua capacità di coinvolgere, di ascoltare, di trasmettere con autorevolezza e insieme con estrema semplicità il modello che convincesse ognuno a scoprire il proprio. Così è stato per me, in ogni attività della mia vita sia in quella familiare che professionale. Io sono Pedagogista Clinico® e non posso permettermi di rifiutare aiuto a chi ne ha bisogno. Non si tratta di un titolo e non è solo una professionalità conseguita per avviare un lavoro sufficientemente remunerato, è un impegno preso, un modo di essere, è un progetto di vita è un modo di guardare l’altro con la consapevolezza di avere strumenti per poterlo aiutare e di doverlo fare perché a te è stata concessa la fortuna di diventare un operatore ISFAR.
Nel mio modo di operare ho utilizzato molto i Graphonages. A questo punto il pensiero va a Sergio Gaiffi e a quanto l’ho perseguitato per rubargli i “segreti” che tanto mi affascinavano. Ogni segno che lasciamo sul foglio parla e il suo linguaggio è più esplicito della parola. Ma bisogna saperlo leggere. Ho avuto modo di esercitare questa abilità tantissimo con i bambini a scuola. Nel mio studio ho ancora faldoni contenenti centinaia di disegni effettuati in ogni classe dove si presentasse qualche problematica o dove l’insegnante desiderasse conoscere di più i propri alunni. I sapienti, chiarissimi insegnamenti del professor Gaiffi , la mia passione e tanta esperienza so che hanno fatto di me una persona esperta che ha aiutato genitori o insegnanti a venire incontro ai bisogni espressi dai bambini con un linguaggio inequivocabile. Questa abilità mi è stata molto utile quando, dopo aver conseguito l’attestato di formazione in Consulenza tecnica e peritale presso il Tribunale, ho operato come CTP in numerosi processi riguardanti l’affido di minori e, la sicurezza che mi ha sempre guidata veniva soprattutto dalla lettura di quei segni grafici lasciati sul foglio, segni che non mentono e che sono evidenti per chi sa interpretarli e sa spiegarli. Non è merito mio ma della paziente opera del professor Gaiffi cui non mi sono stancata di mostrare ogni volta sempre nuovi Graphonages eseguiti dai miei ragazzi perché giudicasse l’interpretazione che ne davo. Nei flash della mia memoria prendono spazio ora due persone care, due persone splendide che ho avuto la fortuna di seguire a lungo e con profondo affetto. E a loro dedico questo spazio conclusivo, a Maria Grazia Dal Porto e Alberto Bermolen. Grazie a loro, sono entrata nel mondo del Disegno Onirico, lo strumento più potente per la cura di una persona in situazione di vero bisogno. Li ho assaporati per anni dovunque abbiano tenuto incontri, crescendo ogni volta nella sensibilità e nella esperienza anche grazie a tanti colleghi che, mettendosi in gioco, creavano quel clima di fiducia e di grazia che amo definire palestra dell’anima.
Naturalmente un operatore olistico non può non avvalersi del Reflecting® che costituisce la base per ogni interazione nel servizio di cura. In realtà la caratteristica peculiare della grande intuizione di Guido Pesci è stato il bisogno di rendere il Pedagogista Clinico® in grado di attingere ad un’ampia gamma di abilità con la consapevolezza che i confini dell’una possono sfumarsi nell’altra perché l’unità siamo noi. Ecco ho cercato di riportare sensazioni ed esperienze senza falsa modestia, perché se sono stata una professionista valida è solo perché ho avuto il privilegio di seguire l’Istituto Superiore di Formazione migliore del mondo.
Dopo l’evento Covid 19, non ho più riaperto lo studio ma non ho perso i contatti con le persone che ho aiutato , con i ragazzi che sono ormai adulti e che mi cercano ogni volta che inciampano o più semplicemente per dirmi che mi vogliono bene. Eppoi sono ancora molto impegnata, infatti sto studiando e sperimentando con il mio dolce marito che ha 10 anni più di me, sulla base dei test di Mnesi Immadiata, di Anna e Guido, giochi sempre diversi per mantenere fresca la sua bella mente.