A settembre 1997 lascio la mia città Crotone per iniziare i miei studi universitari in Scienze dell’Educazione a Firenze dove ad aprile 2003 mi laureo. Dopo questa prima laurea, decido di iscrivermi al test d’ingresso per il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, superata la prova preselettiva, effettuo l’iscrizione e inizio la frequenza dei corsi dove decido di sostenere anche gli esami aggiuntivi per la specializzazione sul sostegno. Tra la prima e la seconda laurea ho avuto la possibilita’ di lavorare con supplenze quotidiane nella scuola primaria grazie al concorso per titoli ed esami che superai nel 2000. Nel frattempo divisa tra studio e lavoro mi laureo per la seconda volta nel mese di marzo 2006. A settembre dello stesso anno il mio primo incarico sul sostegno in una scuola del centro storico di Firenze dove mi fu assegnato un alunno diagnosticato con ADHD. Fu in questa scuola che sentii parlare per la prima volta della Pedagogia Clinica, quando la mamma dell’alunno mi disse che il figlio era seguito dal Prof. Guido Pesci; mi porto’ la rivista che sfogliai con attenzione e ne fui incuriosita ma che decisi di accantonare l’idea dell’iscrizione al corso in quanto, essendo per me il primo anno di insegnamento preferivo dedicare tutto il tempo al lavoro cercando di fare del mio meglio. Mentre il tempo passava, realizzavo pian piano che l’università’ e i vari corsi di perfezionamento da me frequentati mi avevano dato solamente una preparazione teorica; sentivo aumentare in me il bisogno di ampliare le mie vedute; notavo nella scuola delle “chiusure” nei confronti degli alunni soprattutto in quelli in difficoltà, navigavo in internet alla ricerca di corsi e master che mi fornissero strumenti pratici da poter applicare ma tutto parlava di teoria, finche’ un giorno incontrai una mia carissima amica che mi raccontò con molto entusiasmo di essersi iscritta al corso di Pedagogia Clinica. Era già la seconda persona che me ne parlava. Decisi, cosi’ di prendere i contatti con l’Isfar e procedetti a fare l’iscrizione. Man mano che frequentavo il corso capii di aver finalmente “trovato la strada giusta” e cio’ mi fu confermato durante le settimane intensive di Montevarchi dove toccai con mano gli strumenti che ci furono forniti e che hanno cambiato la mia forma mentis sia a livello personale che professionale. Nel 2015 conseguo il titolo di Pedagogista Clinico® Celeste Strani
Ciao a tutti, sono un’educatrice della prima infanzia e Pedagogista Clinico® ed è una sfida riassumere in poche parole quanto sia per me significativo essere Pedagogista Clinico® e quanto la Pedagogia Clinica mi abbia cambiata. Già dalla prima infanzia ho coltivato l’interesse per l’educazione, intesa come un “prendersi cura dell’altro” che sia bambino o adulto. Infatti, da adolescente ho iniziato ad avvicinarmi a diverse associazioni, le quali, permettevano di entrare in contatto con Persone aventi dei disagi: sociali, fisici, economici, relazionali. Fin da subito, ho capito che quella era la mia strada, aiutare l’Altro. Con un’associazione, in particolare, iniziammo così un progetto con il carcere minorile di Reggio Calabria per un rinserimento in società tramite diversi progetti: musica, spettacolo, teatro, scrittura, lettura, canto e altri incontri con professionisti. Dopo il Liceo, ho deciso di intraprendere il corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e dei Processi Formativi presso l’Università di Parma e così, nel 2019, diventai un’educatrice. Già da bambina ho sempre avuto una passione e amore verso i bambini e così iniziai il mio percorso come educatrice per la prima infanzia, consapevole di quanto fosse fondamentale il Nido per lo sviluppo del bambino\a e per il suo benessere fisico e mentale. Da educatrice ho sempre posto attenzione alle relazioni umane: sia con i genitori sia con i bambini. Nel mio lavoro cerco di creare degli ambienti accoglienti e stimolanti che permettano al bambino di poter esprimere liberamente il proprio mondo interiore e sperimentare. Da subito ho imparato a riconoscere i bambini come Persone, con una propria identità, con dei pensieri; unici nel loro essere. Questo mio modo di fare mi ha permesso di trasmettere ai bambini che: ogni bambino è speciale, con caratteristiche e talenti che lo contraddistinguono da altri e crescendo con questa consapevolezza imparano a loro volta a riconoscere il proprio valore e l’unicità dell’altro. Ma questo non mi bastava, così dopo anni dove mi sentivo “persa”, cercavo una formazione più specifica e così trovo un annuncio del master in Pedagogia Clinica, incuriosita mi iscrissi all’open day e, nel Novembre 2021, iniziai la formazione con il gruppo di Milano27. Il primo anno di formazione vivevo a Milano, ma dal secondo anno sono