Marzia Pantanella

La curiosità per la Pedagogia Clinica è iniziata nel 2005, anno cui avevo il desiderio di dare concretezza ai miei studi per diventare un professionista in aiuto alla persona in ambito educativo. Gli studi universitari condotti all’Università di Cassino e conclusi qualche anno prima mi avevano fornito molta teoria e sentivo il bisogno di acquisire strumenti pratici, attuativi, utilizzabili con la persona di ogni età. Le domande erano ricorrenti e riguardavano il come… cosa… quando e con chi…ancora :io sarei stata in grado di accogliere? La curiosità ha attivato la mia ricerca su eventuali specializzazioni, formazioni nel post universitario ed eccomi inciampare nella Pedagogia Clinica, uno sgambetto che ha cambiato la mia vita. Ho letto tutto quanto potessi nei minimi particolari e quindi con forte entusiasmo ho deciso di iscrivermi al percorso per diventare Pedagogista Clinico®. Ero “carica” il mio obiettivo risiedeva nel voler imparare metodi e tecniche che potessero guidare il mio fare in aiuto alla persona. Inizia così la mia formazione personale, in primis. Il percorso Pedagogico Clinico è stato per me una crescita personale fondamentale ho conosciuto meglio me stessa e le mie fragilità che sono diventate risorsa. Ascoltare il prof. Guido Pesci, la Prof.essa Anna Pesci, osservare lo scintillio nei loro occhi accresceva sempre di più le mie convinzioni sulla possibilità di creare uno spazio di incontro tra le persone e le fragilità e di riconoscere i talenti di ognuno, ognuno con il proprio bagaglio, senza giudizio, valutazione e pregiudizio, senza la necessità di creare un incasellamento. Wow la persona rimane persona non un numero, non una diagnosi, dignità prima di tutto. Ogni week end formativo, ogni incontro il mio stupore cresceva , la mia conoscenza esultava nel poter accrescere il suo potenziale, lo scambio con i docenti, tra colleghi , il momento di convivialità tutto concimava il semino della mia crescita professionale. Non da ultimo la settimana intensiva full immersion tanti stimoli personali e di crescita, momenti impressi indelebilmente nel cuore e nella mente. Ho cercato di respirare pienamente ogni input, viverlo per poterlo fare mio . Quando ho capito di essere un Pedagogista Clinico®, nella dolcezza dello sguardo del primo bambino che ho accolto e nel suo “mi sono divertito! Quando posso tornare?”
La professione ha avuto inizio con tanti timori ed altrettanto coraggio il primo piccolo studio, il proporsi come professionista, il credere nelle possibilità, abilità e potenzialità in primis in me stessa. Mi sono detta Ce la posso fare, apri le ali e inizia a volare… Bhe va messo in conto di sbagliare, di provare dolore , di essere persone con il proprio bagaglio di esperienze ed emozioni ebbene ho messo tutto nello zaino e sono partita… e così ha avuto inizio il mio essere Pedagogista clinico®. Prime persone prime famiglie, primi progetti, prime collaborazione dopo le prime tante altre. La famiglia dell’ANPEC mi è sempre stata vicina in ogni dubbio e perplessità ho trovato conforto. Ho iniziato con i bambini e man mano adulti, famiglia, progetti. Ho attivato sportelli nelle scuole, coordinato un nido, fatto formazione agli insegnanti non sui metodi propri della nostra professione ma sulla gestione della classe, sulla comunicazione, sullo stare bene insieme. La Pedagogia Clinica si è incastrata tra le altre mie professioni quella di criminologo e mediatore completando il quadro con una maggiore sensibilità verso la persona, i suoi bisogni in ogni situazione, con lo sguardo globale, del tutto con il focus sull’aiuto alla persona.