Oltre il silenzio, una reale disponibilità all’ascolto di Melania Scimonelli Questo lungo viaggio è partito dalla terra chiamata pedagogia, arte antica quanto l’uomo per approdare su terre cliniche per scoprire il valore del “dare aiuto”, di prendersi cura dell’altro senza sostituirsi a questo nell’atto educativo. Per noi pedagogisti clinici la persona è “cosa sacra”, è unica ma non uniforme, integra ma non omogenea. Questo lavoro nasce dal desiderio di percorrere una strada clinica in grado di andare oltre il silenzio dei sordi, oltre la disabilità sensoriale per ritrovare il suono di nuove parole e affermarsi come unicità nel mondo. La mancanza dell’udito è l’assenza di una delle modalità sensoriali attraverso cui il bambino interagisce con l’ambiente, assenza che viene compensata dall’uso di un’altra modalità sensoriale e percettiva: la vista. Come insegna Vygotskij,la compensazione è sempre un processo di crescita e di ristrutturazione globale del comportamento e della psiche del bambino. Interagendo con la società il sordo si percepisce non adeguato, fragile,”silenzioso”circondato da voci, suoni e rumori di non facile lettura. Per tale motivo occorre andare in aiuto della persona per ritrovare nuove disponibilità. All’ AFAE (Associazione di Famiglie di Audiolesi Etnei) è stata offerta la possibilità di “sperimentare la validità ” di un percorso d’aiuto. Il progetto pedagogico clinico è stato costituito per aiutare i genitori e i ragazzi sordi delle sedi operative. Nello specifico per i genitori a ritrovare nuove disponibilità e creare relazioni significative con i propri figli e con i ragazzi adolescenti per superare le difficoltà affettivo-relazionali e potersi affermare nella società come persone uniche. Nei centri socio-educativi dell’A.F.A.E. l’azione educativa mira a favorire la crescita armonica del ragazzo, la sua maturazione integrale e il raggiungimento di un elevato stato di integrazione nel campo sociale e lavorativo. Varcare la soglia dell’A.F.A.E., significa trovarsi immersi una realtà in cui “gli utenti” trovano posto come persone e non come semplici fruitori di un servizio riabilitativo. Il Pedagogista Clinico® si è posto in aiuto dei genitori per ritrovare un adeguato stile educativo e comunicativo con i propri figli; è emerso come per i genitori sia difficile decifrare e regolare il rapporto con i ragazzi, piuttosto aggravano situazioni di disagio, sia esso di tipo psico – emotivo sia cognitivo. Spesso i genitori sono troppo pre-occupati di saper educare bene l’altro, impegnati a capire, osservare,valutare “ciò che manca e ciò che c’è ancora da fare” e ad accanirsi fino a quando non riescono ad ottenere gli obiettivi prefissati, buoni risultati a scuola, obbedienza in casa e un buon comportamento al di fuori. Così, in prospettiva di un aiuto clinico sono stati organizzati momenti di incontro per i genitori impegnati a riflettere, attraverso dinamismi figurativi e creare forme di pensiero costruttivo – creative e simbolico – immaginative. Il Pedagogista Clinico® ha “acceso” la riflessione di ognuno, che aprendosi a nuove disponibilità ne ha con diviso la lettura, così da riuscire a con-tattare i propri ragazzi per leggerli, piuttosto che interpretarli. Parallelamente a questo percorso è stato creato un ‘intervento d’aiuto per gli adolescenti. Questi infatti, data la loro età particolarmente sensibile, si ritrovano a vivere determinate dinamiche esistenziali, non sempre semplici. Nell’ambiente sociale il sordo si manifesta con atteggiamenti di chiusura, irritabilità, diffidenza. “L’impossibilità” di instaurare con gli altri una relazione significativa ed immediata espone dunque la persona sorda ad una serie di frustrazioni, ed incomprensioni, tutte “leggibili” nel proprio corpo che , impacciato, ha un alterato dinamismo respiratorio, ha difficoltà a mantenere un corretto aplomb, e manifesta difficoltà attentive e mnemoniche. Per favorire una migliore conoscenza di se stessi, sono state proposte attività di gruppo. In atelier i ragazzi hanno fatto diverse esperienze tratte da metodologie pedagogico cliniche quali InterArt®, Edumovement®, Musicopedagogia®, Memory Power Improvement®, Educromo®, CyberClinica®. Si tratta di occasioni che predispongono ad andare oltre il disagio fino a modificare positivamente le abitudini, le regole di vita e il comportamento. Tali esperienze incrementano la presa di coscienza di sé, stimolano la competenza relazionale e aumentano il senso di fiducia e di successo. Vivendo il proprio dinamismo respiratorio è stato così possibile per ogni ragazzo sapersi orientare, dirigere, annunciarsi, ricreare una dialetticità nel distribuirsi in relazione all’ambiente ed entrare in armonia con se stessi. Il corpo “è riuscito a trattenere traccia del proprio vissuto positivo”, così da potenziare anche la mnesi e la faticabilità e a contenere ansia e insicurezze derivate da situazioni stressanti. Acquisita potenza egoica, , i ragazzi sono stati “disponibili” a recuperare una nuova immagine di sé vivida e una reale disponibilità all’ascolto oltre il silenzio e il rumore delle parole.
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