rientrata nella mia città, Reggio Calabria, sapevo bene cosa dovevo affrontare ma non ho mai mollato proprio perché la Pedagogia Clinica mi aveva aperto un nuovo mondo. Quindi, ogni mese, un weekend al mese dovevo svegliarmi alle 3 di notte, prendere il pullman e arrivare a Lamezia, prendere il volo delle 8 arrivare a Malpensa e da lì prendere autobus, metro per arrivare a lezione alle 14 e poi fare ritorno la domenica notte a Reggio Calabria per essere lunedi sul posto di lavoro. Pur affrontando tante ore di viaggio, il tragitto mi permetteva di pensare, di fare mio ciò che avevo appreso durante le lezioni e l’entusiasmo non è mai passato, anzi cresceva sempre di giorno in giorno. Fin dal primo incontro formativo presso la sede di Milano, sono rimasta fortemente colpita dalla passione e dal carisma del Professore Guido Pesci e della Professoressa Marta Mani, si sentiva tutta la loro voglia e la forza di farci conoscere questa bellissima scienza. Man mano che passavano le varie lezioni ho avuto modo di conoscere gli altri professori, tutti molto competenti, professionali, preparati e umani. Non è una semplice formazione, è un percorso, un viaggio, poiché ogni lezione e interazione ha contribuito a costruire un’esperienza educativa ricca e trasformativa. Questo ambiente stimolante ha alimentato non solo le mie competenze professionali, ma anche la mia crescita personale. Posso dire con certezza che da quando ho frequentato la formazione, dal primo giorno, già qualcosa dentro di me stava cambiando e, ad oggi, posso certamente confermare quanto mi ha aiutata a migliorare la relazione con gli altri: sia a livello professionale che a livello personale. Ogni lezione mi ha regalato un nuovo approccio, un nuovo modo di sentire, di ascoltare l’Altro. La formazione non avviene solo in maniera frontale, ma è dinamica, caratterizzata da praticità e concretezza. Tutti i metodi e le metodologie vengono vissuti e sperimentati su se stessi, ed è proprio questo che lo rende un viaggio verso la propria consapevolezza, verso il proprio essere. Un’altra esperienza estremamente formativa e coinvolgente a livello professionale ed emotivo è stata rappresentata dalle settimane intensive, la prima a Montevarchi e la seconda a Firenze. Durante questi intensi momenti, abbiamo avuto l’opportunità di mettere in pratica diversi metodi direttamente su noi stessi. Questi periodi sono stati caratterizzati da un ricco scambio di emozioni: abbiamo condiviso gioie, momenti di pianto e risate, tutti elementi che hanno contribuito a costruire legami profondi e autentici che porterò sempre dentro il mio cuore. Le settimane intensive ci hanno permesso di assorbire i principi fondamentali della Pedagogia Clinica, creando un ambiente di apprendimento stimolante e trasformativo, in cui la teoria si intreccia con la pratica e le esperienze vissute. Sicuramente, il tutto è stato facilitato dal legame che si è creato tra noi corsisti di Milano27: ci siamo sostenuti, incoraggiati, aiutati, confrontati, supportati e sopportati. Sono profondamente grata a tutti i docenti e ai colleghi del corso che ho incontrato lungo il mio percorso formativo, poiché ciascuno di loro ha contribuito ad arricchire la mia esperienza. Un ringraziamento particolare va ai docenti e al presidente dell’ANPEC, il Professore Guido Pesci, che è stato per noi un autentico esempio da seguire, ci ha permesso di acquisire un patrimonio di conoscenze che ci accompagnerà nel tempo, permettendoci di essere oggi dei Pedagogisti Clinici competenti e consapevoli. Ho finito la formazione a Gennaio 2024 portando una tesi su un progetto che avevo creato: “ESSERE in mvimento. L’importanza del Corpo e del Movimento alla Scuola dell’Infanzia”. La formazione mi ha fornito non solo metodi e metodologie della Pedagogia Clinica, ma mi ha cambiata. È riuscita a influenzare il mio mondo interiore, mi ha donato nuove conoscenze ma anche nuove consapevolezze. ed ecco che l’anno successivo la referente dell’istituto Rossano 1 dove prestavo servizio, mi contatta invitandomi a tenere un incontro sulla genitorialità con i genitori della scuola dell’infanzia; nello stesso anno presento un progetto sul bullismo al Comune della mia citta’ dove si sono iscritti circa 15 docenti; tornata a Crotone dove attualmente lavoro in una scuola primaria, ho attivato diversi progetti e sportelli di ascolto per genitori, alunni e docenti e firmato un protocollo d’intesa con un asilo nido del posto. Un ringraziamento particolare al Prof. Guido Pesci e a tutti i docenti dell’ Isfar per avermi dato la possibilità di conoscere la Pedagogia Clinica che, da Pedagogista Clinico®, mi ha permesso di avere un approccio diverso nell’educare le persone di qualsiasi età a superare i loro stati di disagio e le loro difficoltà.

